La crisi minaccia le associazioni per ciechi e ipovedenti?, di Philippe Chazal

Autore: Philippe Chazal

Discorso tenuto all'Assemblea dei quadri dirigenti della Sicilia

Signore e Signori,

E con grande piacere che ho accettato l'invito del mio caro amico il Presidente Castronovo di venire a partecipare a questo incontro dei quadri dirigente della Regione Sicilia dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. L'argomento che mi ha offerto di trattare qui davanti a voi è di grande attualità e particolarmente importante.

L'attuale crisi può minacciare le associazioni dei e per i non vedenti? Come possono affrontare le minacce attuali e perseguire le loro azioni in difesa dei diritti di una popolazione particolarmente vulnerabile? Tali diritti possono essere rimessi in questione o possono ancora progredire in un contesto in cui i tagli alla spesa pubblica sono l'obiettivo di tutti gli Stati europei?

Per rispondere a queste domande difficili, mi avvarrò dell'esperienza acquisita durante quasi quarant'anni di vita professionale al servizio della principale associazione francese che assiste i non vedenti, e sulla situazione attuale delle persone con disabilità in Francia. Non ho la pretesa di fornire soluzioni definitive, ma solo un paio di pensieri che potrebbero alimentare le vostre discussioni future.

I. UNITÀ CARA UNITÀ
La Francia è più di ogni altro paese, il paese delle associazioni. Ha più di 1.300.000 associazioni, 300 nel settore della minorazione visiva, che si tratti di:
– Gruppi di professionisti (centralinisti, fisioterapisti, intellettuali, istruttori di locomozione o di attività della vita quotidiana),
– – Strutture generali con o senza le delegazioni locali (Federazione dei Ciechi di Francia, Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti, Associazione Valentin Haüy, Zero Handicap, Vedere Insieme, gli Ausiliari per non vedenti),
– – Associazioni specializzate (Unione dei Ciechi di Guerra, Federazione delle Scuole di cani guida, Federazione per l'Integrazione dei Sordi e Ciechi in Francia, le associazioni nazionali  di istruttori di cani guida per ciechi, Genitori dei Bambini Ciechi, Genitori di bambini con Deficit Visivo, per i non Udenti non Vedenti, Retina Francia), – Organizzazioni più o meno importante dedicate al tempo libero (Associazione per Radio Amatori, Scacchisti, cruciverbisti), – Oppure organizzazioni che promuovono l'accesso alla cultura (dita che sognano, Braille e Cultura, Associazione di Donatori di voce, BrailleNet), – Per non parlare delle associazioni di ex-alunni di varie scuole, dei gestori di scuole, di centri di formazione professionale, di servizi di riabilitazione e di assistenza per l'integrazione scolastica, di case di riposo, solo per citarne alcune di loro.

Nel 1948, quattro organizzazioni hanno sentito la necessità di riunirsi al fine di presentarsi unite alle Autorità Pubbliche, così è nata la Confederazione francese per la promozione sociale dei Ciechi e degli Ipovedenti che ho l'onore di presiedere, e che raggruppa oggi 25 associazioni fra cui quelle di maggior rilievo sopracitate.

Come si può ben immaginare, non è facile mettere d'accordo strutture cosi diverse tra di loro, i motivi di disaccordo essendo molteplici:
– Il primo, e forse il più importante è una concorrenza spietata nella raccolta di fondi presso il grande pubblico. In effetti, il governo francese sovvenziona soltanto pochissimi enti non governativi di ogni ordine, quelli a favore delle persone con disabilità non fanno eccezione. Tuttavia, le donazioni fatte dai privati a queste ONG usufruiscono di una deduzione d'imposta pari al 66%, che costituisce quindi un importante sostegno indiretto da parte dello Stato. Tutte le associazioni operano dunque attraverso gettiti provenienti da quote associative, donazioni e lasciti da parte del grande pubblico, sovvenzioni da parte delle imprese o per i più ricchi da  redditi da capitale (appartamenti in affitto, investimenti finanziari). Per attirare donazioni da privati o aziende, alcuni argomenti sono molto promettenti: sostegno alla ricerca medica, assegnazione di cani guida, assistenza ai bambini in particolare. La maggior parte delle associazioni li citano poi nel loro catalogo, anche se, in realtà, queste azioni non sono i loro principali obiettivi. Tutti i metodi sono buoni per attirare nuovi donatori: firmare petizioni per recuperare indirizzi e-mail, marketing telefonico, l'invio regolare di e-mail, opuscoli per posta. Tutti si spiano, si criticano ed è una gara a coinvolgere la migliore agenzia di comunicazione per fare spot radiofonici e televisivi, mettere in atto eventi mediatici il cui unico scopo è quello di farsi notare dal grande pubblico. Vorrei sottolineare che, troppo spesso, le associazioni fanno ancora leva sul pietismo, sul miserabilismo per le loro raccolte di fondi, non danno un'immagine positiva della persona cieca e ciò è deplorevole. Eppure le associazioni facenti parte  della Confederazione che si sono impegnate, mediante uno statuto, firmato solennemente nel settembre del 2009 in presenza della Ministra in carica per la disabilità, a "dare un'immagine vera e positiva delle persone cieche o ipovedenti, e a non divulgare o sfruttare un'immagine miserabilista o falsa di queste", non sempre rispettano questo impegno.

– Il secondo motivo di discordia, si può facilmente immaginare, è che ogni associazione si ritiene la migliore tra tutte, in tutti i settori, e lo vuole far sapere partecipando in nome proprio alle discussioni con le autorità, alle istanze internazionali e alle manifestazioni di ogni genere. Questa dispersione non giova a nessuno, soprattutto non agli ipovedenti stessi, poiché la minima discrepanza viene sfruttata dal governo per non dare seguito alle nostre richieste, per quanto legittime possano essere.
Ricordiamoci che "l'unione fa la forza" e mettiamo tutte le nostre energie a riunirci sotto un'unica bandiera. I risultati che i ciechi italiani hanno potuto ottenere grazie alla    rappresentatività dell'Unione dovrebbe servirci da esempio, ma, in Francia, siamo ancora molto lontani dal parlare di raggruppamento, ed è una peccato!

II. PRESERVIAMO LE CONQUISTE!

In Francia, i principali vantaggi di cui beneficiano le persone con disabilità in generale, le persone non vedenti in particolare, non sono ancora direttamente rimessi in causa come accade in alcuni paesi europei. L'indennità per gli adulti disabili (AAH) che è un minimo di risorse per i disoccupati è stato rivalutato del 25% in cinque anni dal governo precedente, l'importo mensile è di € 776. Le persone completamente cieche beneficiano, a titolo di compensazione dell'handicap (PCH) di un forfait mensile di 610 euro per compensare le spese aggiuntive connesse alla necessità di assistenza umana derivante dalla loro disabilità, questi aiuti non sono soggetti a tassazione e per di più, ogni famiglia con al suo interno una persona disabile usufruisce di una deduzione specifica nel calcolo delle imposte sul reddito. Tuttavia, alcune misure recenti o in preparazione mettono seriamente a repentaglio il mantenimento della situazione attuale:
– Un progetto di legge sul decentramento prevede di assegnare a ciascun dipartimento una competenza esclusiva per l'assegnazione e il pagamento del PCH, la cessione da parte dello Stato sarà inevitabilmente una violazione della parità di trattamento su tutto il territorio. Più di sessanta dipartimenti sui 95 che conta la Francia metropolitana sono prossimi al fallimento, le prestazioni sociali  saranno le primi a subire una battuta d'arresto per il risanamento delle finanze locali. Alcuni dipartimenti cominciano a mettere in discussione il forfait che ci è concesso, nella misura in cui altre persone con disabilità devono giustificare l'uso che fanno del PCH che ricevono, ciò che non avviene per noi;
– – La "modernizzazione dell'azione pubblica" ha per obiettivo dichiarato di migliorare il funzionamento dei servizi pubblici, (justice, efficacité, simplicité), ma il suo scopo principale è proprio quello di ridurre il deficit delle finanze tramite una riduzione drastica della spesa pubblica e degli enti locali. Diverse missioni di controllo effettuate congiuntamente dal Ministero delle finanze e da quello degli affari sociali riguardano direttamente le persone con disabilità: valutazione del sistema attuale di AAH,  tariffazione dei costi delle case di cura, presa in carico degli ausili tecnici, e sopratutto invecchiamento della popolazione con disabilità. La CFPSAA viene ricevuta dai relatori, ma non più delle altre associazioni, i suoi pareri non sono realmente presi in considerazione. Se non si parla da noi della "caccia ai falsi disabili" l'obiettivo è quello di lottare contro ogni frode, rafforzare le condizioni per la concessione di aiuti dello Stato, mettere in discussione le conquiste della legge del 2005 il cui titolo ha suscitato  molte speranze "per la parità dei diritti e delle opportunità, la partecipazione e la cittadinanza delle persone con disabilità."

– Una delle principali conquiste di questa legge, oggi seriamente rimessa in causa, è la partecipazione delle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità in vari forum che si occupano di questioni che ci riguardano direttamente: assegnazione di contributi e di aiuti tecnici, di orientamento professionale alle persone, abbattimento delle barriere architettoniche. Inoltre, in nome proprio o attraverso le associazioni che la compongono, la CFPSAA è membro:
– – del Consiglio consultivo nazionale delle persone con disabilità, che fornisce consulenza sulle disposizioni legislative e regolamentari in materia di disabilità;
– – dell'Osservatorio interministeriale dell'Accessibilità e della Concezione Universale;
– – del Fondo nazionale di solidarietà per l'Autonomia, che ha un budget di più di venti miliardi di euro per finanziare gli enti di assistenza sociale per persone anziane o disabili;
– – del Consiglio Nazionale Cultura e Disabilità.
– Per mancanza di risorse sufficienti, il funzionamento di questi organismi si sta deteriorando in modo significativo nel corso degli ultimi mesi, le lettere indirizzate ai ministeri rimangono senza risposta, alcune commissioni poco costose ma molto utili per i non vedenti, non si riuniscono più: Commissione per lo sviluppo del Braille francese, Commissione di certificazione delle Scuole per Cani Guida per esempio. Il principio "Nulla per noi senza di noi" non è più valido.

– III. ANDIAMO AVANTI!

Nonostante una congettura molto sfavorevole, non dobbiamo dimenticare che il nostro obiettivo principale è quello di andare avanti, " chi non avanza indietreggia", dice un proverbio popolare. Per raggiungere questo obiettivo, almeno due metodi possono essere utilizzati:
A) Chiediamo con fermezza agli Stati che l'hanno ratificata, di applicare rigorosamente la Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, firmata a New York il 30 marzo 2007. Secondo il parere unanime delle organizzazioni dei disabili, questa convenzione può migliorare significativamente le condizioni di vita di queste persone nell'insieme dei nostri paesi, nessuna legislazione essendo interamente in accordo con questo testo. Il Parlamento europeo delle persone con disabilità che si è tenuto a Bruxelles il 5 dicembre scorso e al quale hanno partecipato circa 500 persone con disabilità ha messo l'accento sullo stato di avanzamento della suddetta Convenzione, ma vorrei sottolineare che, come la Francia, molti Stati cercano di rinviarne l'applicazione o di ridurne la portata. Pertanto, il Consiglio di Stato francese, in una decisione del 2 luglio 2012 ha rifiutato di annullare la normativa che, secondo CFPSAA crea una discriminazione inaccettabile legata all'età del richiedente per l'assegnazione del PCH. Credeva che "le disposizioni della Convenzione richiedessero l'intervento di ulteriori atti per produrre effetti nei confronti dei privati" cosa che contestiamo con forza. La CFPSAA ha quindi presentato ricorso presso la Corte europea dei diritti dell'uomo. Come ho detto a Bruxelles, è assolutamente necessario che tutti i governi considerino la Convenzione un testo di diritto internazionale, che ha una portata superiore a quella delle loro leggi nazionali, in caso contrario la Convenzione delle Nazioni Unite non produrrà appieno i suoi effetti. Mi dispiace anche che, per mancanza di risorse, la Commissione per i diritti umani, incaricata di esaminare le relazioni prodotte dai vari stati, potrà farlo solo fra diversi anni e ciò ridurrà notevolmente la portata delle sue osservazioni.

B) Esaminiamo attentamente i progetti di testi sottoposti alle istanze europee e  controlliamo che i nostri stati non ne rimandino l'applicazione. Numerose direttive possono avere un impatto molto positivo sulla vita dei non vedenti: i diritti dei passeggeri nei mezzi di trasporto, l'accessibilità ai siti web, la lotta contro la discriminazione. Attraverso l'Unione Europea Ciechi, i nostri Consigli Nazionali delle Persone con Disabilità, l'European Disability Forum, assumiamo un ruolo attivo nell'elaborazione di questi testi e non ne trascuriamo né la portata né l'importanza.

CONCLUSIONI.

Per concludere questo breve intervento, permettetemi di insistere ancora molto brevemente sui seguenti punti:
– Non è solo a livello nazionale o internazionale che le nostre associazioni devono manifestare la loro presenza. Al contrario, è agendo a livello locale sull'insieme del territorio che faranno sentire la voce dei non vedenti. Non trascuriamo nessuna istanza la cui porta ci viene aperta, restiamo in contatto costante con le autorità regionali, provinciali o comunali. Ciò è possibile in tutto il mondo, solo grazie all'impegno dei quadri dirigenti delle nostre associazioni, che sono anche i cardini delle nostre azioni e che dobbiamo ringraziare calorosamente per il loro impegno, molto spesso disinteressato, per i non vedenti.
– – Teniamoci anche in contatto costante con le persone che rappresentiamo e non decidiamo per loro, senza il loro consenso. Applichiamo agli altri il principio che difendiamo per noi stessi: "Nulla per noi senza di noi" e ricordiamoci che "quanto è deciso per noi senza di noi è contro di noi" come dice Nelson Mandela.
– – Questo è l'unico modo per attirare nelle nostre associazioni delle popolazioni che ora si tengono alla larga: i giovani e i lavoratori in particolare.

L'effetto principale, spesso invisibile ma molto reale, della crisi che ci troviamo ad affrontare, è la perdita di fiducia verso l'altro: la perdita di fiducia nello Stato, nelle organizzazioni che dovrebbero rappresentarci o difenderci (partiti politici, sindacati, associazioni), la perdita dei nostri riferimenti tradizionali (religione, famiglia, lavoro, nazione). A qualsiasi livello ci troviamo, sappiamo conservare la fiducia nel futuro e far sì che gli altri possano avere ancora piena fiducia in noi stessi. È l'augurio che farò con convinzione ringraziandovi per la vostra attenzione.

Parigi, 4 febbraio 2013,

Philippe Chazal
Presidente della CFPSAA.