Io e i miei trent’anni, di Rita Gaglio

Autore: Rita Gaglio

Prossimo 22 maggio compirò trent’anni insieme al mio gemello Tony. Sì, gemella di segno zodiacale e nella vita.
Dopo qualche mese dalla nascita cominciano le prime corse tra dottori, ospedali, esami diagnostici, e ben presto mi viene diagnosticata uvette fetale, complicata da cataratta e glaucoma.
Paura, sconforto, rabbia tanta rabbia, perché ti chiedi perché proprio questo a noi, ma la vita ha voluto così.
E allora siamo stati cresciuti con l’aiuto di tanta gente, nonni, zii, cugini, amici, associazioni, istituzioni, tutti a fare qualcosa per Rita e Tony.
Grazie, grazie, grazie, non finirò di dire grazie, perché se sono quella che sono lo devo a tante persone.
Un grazie particolare va all’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, UICI, grande associazione di categoria; mi preme ringraziare soprattutto la sezione di Palermo nelle persone del Signor Di Franco, il Prof. Peppino Re, L’amica Franca Secci, l’Avv. Di Gesaro, l’assistente sociale Mariangela Zuccaro, i volontari Diego e Daniela, e poi tante tante altre persone di cui non riporto i noi perché dovrei fare una lunga lista.
A sei anni, l’iscrizione alle scuole elementari di Montelepre, il paesino di circa 6000 abitanti, dove risiedo.
Un grazie speciale va alla mia prima insegnante di sostegno, Mary Lobaido, che ben presto mi ha insegnato il Braille ius metodo straordinario per i ciechi, n previsione che avrei perso la vista negli anni successivi. E così fu…
Poi le medie, anni non facili tra incomprensioni e problemi adolescenziali, ma belli perché comincia per me l’era del computer.
Grazie a una collaborazione tra scuola e Comune di Montelepre, mi viene regalato il primo computer che stava nella presidenza della Professoressa Gibillaro e che ho imparato grazie al sostegno della Professoressa Sanzione e all’aiuto dell’amico Ciro Arnone.
Arrivano le scuole superiori, cinque anni vissuti in piena serenità, grazie all’aiuto e al supporto del consiglio di classe e alle compagne, tra cui Teresa, compagna di banco e amica nella vita.
Un grazie speciale per la comprensione e il sostegno non solo scolastico, va all’amica Antonella D’Amato, insegnante di sostegno e psicologa.
Mi preme pure ringraziare pure la Stamperia Regionale Braille di Catania, nella persona del Dottor Pino Nobile, che mi hanno fornito centinaia di libri che ancora conservo gelosamente.
Finite le superiori, preme in me la voglia di autonomia, e così vado a Scandicci presso la scuola cani guida per ciechi.
Dopo quindici giorni di corso, mi è stata affidata Daisy, un labrador nero, bellissimo, che avrebbe dovuto essere la mia guida.
L’iscrizione all’università, in Scienze della Comunicazione, i primi turbamenti se fosse quello il mio percorso di studi.
Mi sono presa un anno sabbatico di cui non porto bei ricordi.
Riprendo gli studi, spinta anche dall’Amico Di Franco; tanti sforzi, tanti sacrifici, ma tanta gente pronta ad aiutarmi.
Tra questi i tutor dell’università tra cui l’amica Valentina Minuto e la dottoressa Valenti, del centro universitario pe le disabilità.
Poi la prima cotta, quella che non mi ha fatto più studiare, e va beh, a vent’anni capita!!!
stress, stanchezza, nervosismo, e vai, si parte si cambia vita!
Ed ecco la partenza per Firenze, per un corso di centralino accelerato, organizzato dall’I.Ri.Fo.R. della Toscana.
qui nuove amicizie, nuove esperienze, e tanta gioia nel cuore per quell’evasione che mi serviva. Sono stati mesi fantastici di cui porto bei ricordi; la Prof.ssa Benvenuti, l’amica Sandra, la tutor Giulia, e poi Selida, Danilo, Francesco, Pasquale, tutt’insieme per un unico obiettivo, quello della qualifica di centralinista telefonico.
Si torna a Palermo,e ora che fare? voglia di studiare non ce n’è; problemi familiari e una brutta depressione che ho dovuto curare.
Ma ora eccomi qua, con i miei trent’anni, pronta a riprendere in mano la mia vita. Terminare gli studi e diventare si spera, una giornalista pure di periferia, perché tra mille difficoltà, questa è la mia passione.
Scrivere è liberatorio, comunicare è importante, condividere è vitale.
Grazie a tutti ma proprio tutti, anche a quelli che non ho citato, perché sareste veramente tanti.
Vi abbraccio e auguriamoci un mondo di bene.
Con affetto
Rita Gaglio