Intervento precoce e autonomia personale: in cammino verso una vera integrazione, di Massimiliano Penna

Autore: Massimiliano Penna

Riabilitazione e stimolo all'autonomia. Obiettivo finale: integrazione sociale.
In estrema sintesi potrebbero essere così riassunti i tratti salienti che caratterizzano l'attività da sempre messa in campo dall'I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione) della Lombardia, e di ciò si è avuto conferma nei mesi estivi di quest'anno.
Il 24 maggio, presso il Ristorante Abazia di Rodengo Saiano (Brescia), con la preziosa collaborazione della Sezione Provinciale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Brescia, si è svolta una "cena al buio" che ha riscosso notevole successo. Immersi in un ambiente totalmente oscuro, i commensali hanno potuto vivere un'esperienza simpatica e coinvolgente. Privi di ogni riferimento visivo, infatti, questi ultimi hanno avuto la possibilità di vivere un momento felice e spensierato quale una cena al ristorante da una prospettiva nuova rispetto al solito; a servirli, dei camerieri non vedenti.
Di sicuro non sarà stato sufficiente il tempo di una cena per comprendere pienamente le problematiche quotidiane che i non vedenti si trovano ad affrontare, ma indubbiamente un'occasione come questa, incentrata sulla convivialità e sul divertimento, ha favorito un accostamento più sciolto e spontaneo a tale realtà. Posti nella medesima condizione, ovvero nella totale assenza di luce, i partecipanti alla cena hanno potuto avere un'idea, se pur minima, di quella che è la quotidianità vissuta da chi non vede; proprio per la parità di condizione, poi, fra commensali e camerieri si è instaurato un dialogo spontaneo e cordiale, privo di quei preconcetti che purtroppo troppo spesso condizionano gli atteggiamenti nei confronti dei non vedenti.
Parte del ricavato della serata è stato devoluto all'I.Ri.Fo.R. Lombardia, che assieme alla Sezione di Brescia dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e all'Associazione "Nati Per Vivere" dal 2006 è impegnato in prima linea nel portare avanti il progetto "Intervento precoce". Il progetto, che ogni anno vede coinvolte fra le 40 e le 45 famiglie della nostra Regione, è rivolto ai bambini ipo e non vedenti da 0 a 6 anni della Lombardia e, appunto, alle loro famiglie. Esso si prefigge di fornire sia ai bimbi che ai loro genitori gli strumenti necessari ad affrontare il lungo cammino verso una vera integrazione sociale.
L'infanzia, periodo importantissimo nello sviluppo di ogni persona, lo è ancor di più nella vita dei i bimbi affetti da deficit visivo, nonché per quelli affetti da disabilità aggiuntive. Essi infatti si trovano, fin da subito, immersi in un mondo a "misura di vedenti": un mondo che rischia di apparire loro confuso e sfuggente, nel quale ogni cosa appare complicata, difficile da afferrare e da capire, poco allettante e poco coinvolgente.
Accanto ai bimbi vi sono poi i loro genitori, spesso frastornati e disorientati dall'improvviso e duro faccia a faccia con un problema che non sanno come affrontare.
Agli uni e agli altri "Intervento precoce" fornisce, nell'ambito di un percorso studiato tenendo conto delle specifiche esigenze e delle peculiarità di ogni nucleo familiare coinvolto, il supporto per vivere serenamente l'inserimento del bimbo nel tessuto sociale che lo circonda. I genitori possono contare su figure esperte e qualificate, che li guidano in una corretta presa di coscienza del ruolo fondamentale che essi ricoprono nella crescita del loro figlio; ai bimbi invece viene assicurato il supporto per un corretto sviluppo delle proprie capacità residue, correggendo da subito eventuali effetti negativi che la disabilità visiva potrebbe avere sul loro sviluppo psico-motorio.
Tra la fine di giugno e la fine di luglio, poi, in collaborazione con l'I.Ri.Fo.R. dell'Emilia Romagna, l'I.Ri.Fo.R. Lombardia si è reso parte attiva nella realizzazione di 2 soggiorni riabilitativi riservati a ragazzi ipo e non vedenti da 10 a 21 anni, e uno rivolto alle famiglie con bambini ipo e non vedenti da 0 a 6 anni.
Il soggiorno riservato alle famiglie, svoltosi a Duna Verde di Caorle (Venezia) dal 14 al 24 luglio, ha avuto una duplice finalità. Riabilitativa-funzionale per i piccoli ai quali, grazie alla presenza di tecnici della riabilitazione altamente qualificati, è stato assicurato un intervento anche in questo caso "precoce", infinitamente prezioso perché volto ad agire tempestivamente prima che la disabilità visiva abbia ricadute sul loro corretto sviluppo cognitivo, sensoriale ed emotivo. Per le famiglie, invece, l'obiettivo era quello di offrire un'occasione formativa/educativa e di confronto al tempo stesso. Spesse volte i genitori si trovano a dover affrontare da soli la cecità o l'ipovisione del proprio figlio, e il loro compito quasi sempre è reso più difficile dalla conoscenza molto frammentaria, se non addirittura assente, della problematica nel suo complesso.
In un'atmosfera distesa e spensierata come quella di una vacanza, i genitori hanno vissuto quotidianamente fianco a fianco coi propri figli le attività riabilitative svolte, rendendosi conto in prima persona non solo dei problemi connessi alla patologia, ma anche delle risorse che questi saranno in grado di mettere a frutto se opportunamente assistiti. Contemporaneamente il soggiorno ha favorito lo scambio di opinioni e il confronto con altri genitori che stanno vivendo la stessa situazione, alleviando così quella sensazione di frustrazione, solitudine e smarrimento che molte volte li affligge nei primi anni di vita del bambino. Un'occasione per Conoscere in maniera più profonda i propri figli, ma anche per conoscer meglio se stessi valorizzando il proprio vissuto alla luce delle altrui esperienze e acquisendo stima e fiducia necessari per svolgere al meglio quel ruolo di fondamentale importanza proprio di un genitore: quello di guida e figura di riferimento.
Ai ragazzi più grandi, di età compresa fra i 10 e i 21 anni, sono stati invece riservati 2 moduli distinti della durata di 2 settimane ciascuno, svoltisi a Cupra Marittima (Ascoli Piceno) fra il 24 giugno e il 21 luglio.
In questo caso, invece, è stato predisposto un percorso terapeutico improntato allo sviluppo dell'autonomia personale in diversi ambiti (la cura della persona, la vita sociale, i quotidiani bisogni, ecc.). Grazie alla presenza di istruttori di orientamento, mobilità ed autonomia personale, si è posta in essere un'azione volta a garantire effetti che perdurano nel tempo e che, nella maggior parte dei casi, andranno a costituire un patrimonio di capacità pratiche e sociali che renderanno i ragazzi sempre più indipendenti, sicuri e pronti ad una piena integrazione nel tessuto sociale. Per un giovane minorato della vista imparare a vestirsi autonomamente, curare la propria persona, vivere esperienze quotidiane con altri ragazzi e ragazze ipo e non vedenti, essere in grado di muoversi con sicurezza negli ambienti, poter uscire e recarsi in un negozio per un normale acquisto, sono passi decisivi che concorrono alla sua piena integrazione sociale e al suo sviluppo di persona sicura e consapevole. Poter sperimentare tutto questo in un ambiente protetto ma senza la presenza dei genitori, affiancati da una figura di riferimento in grado di insegnare piccole ma preziose strategie per districarsi nel quotidiano, liberandosi dei timori e delle insicurezze, è stata un'occasione impagabile e in alcuni casi irripetibile, che solo in un contesto come quello proposto risulta possibile.
Anche i soggiorni estivi hanno riscosso molto interesse, tanto da avere avuto un numero di partecipanti pari a quello dei posti disponibili.
Un'azione insomma, quella dell'I.Ri.Fo.R. Lombardia, che si snoda sul filo conduttore della crescita consapevole dei nostri ragazzi; consapevoli sì dei propri limiti, ma anche delle loro potenzialità. Obiettivo fondamentale è guidarli in un percorso che li porti ad essere autonomi e perfettamente integrati nella società, dando il dovuto supporto alle loro prime guide: le loro famiglie.
Massimiliano Penna