Il ciclo tour della solidarietà, di Angelo Grazzini

Autore: Angelo Grazzini

Vi avevo promesso un piccolo resoconto, ed eccomi qua!

Al ritorno dal nostro ciclo tour, con ancora dentro al cuore il dolore e le emozioni raccolte in quelle zone così duramente colpite da uno straordinario evento che ha devastato la vita del popolo Emiliano e di quella parte della Lombardia che, pur non avendo fortunatamente subito perdite di vite umane, ha purtroppo subito a sua volta la devastazione del sisma.

Partiti da Firenze il 27 Agosto e rientrati a Firenze il 31, attraverso Bologna, Modena, Mantova, Ferrara e Forlì, i 4 equipaggi in tandem hanno quindi attraversato le zone del terremoto, portando con se un po' di sincera solidarietà, sottoforma di qualcosa di concreto da donare a coloro che hanno avuto maggiori danni in seguito all'evento.

Le sezioni dell'U.I.C.I della Toscana hanno contribuito attraverso i loro soci al sostegno , permettendoci di acquistare il materiale che abbiamo consegnato alle autorità politiche di  Modena il giorno 28.

Siamo dunque stati salutati alla partenza lunedì 27 da alcuni dirigenti della Sezione Fiorentina, Antonio Quatraro e Niccolò zeppi, che hanno preventivamente pensato al nostro carburante, offrendo una sostanziosa e graditissima colazione presso un bar della zona, mai idea fu tanto brillante e gradita!

Erano presenti alla partenza anche Moreno Rafanelli, vice presidente Regionale e Tiziana Lupi per la sezione di Pistoia, oltre a Carlo Piccini per la sezione di Carrara.

Un sincero saluto ed un in bocca al lupo ci è stato donato anche dalle dolcissime ragazze, dipendenti del consiglio Regionale, Vera e Giulia, oltre che dal meno dolce ma efficientissimo grande segretario, Alessandro Fioravanti.

Voi vi ho già ringraziato per la splendida collaborazione, quindi non vi devo altro!
Dopo le interviste dell'emittente televisiva Tgt 24 di Firenze, si è scatenato il nostro ciclotour!

Via dietro la scorta della polizia municipale della zona di competenza, quindi sul primo strappo le prime riprese della rai, per il servizio che è andato in onda durante il tg3 della Toscana, con già le tracce della fatica sul viso per i primi duri colpi di pedale dell'inizio della salita del passo della futa.

Ricordate il detto del ciclista? la Futa se la conosci la eviti! ma i ciclisti sono di memoria corta e non sono tanto saggi, altrimenti non farebbero così tanta fatica, o no?

Eccoci, dunque, sulla lunga ed inesorabile salita che è fatta di decisi strappi che fiaccano le gambe, ma non il cuore e la volontà di chi vuole raggiungere il proprio traguardo, la cima.

Arriviamo al passo, quota 903 metri, lì ci riuniamo per il ristoro, quindi giù, si fa per dire, verso l'arrivo della prima tappa, località Pianoro (Bologna), dove atterriamo dopo aver percorso 93 km.

Solo un brivido durante la scalata, quando una forte esplosione, seguita da una fumata bianca, mi ha detto Giulio, la mia guida, ci ha fatto saltare sulla sella.

Era soltanto lo scoppio della gomma anteriore del tandem di Mario, detto Poldo, che ci ha fatto temere per una rovinosa caduta, che per fortuna non c'è stata.

Mario, detto Poldo, deve questo soprannome al fatto che è un grand emangiatore, sopratutto di Panini, ricordate il personaggio di Braccio di Ferro?

Lo scorso anno, durante il nostro ciclo tour del 150, in occasione della sosta a Lucca, fu malauguratamente fatto sedere vicino, troppo vicino, al tavolo dei ristori!

Un drammatico errore! i panini sul vassoio subirono un drastico attacco da Poldo, i suddetti panini parevano ciliege, uno tira l'altro! da allora si porta con se il secondo nome e, non si è mai più smentito!

Ma torniamo al nostro tour, dicevo,siamo arrivati a Pianoro, dove ci siamo goduti il pomeriggio ed il caldo sole a bordo piscina prima di goderci la meritata cena.

Il giorno dopo, 28 agosto, partenza alle ore 8 per sostare a Modena per offrire il nostro piccolo contributo.

Siamo stati raggiunti alla partenza dall'Hotel dal furgone messo a disposizione dalla Croce rossa Italiana, comitato Regionale Toscano, guidato dalla simpatica Barbara Masini, che ha così potuto seguire la carovana fino a Modena.

L'accoglienza nella città della ghirlandina ci è stata fatta dagli assessori allo sport ed al welfare, in rappresentanza del Comune della città, che hanno preparato in una splendida sala il meritato rinfresco per la carovana.

In piazza Grande abbiamo incontrato anche Moreno e Tiziana, pronti per le interviste di rito,presenti per il  nostro arrivo.

Presenti naturalmente anche le emittenti locali, oltre che giornalisti e fotografi dei quotidiani modenesi, che hanno dato una grande risonanza alla manifestazione.
Dopo la cerimonia della consegna del nostro contributo alle autorità politiche, siamo ripartiti alla volta di Mantova, meta della seconda tappa del tour, dopo aver percorso circa 120 km, pedalando in quelle zone dove sono ancora ben visibili le devastazioni del sisma.

Siamo stati anche qui ricevuti e scortati in una piazza a Mantova, dove la dolcissima presidente della locale sezione U.I.C.I , Caterina Vallani, insieme al vice presidente, Pompeo Baroni, ci hanno accolto insieme alle autorità politiche e altri giornalisti della città.

Qui forse il momento più emozionante del giro, quando alcune autorità politiche dell'amministrazione comunale, ci hanno testimoniato un bellissimo ringraziamento per l'iniziativa, che riaprirà sicuramente una finestra nella memoria della gente, che non ha mai troppo evidenziato l'impatto del terremoto di quelle zone, come dicevo sopra, portando le persone a porre maggior attenzione sui luoghi più devastati, trascurando di fatto La provincia di Mantova, che se pur in misura più lieve, ha comunque subito i danni del sisma.

Questo riconoscimento è stato il nostro più grande premio, quello che ci ha ancor di più convinto della bontà della nostra iniziativa.

Il giorno dopo rieccoci alla partenza della terza tappa, in direzione Ferrara, un centinaio di km assolutamente pianeggianti e noiosi, dove abbiamo dovuto inventarci qualcosa per rompere la monotonia della strada, scaramucce e allunghi per movimentare la mattinata, infatti siamo arrivati in hotel decisamente presto,in conseguenza della assoluta facilità del percorso.

Nella serata si è tenuta una conferenza stampa presso l'hotel, organizzata dal Presidente della sezione, Marco Trombini, insieme alla vice presidente ed al consigliere delegato.

Erano presenti un assessore della locale amministrazione comunale, oltre ad un delegato del coni provinciale, insieme naturalmente ai giornalisti dei quotidiani locali.

Il giorno 30 siamo ripartiti per arrivare a Forlì, dopo aver effettuato una deviazione per la visita alla tomba del Pirata, Marco Pantani, sepolto presso il cimitero di Cesenatico.

Ci è sembrato doveroso riconoscere ad un grande e sfortunato campione la presenza di noi, modesti ciclisti, con un mazzolino di fiori che abbiamo lasciato sulla sua lapide.

Questa è stata una tappa decisamente più lunga, 170 km, anche se interamente pianeggianti, con soltanto alcuni cavalcavia che hanno in qualche modo spezzato la monotonia della pianura.

Il 31 alla ripartenza da Forlì, siamo stati costretti a rivedere sia il percorso che il programma previsto dall'organizzazione.

Avevamo visto le previsioni del tempo che promettevano pioggia per il giorno dell'ultima tappa, difatti così è stato, alla faccia di quelli che un tempo sbagliavano le loro previsioni!

Siamo partiti da Forlì, dicevo, con una leggera pioggia che poteva far sperare di riuscire a chiudere in bellezza il nostro tour, poi proseguendo in direzione Faenza, si è letteralmente scatenato l'inferno!

Avevo previsto, in un primo tempo, di chiudere il giro pedalando sul passo del muraglione, poi, considerando il rischio pioggia, ho deciso di attraversare il famoso percorso del Passatore, dove sono dislocate le stazioni da dove passa il trenino che da Faenza porta a Firenze, per poter eventualmente far fronte all'emergenza pioggia, facendo salire le nostre guide con i tandem sul treno, mentre noi saremmo potuti salire sul pulmino al seguito, già stracarico di bagagli, quindi assolutamente impensabile poterci infilare dentro anche 4 tandem.

Mi è dispiaciuto moltissimo dover dichiarare conclusa a Faenza la nostra pedalata, ma la scelta verso la nostra sicurezza e la nostra incolumità, in quel momento mi pareva la più saggia.

Di fatto è piovuto fino alle ore 11, poi il cielo si è rischiarato, quando ormai eravamo belli e sistemati sul furgone.

Meno male, dico io, perché la discesa del percorso è veramente molto tecnica e ripida, figuriamoci solo pensare di percorrerla in bici, con i rischi che comporta pedalare lungo una possibile strada bagnata, appunto , per giunta in discesa.

L'idea di abbinare al nostro annuale ciclo tour un qualcosa di concreto come il nostro piccolo sostegno ad un popolo così duramente colpito da un evento tanto drammatico, ha quindi riscosso tutto l'apprezzamento dei destinatari del gesto, oltre che una grande, grandissima eco sui giornali e sulle emittenti televisive.

Il nostro gesto è stato solo una goccia nel grande mare della devastazione e del dolore, ma comunque molto significativo, perché portato con il cuore della gente che a sua volta conosce e capisce la sofferenza.

Non vi nascondo che il passaggio attraverso quei luoghi, che ancora portano i segni del sisma, sono rientrati dentro di noi, portandoci a riflettere moltissimo sulla disperata situazione che ancora stanno vivendo quei nostri fratelli sfortunati.

Ma il popolo Emiliano è costituito da gente che non si arrende, che non si adagia sugli eventi drammatici che riserva la vita.

Molti di noi dovrebbero prendere esempio da quella gente, che non si piange addosso, ma che si è rimboccata le maniche per ricominciare, affrontando le avversità della vita come si dovrebbe fare, reagendo e lottando con la massima determinazione, per vincere e per vincerla.

Questi i protagonisti del tour della solidarietà:

Maria Teresa Pagliaroli da Roma, con Vasco Nesi da Bolzano, alla guida.

Mario Poldo Galanti da Roma, con Roberto Bianchi da Bolzano, alla guida.

Graziano Gallusi da Luzzara,(Reggio Emilia), con Stefano Marelli da Como, alla guida.

Angelo Grazzini da Montecatini Terme, (Pistoia), con Giulio Simonetti da Montecatini Terme, alla guida.

Si è aggiunta poi, per la sola frazione Pianoro Modena, Teresa Padovan con Luigi Poli alla guida, dalla provincia di Modena.

Con questo passo e chiudo, con la certezza di aver portato, anche se in piccola parte, un soffio di speranza a chi sta ancora soffrendo.

Il coordinatore della commissione sport e tempo libero del consiglio Regionale Toscano dell'Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

Angelo Grazzini.