I non vedenti hanno il diritto di viaggiare in taxi con il loro cane guida? di Mirella Gavioli

Autore: Mirella Gavioli

Egregio sig. Direttore, nel mio ruolo di Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (U.I.C.I.) Onlus della sezione provinciale di Mantova, desidero offrire un contributo di utile approfondimento circa l’incresciosa vicenda vissuta qualche giorno fa da una cittadina non vedente che si è vista rifiutare il servizio di trasporto pubblico mezzo taxi solo perché, anziché da una persona, era accompagnata dal suo Labrador-cane guida. Non è mia intenzione scendere nel merito dello specifico accadimento già portato alla luce attraverso questo giornale dalla diretta interessata, se non per osservare come, in questa occasione, sia stato proprio grazie alla presenza della preziosa guida del cane e dal previsto servizio pubblico garantito dal “mezzo taxi sostitutivo alla mancanza di altri mezzi, che da fuori provincia, in una torrida giornata di agosto, la signora ha potuto rendere l’estremo saluto ad una cara amica della quale si erano appena celebrati i funerali. Mi corre l’obbligo evidenziare invece quanto è già stato tra le righe motivato dalla “malcapitata signora”, ovvero le normative che riconoscono lo speciale ruolo del cane guida per il cittadino con disabilità visiva. Tali normative infatti prevedono l’accesso, senza oneri aggiuntivi, a tutti i servizi e gli ambienti pubblici, compreso il servizio di trasporto taxi, mezzo che, “purtroppo per noi ma per fortuna dei tassisti”, risulta particolarmente utilizzato da chi non può, per evidenti motivi, essere autonomo per taluni spostamenti di cui
come tutti, risulta desiderio o necessità di compiere quasi quotidianamente.
Come cittadina, ancorché come presidente sezionale di un’associazione che, da quasi 100 anni si impegna quotidianamente a tutelare gli interessi morali e materiali dei disabili visivi, quasi un migliaio sul territorio della nostra provincia, non vorrei dovesse prevalere l’amara constatazione che, nonostante innumerevoli sforzi, la sensibilità della gente verso i problemi di chi è in difficoltà sia ancora spesso così rara da necessitare l’applicazione di leggi sanzionatorie per la difesa dei propri diritti.
Sono pronta a scusare “l’ignoranza”, nel senso proprio del termine, cioè, sono disposta ad accettare che non tutti siano a conoscenza del fatto che un cane, provvisto di pettorina con contrassegni particolari, abbia un compito importantissimo e svolga un servizio impagabile per chi è privo della vista.
Le persone che usufruiscono del cane guida nella nostra provincia, infatti, non sono molte ed un esercente di qualsivoglia servizio può anche non conoscere quale compito stia svolgendo l’animale se non gli è mai capitato di incontrarne uno prima.
I cani guida sono “animali” addestrati a svolgere la loro funzione di accompagnamento, perciò inoffensivi ed abituati ad entrare con attenzione e rispetto negli ambienti assieme al proprio inseparabile padrone.
Al di là del fatto che, con il suo comportamento, il tassista in questione sarebbe stato passibile di denuncia o quantomeno potrebbe perdere magari qualche cliente per questa palese “disattenzione”, va considerato che, così facendo in modo semplicistico e del tutto fuori luogo, specie nel pretendere un compenso per un servizio che era tenuto a svolgere ma che evidentemente non ha svolto per motivi ancora da comprendere, non ha fatto altro che aggiungere un disagio in più rispetto a chi, purtroppo, ne affronta quotidianamente già parecchi.
Per dovere di cronaca, la Legge n. 37, che prevede il diritto del privo della vista di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa, oltre al riconoscimento del diritto di accedere, accompagnato dallo stesso, agli esercizi aperti al pubblico, è in vigore dal 1974 ma per far sì che venisse civilmente rispettata, purtroppo, si è resa necessaria una integrazione sanzionatoria definita dalla (Legge n. 60 del 2006). Oltre al disagio del soggetto nell’avvertire il rifiuto di un servizio, ancorché dovuto e retribuito, o di non poter accedere liberamente ad un negozio senza rischiare di doversi imbattere in persone così poco attente e/o sensibili ad una realtà che non minerebbe di certo né l’incolumità delle cose, tantomeno la salute delle persone, dispiace constatare la mancanza di considerazione e di rispetto culturale per il compito svolto dal cane guida, frutto di un faticoso e responsabile lavoro di chi lo addestra e per il sacrificio richiesto all’animale e al suo padrone che debbono “vivere la quotidianità pressoché in simbiosi”. È doveroso sottolineare anche che il cieco accompagnato dal proprio cane guida, oltre a rispettare un’accurata igiene e sanificazione veterinaria dell’animale, ha l’obbligo di portare con sé la museruola e di farla indossare nel caso in cui venga richiesto.
Questi cani sono da considerarsi davvero preziosi, non solo per il compito svolto, ma anche in termini economici: se consideriamo, infatti, il loro allevamento, il mantenimento e l’addestramento, il loro valore viene stimato in circa 15.000 euro. Il lavoro degli istruttori prima e del proprietario poi, è encomiabile considerando che il cieco deve istruire ed affidarsi quasi completamente al suo cane per essere autonomo nel raggiungere il proprio posto di lavoro o per recarsi negli uffici o a fare commissioni, destreggiandosi tra mille ostacoli e barriere strutturali e/o culturali che ogni giorno sorgono per le strade delle nostre città. Si può quindi facilmente comprendere quanto possa essere lesivo il gesto compiuto da un singolo, e non certo da un’intera categoria, poco rispettoso nei confronti di chi è disabile, né delle leggi che lo tutelano ma anche di un prezioso lavoro svolto con amore e dedizione da un accompagnatore a quattro zampe che pretende in cambio solo un po’ di cibo e qualche amorevole cura.
Come semplice cittadina prima, e come presidente sezionale di una associazione di tutela di una categoria che lotta ogni giorno per una sempre maggiore inclusione nel tessuto sociale con la dovuta dignità, presento, quindi, appello, tanto al signor tassista coinvolto nell’increscioso fatto quanto a tutti coloro che avessero ancora delle resistenze in merito, affinché vogliano fare tesoro di questa esperienza e di queste informazioni e si mostrino più aperti alla conoscenza, al dialogo e al confronto utile a fare del nostro paese, un paese davvero più civile.
Ringraziando per “le attenzioni”,
Porgo cordiali saluti.
La Presidente U.I.C.I. della sezione provinciale di Mantova, Mirella Gavioli.

Per dovere, riporto di seguito le normative di riferimento.

Legge 14 febbraio 1974, n. 37.
“Gratuità del trasporto dei cani guida dei ciechi sui mezzi di trasporto pubblico.” (Pubblicata nella G.U. 6 marzo 1974, n. 61.)
Articolo unico. – Il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida nei suoi viaggi su ogni mezzo di trasporto pubblico senza dover pagare per l’animale alcun biglietto o sovrattassa.
Al privo della vista è riconosciuto altresì il diritto di accedere agli esercizi aperti al pubblico con il proprio cane guida.
Ogni altra disposizione in contrasto o in difformità con la presente legge viene
abrogata.

LEGGE 8 febbraio 2006, n. 60
Modifica alla legge 14 febbraio 1974, n. 37, in materia di accesso dei cani guida dei ciechi sui mezzi di
trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico.
(G.U. n. 52 del 3 marzo 2006)
testo in vigore dal 18/03/2006
Art. 1.
1. Dopo il secondo comma dell’articolo unico della legge 14 febbraio 1974, n. 37, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti:
«I responsabili della gestione dei trasporti di cui al primo comma e i titolari degli esercizi di cui al secondo comma che impediscano od ostacolino, direttamente o indirettamente, l’accesso ai privi di vista accompagnati dal proprio cane guida sono soggetti ad una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da euro 500 a euro 2.500.
Nei casi previsti dai commi primo e secondo, il privo di vista ha diritto di farsi accompagnare dal proprio cane guida anche non munito di museruola, salvo quanto previsto dal quinto comma.
Sui mezzi di trasporto pubblico, ove richiesto esplicitamente dal conducente o dai passeggeri, il privo di vista e’ tenuto a munire di museruola il proprio cane guida».