Genova: manifestazione falsi ciechi, di Marino Tambuscio

Autore: Marino Tambuscio

“Si è svolta il 4 ottobre 2013 sulla chiatta nel Porto Antico di Genova una manifestazione indetta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ligure sul tema dei falsi ciechi. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Teresa Tacchella.
    Erano presenti autorità associative che hanno sottolineato la gravità del problema rispetto alla situazione di disagio creata nei confronti dei ciechi reali dalla campagna mediatica che tende a presentarli come truffatori, hanno sottolineato inoltre con disappunto l’assenza della Guardia di Finanza e delle Forze dell’ordine che pure erano state invitate e che svolgono un ruolo determinante nelle indagini.
    La rappresentante dell’Istituto per ciechi e ipovedenti “David Chiossone” ha posto in risalto come il loro lavoro che tende a rendere autonome le persone con problemi di vista sia messo in discussione da questa situazione.
    L’attuale responsabile delle Commissioni mediche di accertamento dell’invalidità ha affermato l’esistenza di tempi certi nel lavoro di esame delle Commissioni, ribadendo l’impossibilità che gli interventi riabilitativi prescindano dal riconoscimento ufficiale dell’invalidità.
    Il Direttore Regionale dell’INPS ha dimostrato come a seguito di questa campagna mediatica siano diminuite le richieste di riconoscimento dei benefici economici nell’ultimo anno di più del 50%, lasciando così molti disabili privi dell’assistenza necessaria e ponendo in risalto l’elevato costo delle revisioni straordinarie rispetto allo scarso numero di falsi invalidi scoperti.
    E’ intervenuto inoltre in rappresentanza dell’Assessore alla Salute della Regione Liguria, il Direttore Regionale che ha posto in evidenza come la riduzione dei fondi a disposizione della sanità ligure non debba penalizzare gli interventi in favore delle fasce più deboli della popolazione.
    Si è trattato di un primo momento di incontro e confronto che prevede gli approfondimenti necessari e l’impegno dell’associazione nel rimuovere gli ostacoli legali e culturali che stanno dietro a questo grave problema.”
 
dott. Marino Tambuscio