Genova: Documento conclusivo dell’assemblea regionale ligure dei quadri dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus in data 1 giugno 2012

Autore: Redazionale

A tutti sono ben note le tante ragioni che rendono veramente difficile il momento che stiamo attraversando: a tutt'oggi non sappiamo ancora nulla sulla procedura di commissariamento della nostra Associazione e questo fatto diminuisce il peso delle nostre prese di posizione su tutti i problemi che ci riguardano perché getta l'ombra del dubbio sulle nostre attività; viviamo con molto disappunto la mancanza di una chiara strategia da parte della nostra associazione nei confronti dei temi relativi allo stato sociale, alle nostre rivendicazioni di tipo economico, al nostro rapporto col mondo della disabilità in generale; abbiamo dovuto prendere atto che anche nel mondo della disabilità in generale e più specificamente associativo, non esiste una strategia unitaria su come affrontare la situazione attuale; tutte le notizie che ci sono pervenute circa la prevista e poi annullata manifestazione del 23 maggio scorso ci hanno reso ancor più evidenti le considerazioni svolte ai punti precedenti.
Tenuto conto della realtà così come emerge da quanto sopra abbiamo constatato, riteniamo indispensabile da parte della nostra associazione:
un rilancio delle ragioni di fondo che l'hanno resa credibile in passato nello sforzo di garantire una reale integrazione sociale, scolastica, lavorativa e umana;
la riaffermazione che, partendo da questo obiettivo, si giustificano le rivendicazioni di tipo economico relative al mantenimento dell'indennità di accompagnamento al titolo del bisogno, inteso puramente come minorazione, con le particolari necessità economiche ed esistenziali, derivanti dalla minorazione stessa;
la necessità che questa posizione sia riconfrontata con tutte le altre associazioni e confederazioni in modo da poter giungere ad una sintesi che consenta un momento unitario di rivendicazioni con obiettivi comuni;
una riunione del consiglio nazionale, debitamente pubblicizzata, che chiarisca obiettivi e strategie sui punti precedenti.
A tutte le altre associazioni e confederazioni rivolgiamo un invito molto pressante perché in un momento difficile come quello che stiamo attraversando si possano definire strategie comuni per sconfiggere la campagna che tende a far credere che siamo tutti falsi invalidi, in modo da poter poi più facilmente ottenere il consenso sui tagli economici e sull'annullamento di diritti acquisiti e costituzionalmente garantiti;
l'impostazione che emerge dalle dichiarazioni governative, sulla scia anche del libro bianco dell'ex ministro Sacconi, per cui i servizi per i disabili devono essere demandati al volontariato e al privato, riducendo l'intervento pubblico a una mera erogazione economica di sussidi inevitabilmente legata all'esistenza della disponibilità in un bilancio dello stato che, dovendo sempre chiudere in pareggio, dovrà comunque consentire di far fronte in pieno alle nostre esigenze, non obbligandoci, di fatto, a diventare un peso per la società;
a contrastare l'atteggiamento appena descritto anche rivalutando ulteriormente l'apporto che la disabilità è in grado di fornire al benessere sociale sia rendendo sempre più attive persone ritenute incapaci, sia affrontando i problemi della disabilità con soluzioni che inevitabilmente risultano utili a tutta la società;
Infine, riteniamo che solo costituendo un fronte unito si possa affrontare nel miglior modo possibile l'attuale situazione critica, mantenendo il massimo possibile del livello delle conquiste finora ottenute, e garantendoci tutti la strada per ottenerne ulteriori nella direzione del vantaggio per tutta la società, disabili compresi, nello sforzo comune per superare quelle situazioni che ci hanno visto in passato qualche volta anche contrapposti.