“Etichette da toccare: accessibilità e innovazione al servizio del settore agroalimentare lucano”, di Angelo Camodeca

Autore: Angelo Camodeca

A chi di voi è capitato di scambiare un barattolo di pelati con quello di cibo per gatti o cani o una bottiglia di una bevanda con una di sostanze tossiche?
Sembra una banalità, ma, purtroppo, è realtà per le persone cieche e gli ipovedenti gravi che sono costrette, per così dire a “comprare ad occhi chiusi”.
Il motivo? Le confezioni e il packaging dei prodotti alimentari in commercio non hanno l’indicazione del nome e della scadenza in Braille e, per quanto diversi, non consentono l’identificazione del prodotto, né tanto meno la marca o l’azienda produttrice.
Un bel problema per le persone non vedenti sia per fare la spesa che in casa propria, considerato che sebbene utilizzino il servizio pronto spesa o simili, dove attivo, devono poi riporre i prodotti in dispensa e gli stessi possono essere facilmente confusi.
E’ necessario dunque, garantire il diritto alla informazione, alla scelta consapevole e alla percezione della qualità di ciò che si compra. Poter individuare il prodotto desiderato, poter leggere la composizione o se contiene delle sostanze allergeniche, significa prima di tutto garantire la libertà di scelta e poi, fornire adeguati strumenti di sicurezza e di benessere anche ai consumatori non vedenti.
L’argomento è stato ampiamente dibattuto nel corso della tavola rotonda “Etichette da toccare” che si è svolta, in occasione della VII giornata Nazionale del Braille, venerdì 28 febbraio 2014 presso la Sala Basento del Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata.
All’incontro sono intervenuti: tutte le organizzazioni dei produttori lucani rappresentate da Franco Carbone della Coldiretti, Roberto Viscido di Confagricoltura, Paolo Carbone della CIA e Claudio Cufino di Copragri; Carlo Delfino, Direttore della Confcooperative, Franco Fucci della Camera di commercio di Potenza, Patrizia Baccari di Fare Ambiente Basilicata, Michele Cappa del Dipartimento agricoltura e Michele Ottati, assessore alle politiche agricole e forestali della Regione Basilicata.
Tutti gli intervenuti hanno dichiarato la disponibilità e volontà di fare rete allo scopo di incidere nella programmazione regionale delle politiche agricole prevedendo incentivi alle aziende che aderiscano al progetto delle etichette in Braille e di veicolare questa buna prassi tra i produttori.
In particolare è stato chiesto all’UICI di svolgere una campagna di informazione e di sensibilizzazione più capillare in favore delle aziende, facendo sperimentare, concretamente, cosa significhi fare la spesa ad occhi chiusi.
Tra le altre proposte emerse si segnalano le seguenti:

diffondere la filosofia della responsabilità sociale e dell’etica d’impresa, ponendo al centro dell’operato i diritti dei consumatori;

promuovere un concorso di idee in collaborazione con le organizzazioni dei produttori lucani, i licei artistici e gli istituti per l’agricoltura e l’ambiente allo scopo di creare un prototipo di etichetta accessibile a tutti e in grado di veicolare i valori del nostro territorio;

divulgare il documento finale di questa tavola rotonda sulle riviste specialistiche di settore e sui rispettivi siti web;

incentivare qualche tipografia della Basilicata ad investire nella realizzazione di etichette in Braille;

partecipare all’edizione 2014 della fiera “Naturalmente lucano” per avvicinare i produttori e chiederei di inserire il codice Braille nei piani di adeguamento della etichettatura degli alimenti che in base al regolamento UE 1169 del 2011 deve essere attuato entro il 13 dicembre 2014

offrire alle aziende che etichetteranno in Braille una vetrina particolare in occasione di eventi fieristici nazionali.

Angelo Camodeca