“Come rendere comprensibile un testo” – Un libro-ausilio per la didattica per soggetti con disturbi della comprensione

In data 6/4/2017, presso la Sala Aniene della Regione Lazio, si è svolta la presentazione del libro denominato “Come Rendere Comprensibile un Testo”. A presenziare il tutto, le due autrici, Maria Luisa Gargiulo e Alba Arezzo.
A dare inizio al convegno è stato Claudio Cola, Presidente Regionale U.I.C.I. Cons. Reg. del Lazio, il quale, prendendo parola, ha ringraziato i presenti, rimarcando sin da subito l’importanza del testo scaturito dal lavoro della Gargiulo e di Arezzo. Ha definito il libro come unico nel suo genere in quanto per la prima volta, la tematica dell’approccio alla lettura per un portatore di handicap, viene visto sotto una nuova lente. Facendo riferimento al testo, il Presidente Regionale si è spostato a parlare dell’importanza del sistema scolastico nell’ apprendimento di un non vedente, rimarcando come, alla base del progresso didattico vi sia come punto primario una forte integrazione scolastica, basata sulla preparazione dei docenti specializzati. Una forte problematica, per quanto concerne la Regione Lazio, è stata, secondo Cola, negli ultimi anni, la disparità di servizi e trattamenti da una città all’altra, infatti, inutile negarlo, realtà come quella romana, offrono sulla carta possibilità che altri centri della regione non possono ad oggi permettersi. Inoltre, viene spiegato come un cambio di rotta sia di grande importanza per l’inclusione nella società di soggetti non vedenti e per tale cambiamento, la cultura deve essere un bene accessibile a tutti; proprio per questo motivo la Regione dovrebbe tutelare e farsi carico dell’istruzione del non vedente. In questa partita, come ricordato da Claudio Cola, la scrittura Braille gioca un ruolo di importanza decisiva, assieme ad insegnanti, operatori e famiglie dei ragazzi.
A conclusione della presentazione dell’evento, è il turno di Maria Luisa Gargiulo, una delle due autrici del libro. Come prima cosa, la Dott.ssa ringrazia l’U.I.C.I. per la risonanza data all’ incontro, dopodiché spiega che nel corso dei vari interventi, si farà riferimento alla difficoltà di comprensione per persone autistiche, cieche e sorde. Cede poi la parola ad Alba Arezzo, coautrice, spiegando che il suo ruolo nell’ evento si concentrerà sulla lettura di alcuni capitoli del loro libro.
La Dott.ssa Arezzo esordisce leggendo alcuni passi del capitolo 6, il quale fa luce sui molteplici sensi che una frase può avere, soprattutto agli occhi e alle orecchie di un portatore di handicap, per il quale, il significato di un lemma ha uno stretto legame con la propria esperienza uditiva/parlata quotidiana.
E’ dunque il turno della Dott.ssa Stefania Stellino, Presidente ANGSA Lazio, la quale si sofferma sull’importanza di un testo del genere, capace di valicare le forti mancanze settoriali presenti in Italia riguardo tematiche come l’autismo. La Dott.ssa identifica quella che secondo lei è la vera barriera primaria per un portatore di handicap, vale a dire: la comunicazione. Manuali come quello scritto dalla Gargiulo e da Arezzo dovrebbero essere alla portata di ogni insegnante del settore, in questo modo sarebbe più facile per tutti superare i problemi cognitivi alla base della comunicazione. Per fare ciò, ad ogni parola vanno dati svariati sottomessaggi in modo da far comprendere al ragazzo il reale senso di ciò che sta leggendo. Inoltre, la Stellino spiega come le metafore abbiano un significato spesso difficilmente comprensibile per il ragazzo; per rimediare a ciò è stato ideato quello che la Dottoressa chiama “dizionario attivo”, grazie al quale, ad ogni metafora, corrisponde la spiegazione della metafora stessa, così, l’apprendimento del senso della parola che abbiamo davanti, non è più oscuro per il lettore autistico o non vedente.
Torna dunque a presentare il proprio libro la Dott.ssa Gargiulo che si concentra sul capitolo 8, riguardante la comprensione dei testi e soprattutto sul come, all’interno della scuola, si tenda fin troppo a semplificare il contenuto di un libro in modo da poterlo rendere chiaro ad un ragazzo con disabilità. In questo modo, si incorre in errore dato che spesso semplificare è sinonimo di esclusione: di testo, di significato e dunque di esperienza di lettura. Proprio in tale senso il libro presentato è importante, per spiegare il giusto modo di adattare un testo.
Alba Arezzo, continuando sulla stessa linea della Dott.ssa Gargiulo, rimarca quanto il deficit uditivo porti problematiche nell’apprendimento del nesso causale, dietro il quale, si nasconde l’importanza della parola. In un testo scritto mancano di fatto i concetti della lingua parlata, quindi bisogna conoscere il significato di un’espressione all’interno del contesto in cui essa è scritta; per fare ciò l’esperienza dell’individuo è fondamentale.
Di grande rilevanza il discorso intrapreso poi dalla Dott.ssa Ersilia Bosco, Presidente dell’Associazione “Suoni e Immagini per Vivere” (ONLUS), la quale si è concentrata sulla questione legata alla sordità. Il punto focale legato agli insegnanti del settore sta nel fatto che, prima di apportarsi con un audioleso, dobbiamo conoscerlo, venendo dunque a contatto con la realtà delle sue richieste e soprattutto dei suoi bisogni. Ricollegandosi al libro presentato, spiega come generalmente la lettura rappresenti una grande barriera in quanto troppo facilmente si opta per l’equazione: “non leggo, tanto non capisco”; è proprio in quest’ottica che il piacere della lettura va dunque scoperto sin da subito, in tenera età, sia per il normodotato, sia per il portatore di handicap. La Dottoressa spiega che la codificazione di un testo parte dalla stessa esperienza di lettura e proprio per tale ragione, il ragazzo, non deve essere aiutato tramite una semplificazione eccessiva del testo, ma al contrario, spronato e coinvolto alla ricerca di nuove terminologie che amplino così il suo vocabolario, che la Bosco definisce “vocabolario attivo”, in quanto pregno di fascino legato alla scoperta per il lettore. Chiude poi il suo discorso leggendo alcune poesie scritte da bambini con sordità.
Maria Luisa Gargiulo interviene ribadendo quanto già detto dalla Bosco riguardo la dipendenza degli studenti dalla lettura degli insegnanti. Dopodiché passa la parola ad Alba Arezzo la quale, leggendo parte del capitolo 7 del libro, fa luce sulla problematica della descrizione di un’immagine per un non vedente. Come giusto, spiega che colui che descrive la figura al soggetto con problemi visivi, non deve mai condizionare con il proprio giudizio ma lasciare libera interpretazione all’utente.
E’ poi Maria Clarice Bracci, Educatrice professionale e Docente, a continuare il confronto, ringraziando le autrici del libro e spiegando la grande emozione nel leggere un testo come quello presentato, capace di parlare del tema della comprensibilità, da un punto di vista ad oggi inesplorato. La Dott.ssa Bracci continua spiegando che: riassunti, mappe concettuali, ecc., non sono altro che dei limiti di spiegazione per il portatore di handicap, se semplificati al massimo. Inoltre si concentra sulla scrittura Braille, ad oggi indispensabile, sia nella scrittura, sia per la raffigurazione di immagini. Prendendo poi spunto da alcuni passaggi del libro, rimarca l’importanza dell’unione tra insegnante ed alunno, oltre alla conoscenza reciproca, cardine su cui si basa il processo di apprendimento.
La parola torna a Maria Luisa Gargiulo, la quale passa a parlare di come l’idea di scrivere il libro assieme ad Alba Arezzo sia nata. Ovviamente, alla base del testo, c’è un lungo percorso composto da tecniche di descrizione concentrate in un corso pensato e creato dalle due stesse autrici. La stessa esperienza formativa prima della stesura del testo viene rimarcata dalla Arezzo, la quale si sposta poi a parlare del capitolo 4 del libro, incentrato sul tema dell’esplicitazione dei contenuti, che, a detta della Dottoressa, e non solo, andrebbero mantenuti e non semplificati al massimo. Per fare questo, l’aggiunta di: sostantivi, nessi logici, frasi con note e modi di dire, è fondamentale.
Antonella Romanini, tra gli ospiti dell’incontro, si presenta, spiegando la sua storia. Parla poi di sua figlia Michela, nata prematuramente con la sindrome di ROP (Retinopatia del Pretermine) e dunque non vedente, oltre che costretta ad una sedia a rotelle sin dalla nascita. Racconta che nonostante i suoi tentativi di spiegare alla figlia, fin dall’infanzia, il significato di una parola, questo rimaneva a lei oscura perché in una situazione di cecità, ciò che conta davvero è l’esperienza, vale a dire la conoscenza degli oggetti tramite il tatto. E’ proprio grazie a questa esplorazione che Michela, a poco a poco, ha cominciato a capire come si presentasse la forma del mondo che la circondava. Parlando del libro, la Romanini ci ha detto che è stata proprio la Dott.ssa Gargiulo, autrice del testo, a rendersi conto del disturbo meta-cognitivo di Michela e grazie a questa intuizione si è deciso di optare per dei testi semplificati ma che lasciassero alla bambina la voglia ed il piacere della scoperta. Poi chiude il suo intervento ringraziando le autrici per il lavoro svolto nel concepire un libro del genere.
Dopo i ringraziamenti di Claudio Cola e la Dott.ssa Gargiulo, è il turno di Angelina Pimpinella, Dirigente Nazionale U.I.C.I. Responsabile per il Lazio, la quale mette in risalto le forti problematiche comunicative nell’ambito scolastico che, per migliorare, deve essere codificato, sia nei rapporti di conoscenza tra alunno ed insegnante, sia nella semplificazione dei testi, pur lasciando, come già spiegato in precedenza, il piacere della scoperta nel ragazzo.
Riprendono parola Claudio Cola e la Gargiulo. Il primo ringrazia Mario Barbuto, la seconda, dopo aver parlato dell’editore del libro, Franco Angeli, spiega che il testo può essere acquistato in qualsiasi libreria o in formato digitale direttamente dal web.
Si passa dunque alle considerazioni dei partecipanti al meeting; intervengono, nell’ordine: Stefania Leone (Associazione Disabili Visivi), Paola Talarico (Insegnante Istituto Romagnoli), Fernanda Fazio (Insegnante di sostegno), Alba Lisa Mazzocchia (Collaboratrice U.I.C. Frosinone ed Insegnante di sostegno), Angela Del Giudici (Insegnante di sostegno), Daniele Frantellizzi (Assistente Tiflodidattico) e Claudia Falconi (Associazione Tiflodidattica Sant’Alessio), i quali si ricollegano a quanto già detto negli interventi precedenti, sottolineando come il rapporto tra inclusione e comprensione è strettamente legato al sistema scolastico italiano e, in questo contesto la scrittura Braille è fondamentale.
Il convegno si chiude con il saluto del Presidente Regionale Claudio Cola, di Alba Arezzo e Maria Luisa Gargiulo che, prima di porre fine alla giornata ringraziando i presenti, ricorda anche l’esistenza di una pagina Facebook legata al libro.