Cinguettio al buio: all’ascolto della natura, di Massimiliano Penna

Autore: Massimiliano Penna

Si è concluso il 20 maggio scorso il percorso formativo “Cinguettio al buio”, organizzato dal Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in collaborazione con Eliante, cooperativa sociale attiva nel campo della conservazione della biodiversità e della sostenibilità ambientale in ambito sia italiano che europeo. Il percorso è stato realizzato con l’obiettivo di formare persone non vedenti ed ipovedenti al riconoscimento del canto degli uccelli. Al di là dell’aspetto apparentemente leggero e improntato allo svago, il suddetto percorso formativo ha avuto fin dall’inizio un intento ben preciso: stimolare, tramite il riconoscimento dei diversi tipi di canto, lo sfruttamento delle abilità residue (in questo caso l’udito), che per le persone con disabilità visiva costituisce uno strumento fondamentale per orientarsi nell’ambiente circostante.
Il percorso ha preso il via nel mese di febbraio con le 2 lezioni in aula, svoltesi rispettivamente sabato 11 e sabato 25. Grazie al supporto di esperti altamente qualificati, i 20 partecipanti hanno potuto scoprire un vero e proprio “mosaico perfetto” fatto di suoni; un mosaico che solo quel sistema tanto perfetto quanto misterioso chiamato “natura” può ospitare. Contrariamente a quanto si possa pensare gli ornitologi, nello svolgere i vari censimenti, usano molto di più l’udito della vista per riconoscere le diverse specie, soprattutto in particolari ambienti.
Il canto negli uccelli, che per i più rappresenta un semplice sottofondo ai diversi momenti della giornata, è un’attività fisiologica importantissima, anche se non per tutte le specie. Tale attività coinvolge diversi aspetti biologici: anatomici, funzionali, biochimici e comportamentali.
Gli uccelli possono essere tranquillamente considerati dei veri e propri “specialisti di comunicazione canora”, dal momento che nessun altro gruppo animale si caratterizza per canti così complessi. Il canto è emesso tramite la siringe, organo osseo simile alla laringe umana. L’aria proveniente dai polmoni e dalle sacche aeree viene spinta nella siringe e, uscendone, produce un canto che spesso è identificativo della specie. La modulazione del suono che esce dipende da una complessa attività muscolare, controllata dal sistema nervoso centrale e dagli ormoni, in particolar modo dal testosterone, il che rende il canto degli uccelli un’attività prevalentemente maschile. L’attivazione ormonale è spesso legata all’attività di ghiandole situate nella testa in posizione molto superficiale come l’ipofisi e, di conseguenza, sotto stretta influenza della quantità di luce esterna.
Non un semplice “passatempo” durante il loro volo, tanto meno una inconsapevole attività fisica; per gli uccelli il canto è, da un certo punto di vista, un’attività faticosa, ma che viene svolta in maniera costante e ininterrotta, in quanto finalizzata alla conservazione della specie e al richiamo dei propri simili per la riproduzione di quest’ultima.
Dopo le lezioni in aula, il percorso è proseguito con l’uscita di sabato 25 marzo al Museo di Storia Naturale di Lecco e al Parco del Monte Barro, per concludersi il 20 maggio con l’uscita presso le Torbiere del Sebino.
Viva soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa è stata espressa dal Vicepresidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia Giovanni Battista Flaccadori, che ha seguito la realizzazione del percorso formativo sin dalle prime fasi: «Posso affermare senza ombra di dubbio che l’iniziativa sia riuscita da ogni punto di vista. Un ringraziamento agli esperti che hanno assistito tutti i partecipanti sia in aula che durante le 2 uscite; in aula, infatti, grazie a spiegazioni accurate e a file audio predisposti appositamente, i partecipanti hanno potuto avere un riscontro pratico delle nozioni apprese. Un grazie anche al personale del museo di storia naturale di Lecco, che con dedizione e pazienza ha accompagnato i partecipanti alla scoperta delle varie specie presenti nelle 2 sale ornitologiche con accurate descrizioni, che hanno consentito a tutti di comprendere appieno l’interazione con l’ecosistema del territorio circostante. Non lasciando nulla al caso, abbiamo voluto concludere il percorso con un’uscita presso la riserva naturale delle Torbiere del Sebino (Brescia) dove, anche qui assistiti da personale qualificato, si è potuto ascoltare dal vivo i diversi canti. Un grazie, naturalmente, a tutti i partecipanti, che hanno saputo instaurare un clima di serenità e di piacevole collaborazione e socializzazione, facendo sì che sia le lezioni che le scite si svolgessero in un’atmosfera sì di allegria e svago, ma animata dalla voglia di conoscere un mondo che purtroppo troppo spesso passa inosservato».
Un connubio fra scoperta della natura, svago e socializzazione, la cui riuscita è ulteriormente testimoniata dall’apprezzamento unanime dei partecipanti, i quali hanno addirittura proposto l’organizzazione di ulteriori momenti formativi dedicati alle specie notturne.
Un’occasione di stimolo a conoscere il mondo circostante e uno stimolo ad “aguzzare” le orecchie anche nella caoticità delle nostre città … perché, che sia al buio o no, un cinguettio è pronto a farsi ascoltare.