Muoversi a Roma senza vedere: una sfida ogni giorno più dura

Autore: Fabrizio Marini

Sarà capitato a molti lettori di questo blog di incontrare, sulle strade o sui mezzi pubblici della nostra città, persone che si muovono con l’aiuto di un bastone bianco o di un cane guida, oppure che si avvicinano un po’ troppo ai cartelli segnaletici per poterli leggere. In tutti questi casi vi siete imbattuti in persone con disabilità visiva: ciechi o ipovedenti rispettivamente.

Se vi state chiedendo cosa ci spinge ad affrontare tutti i giorni i disagi legati al muoversi a Roma con i mezzi pubblici nonostante la nostra condizione, sappiate che molto spesso ce lo chiediamo anche noi. Vista razionalmente e dall’esterno, infatti, l’idea di camminare sui nostri disastrati marciapiedi e spostarsi con i nostri inefficienti e inaccessibili mezzi pubblici, senza vedere o contando esclusivamente su un piccolo residuo visivo, può rasentare l’incoscienza. L’unico argomento che ci sentiamo di portare a nostra difesa è la voglia di libertà e indipendenza, in nome della quale molti di noi sono disposti a superare difficoltà anche maggiori di quelle che qui vi illustreremo.

In questo e in altri articoli che seguiranno nelle prossime settimane, cercheremo di raccontarvi le sfide che affrontiamo ogni giorno dopo aver chiuso la porta di casa, i trucchi che adottiamo per provare a superarle e le richieste che portiamo alle istituzioni per migliorare la qualità della vita nostra e di tutti i cittadini; richieste che, ça va sans dir, restano spesso inascoltate.

Cane guida e bastone bianco.

Come può una persona che non vede muoversi in città? Banalmente, camminando come chiunque altro, purché non presenti disabilità aggiuntive. Salire o scendere una scala, ad esempio, è senz’altro possibile anche senza il dono della vista, se questa è adeguatamente segnalata. Tutto a posto quindi? Non esattamente…

Il problema principale affrontato dalle persone cieche che si muovono autonomamente è quello di anticipare gli ostacoli per evitare incidenti o infortuni. Auto in sosta selvaggia, tavolini ed altri elementi di arredo urbano, oltre ai tanto vituperati monopattini, occupano ormai buona parte dei nostri marciapiedi, aumentando ogni giorno il grado di difficoltà dello slalom necessario per evitarli. L’ausilio che, prima di ogni altro, tutti noi impariamo ad utilizzare per aggirare gli ostacoli e soprattutto per segnalare la nostra presenza è il bastone bianco, la cui funzione è internazionalmente codificata da oltre cento anni.

Un’analisi poco attenta può far pensare al bastone bianco come mezzo necessario per il sostegno di un pedone con problemi di vista; tuttavia, osservando meglio i movimenti di chi se ne avvale, ci si accorge presto che la sua funzione è tutt’altra. Fin dall’età scolare, operatori specializzati educano i ragazzi ciechi a muovere il bastone davanti a loro, in modo tale che ogni ostacolo venga intercettato dal bastone stesso e possa quindi essere evitato. Al netto di casi residuali, un bastone bianco è un dispositivo a bassa tecnologia e non presenta parti elettriche o elettroniche; solo il suo corretto utilizzo, appreso in corsi della durata di alcune decine di ore, ci consente di muoverci nel modo migliore possibile, perfino in città come Roma, progettate senza tener conto delle persone con disabilità.

Altra funzione fondamentale del bastone bianco è quella di garantire la riconoscibilità di chi lo utilizza. È infatti opportuno che una persona cieca, quando si muove da sola, sia immediatamente riconoscibile come tale da chiunque la incontri. In questo modo si evitano incidenti e, in generale, situazioni spiacevoli.

Più affidabile del bastone bianco, nonché fonte di interesse e curiosità per i passanti, è il cane guida. Cresciuti da famiglie volontarie e addestrati in apposite scuole, i cani guida vengono poi assegnati alle persone cieche che ne facciano richiesta e che dimostrino di essere già in grado di muoversi con il bastone bianco. Rispetto a quest’ultimo, garantiscono ai loro padroni una deambulazione più rapida e sicura, interpretando correttamente i flussi di traffico ed evitando la maggior parte degli ostacoli che intralciano il nostro cammino.

Si potrebbe pensare, a questo punto, che tutti noi, crescendo, decidiamo di abbandonare il bastone bianco e affidarci a un cane guida. In realtà questo, nella maggior parte dei casi, non accade, tanto che sono ancora pochi i possessori di questi straordinari amici a quattro zampe. I fattori che ostacolano questo processo sono molteplici. Innanzitutto, al pari dei suoi simili e forse di più, il cane guida ha bisogno di cure e attenzioni che non tutti sono in grado o si sentono di prestargli. Inoltre, nonostante la legge imponga ai gestori di pubblici esercizi (bar, ristoranti, negozi, hotel, ecc.) di consentire il libero accesso ai cani guida, molti sono ancora oggi i casi di rifiuto o i malumori destati dalla loro presenza, tanto che spesso siamo costretti a portare con noi un estratto della normativa in vigore. Anche quando vediamo i nostri diritti riconosciuti, magari grazie all’intervento delle forze dell’ordine, finiamo per essere ospiti di una realtà che mal sopporta la presenza nostra e dei nostri inseparabili compagni di viaggio, il che conferisce un sapore amarissimo alla nostra vittoria.

L’ipovisione, questa sconosciuta.

Ancora oggi, sentendo parlare di ipovedenti, molti immaginano si tratti di un termine più cortese per definire le persone cieche. Frutto di grossolani errori di comunicazione da parte dei media main stream, questa credenza è molto diffusa e le nostre associazioni compiono grandi sforzi per restituire dignità alla parola “ipovisione” e a chi vive questa condizione ogni giorno.

A grandi linee, gli ipovedenti sono coloro i quali, pur potendo contare su un residuo visivo, non sono in grado, ad esempio, di guidare un’automobile, di distinguere colorazioni simili tra loro o di leggere scritte troppo piccole o troppo distanti. Come dite? È una definizione molto generica e non ci si capisce gran che? Non vi si può dar torto, ma è quasi impossibile migliorarla senza scendere troppo nel tecnico. Al di là di tutto, le centinaia di malattie che possono colpire i nostri occhi, nei loro diversi stadi e combinate tra di loro in altrettanti modi, generano un numero incalcolabile di situazioni di ipovisione, tanto che è impossibile comprendere come e cosa veda un ipovedente senza chiederlo direttamente all’interessato.

In un panorama estremamente variegato come quello sopra descritto, è facile accorgersi che, per noi ipovedenti, è molto più difficile descrivere la propria condizione e le proprie necessità rispetto a chi non vede del tutto. Inoltre gli ipovedenti non sono, per chi li incontra, immediatamente riconoscibili come i ciechi assoluti, il che è spesso causa di disguidi e disagi per noi e per gli altri.

Per muoversi autonomamente, le persone ipovedenti utilizzano quanto più possibile il loro residuo visivo, sfruttando, a seconda della loro specifica condizione, le fonti di luce, il contrasto cromatico e di luminanza o l’esistenza (in vero molto rara) di segnaletica ad alta leggibilità. Spesso si avvalgono di tecnologie compensative, che descriveremo in un prossimo articolo.

Conclusioni.

Abbiamo qui cercato di descrivere, per sommi capi, il problema della mobilità di noi ciechi e ipovedenti e gli ausili che utilizziamo per essere, quanto più possibile, autonomi nei nostri spostamenti in città. Nei prossimi articoli approfondiremo questi temi e parleremo di come le istituzioni e i cittadini possono supportarci e venire incontro alle nostre esigenze. Risponderemo volentieri ai commenti e alle domande di voi lettori. Continuate a seguire gli amici di Odissea Quotidiana e… non perdeteci di vista! J

Per approfondire.

Questo articolo è il frutto di una collaborazione tra il nostro blog e la Sezione Provinciale di Roma dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Potete contattare l’associazione visitando il loro sito internet o la loro pagina facebook.

Fabrizio Marini

Pubblicato il 03/12/2021.

Progetto europeo PAsCAL sulle nuove forme di mobilità connessa e autonoma

Il 28 ottobre, dalle 10.00 alle 11.15, sarà possibile seguire online la presentazione dei risultati della ricerca condotta nel quadro del progetto europeo PasCAL (Enhance driver behaviour and Public Acceptance of Connected and Autonomous vehicLes = Migliorare i comportamenti di guida e l’accettazione da parte della società dei veicoli connessi e autonomi) sugli utenti appartenenti a categorie vulnerabili in relazione alle nuove tecnologie digitali applicate alla mobilità, in particolare ai veicoli connessi e a guida autonoma. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, rispondendo a un appello alla collaborazione da parte dell’Unione Europea dei Ciechi, ha organizzato 4 Focus Group per permettere ai coordinatori del progetto di raccogliere quelle che sono le aspettative e le perplessità su queste tecnologie espresse dai ciechi e dagli ipovedenti e, soprattutto, quali sono le necessità alle quale esse devono venire incontro. Le conclusioni tratte dai Focus Group che si sono tenuti in Italia sono molto significative e Francesca Sbianchi, responsabile della coordinazione dei Focus Group del progetto in Italia, le presenterà durante l’evento dal titolo “Autonomous and Connected Vehicles: Inclusivity and Accessibility Considerations”.     

L’evento si svolgerà online su piattaforma Zoom e in lingua inglese. Diversi esperti presenteranno le attività svolte con i tester di un’applicazione totalmente accessibile, l’esito delle interviste agli stakeholder, i risultati dei focus group con persone cieche e ipovedenti, nonché i test UI/UX, che hanno fornito raccomandazioni su come migliorare l’accessibilità e il comfort dei veicoli autonomi e connessi. Il programma è il seguente:

10:00-10:30  Apertum Implementation: Testing with elderly persons and wheelchair users in Madrid, Spain – Friederike Kühl, Etelätär Innovation

10:30-10:45 Focus Discussion Groups: A forum for the blind and partially sighted across Italy –  Francesca Sbianchi, UICI (EBU)

10:45-11:00  Interviews with local stakeholders & UI/UX testing of the Apertum application – José F. Papí, Etelätär Innovation

11:00-11:15  Questions and open discussion       

Gli interessati a seguire l’evento dovranno inviare una richiesta via email a f.kuhl@etelatar.com, indicando il proprio nome e indirizzo e-mail.

Pubblicato 26/10/2021.

Torino – Monopattini e biciclette: quelle regole che mancano

Ieri l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino, insieme con la CPD (Consulta Persone in Difficoltà) e con altre realtà del terzo settore, è scesa in piazza per chiedere una mobilità urbana più attenta alle persone disabili. Non una presa di posizione contro i mezzi ecologici (biciclette e monopattini), ma un momento di sensibilizzazione rivolto a cittadini e istituzioni, poiché l’uso selvaggio dei nuovi veicoli sta creando notevoli problemi (e, purtroppo, talvolta anche alcuni incidenti) alle persone cieche e a quelle in carrozzina. Le associazioni hanno avuto anche un lungo colloquio con l’assessore comunale alla mobilità, Maria Lapietra. Qualche passo avanti c’è stato, ma purtroppo il problema rimane. Al seguente link (sito UICI Torino) potete leggere un resoconto della manifestazione e dell’incontro: https://www.uictorino.it/monopattini-e-biciclette-quelle-regole-che-mancano/

Foto della manifestazione

Foto della manifestazione

Sardegna – Vocalizzazione delle fermate negli autobus

Arriva il plauso dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti e dell’amministrazione Comunale di Sassari in visita in azienda

Il vocalizzatore che indica la prossima fermata, installato negli autobus in servizio a Sassari e già in funzione in città, trova il plauso dell’Amministrazione Comunale cittadina e dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti della Sardegna.

Questa mattina una rappresentanza di Palazzo Ducale e ii vertici dell’UICI sarda hanno visitato l’azienda e, insieme al Presidente di Atp S.p.A. Paolo Depperu e al Direttore Generale Roberto Mura, hanno potuto testare personalmente il nuovo importante servizio.

Sono saliti a bordo di uno dei mezzi messi a disposizione per l’occasione il Presidente del Consiglio Comunale Maurilio Murru, il Vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Infrastrutture e Traffico Gianfranco Meazza, l’Assessore alle Politiche Sociali Antonello Sassu, la consigliera componente della Commissione Disabilità Laura Useri, insieme al Presidente Regionale UICI Rosa Pintor, quello Provinciale Franco Santoro oltre ad una rappresentanza degli associati.

Attraverso un breve giro in città, le due delegazioni hanno sperimentato ciò che da qualche mese l’azienda è riuscita a mettere in campo: grazie all’impegno dei reparti tecnici si è riusciti a far dialogare al meglio il sistema AVM, la centrale informatica che gestisce e monitora gli spostamenti degli autobus nell’intera rete di mobilità urbana ed extraurbana cittadina,  e la dotazione tecnica installata su ciascun autobus, arrivando ad un risultato ottimale dopo una sperimentazione avvenuta nel periodo di lockdown.

L’azienda non si è mai fermata e grazie all’impegno di tutti e alla collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e l’Amministrazione Comunale siamo riusciti a mettere a segno un altro importante passo: il nostro obiettivo – ha sottolineato il Presidente  di Atp S.p.A. Paolo Depperu è quello di puntare sempre di più verso un servizio di trasporto pubblico più inclusivo e efficiente, che metta nelle condizioni tutti i cittadini e le cittadine – specialmente se con disabilità – di potersi muovere autonomamente e al meglio all’interno della città. Con il servizio di vocalizzazione che avverte i passeggeri su quale sarà la prossima fermata ci attestiamo sempre di più verso standard qualitativi a livello europeo”.

Tra i prossimi passi che Atp S.p.A. ha già in cantiere c’è l’implementazione delle funzioni dell’App ATP Sassari che diventerà “parlante” proprio per essere facilmente utilizzabile anche da chi ha una disabilità.

Per dimostrare la propria gratitudine per la sensibilità dimostrata all’ascolto e al dialogo, la Presente Regionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha donato all’azienda, consegnandola nelle mani del Presidente Paolo Depperu, la medaglia d’oro realizzata per celebrare i cento anni dalla fondazione della UICI.

Articolo sull’edizione online del quotidiano L’Unione Sarda https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2020/08/11/sassari-ecco-i-vocalizzatori-sui-bus-per-aiutare-i-non-vedenti-52-1048795.html

Articolo in formato PDF accessibile de “La Nuova Sardegna”

Trieste – Avviato il sistema LETIsmart su tutta la città

“Nella mattina di oggi, 23 luglio 2020, nel corso di una conferenza stampa organizzata dal Comune di Trieste, è stata annunciata dal Sindaco l’adozione su tutto il territorio cittadino del sistema di orientamento urbano LETIsmart, spiegato nel comunicato stampa che riporto di seguito. Ci tengo ad aggiungere che fin dall’inizio la mia volontà è stata quella di far sì che tutti i non vedenti ed ipovedenti possano fruire di questo sistema, non partendo da una via, una piazza o un parco, ma su tutto il territorio urbano e oggi questo traguardo è stato capito e raggiunto. Già da oggi, tutti i 300 mezzi di trasporto pubblico, e a breve tutti gli oltre 100 attraversamenti pedonali assistiti potranno essere individuati permettendo all’utilizzatore di interagire col territorio e domenica, nel corso dell’assemblea elettiva della sezione UICI di Trieste, chiudo il mio mandato da presidente, regalando all’Unione Ciechi questa tecnologia, e il bastone attrezzato col sistema LETIsmart a 25 soci che fanno parte del gruppo di tester, e a seguire agli altri soci della sezione. Il sistema LETIsmart è nato da una mia idea e si è sviluppato con l’Unione e l’I.Ri.Fo.R ed è pronto per essere adottato sul territorio nazionale”.

Marino Attini

COMUNICATO DEL 22 LUGLIO 2020:

Il Progetto LETIsmart è stato ideato da Marino Attini, esperto di elettronica e Presidente della sezione di Trieste dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti, la storica associazione a tutela dei minorati della vista che festeggia quest’anno i suoi 100 anni di vita.

L’idea è stata sposata come progetto etico dalla ditta triestina SCEN, specializzata in soluzioni di microelettronica, con un forte e fondamentale investimento in ricerca e sviluppo fino alla realizzazione del sistema.

Fin dall’inizio i club Lions Trieste Host e Trieste Miramar hanno creduto nel progetto raccogliendo fondi, con svariate iniziative, ma con un obiettivo comune. Anche i Lions del Distretto 108TA2 hanno successivamente contribuito alla raccolta fondi e oggi, grazie al finanziamento Lions viene annunciato l’inizio della realizzazione della rete semaforica LETIsmart sull’intera città, parte fondamentale del progetto, in collaborazione con il Comune di Trieste, La Semaforica ed Hera Luce.

Camminando per strada LETIsmart informa il non vedente che si trova nei pressi di un attraversamento semaforico assistito e permette di raggiungere il palo semaforico ed il tasto di prenotazione, operazione sempre difficile per chi non vede, e persino di attivare il semaforo assistito dal bastone stesso.

Dopo quattro anni di lavoro, il progetto consente a Trieste di essere la prima città italiana a dotarsi di una soluzione tecnologica avanzata che permette ai disabili visivi e motori di ricevere informazioni, ma soprattutto di interagire con l’ambiente urbano, grazie a semplici comunicazioni vocali emesse direttamente dal manico del bastone bianco, nel quale si nasconde un microcomputer dal peso di soli 8 grammi che lo rende parlante, senza inficiarne né peso né ergonomia.

Trieste Trasporti ha invece investito per la rete di trasporto pubblico, attrezzando i quasi 300 bus con questa tecnologia. Il bastone bianco informa su numero e direzione dei bus in arrivo, mentre si attende il bus alla fermata, ma, unico nel suo genere, consente di avvisare l’autista prima che il mezzo arrivi in fermata, o di attivare una segnalazione acustica sulla porta di ingresso per raggiungere il punto di salita in autonomia.

Inoltre LETIsmart può essere utilizzato per informare ed interagire con negozi, uffici, scuole, situazioni di pericolo, lavori in corso, taxi, permettendo di raggiungere in autonomia il punto esatto di destinazione, grazie ad un sistema di identificazione basato su segnali acustici. Non si tratta di un gps, o di altra tecnologia di orientamento, ma bensì di una rete di radiofari che comunicano col dispositivo, aiutando il non vedente a muoversi in autonomia nel complesso ambiente urbano.

Da ricordare che hanno contribuito finanziariamente al progetto l’istituto nazionale di ricerca per non vedenti IRIFOR, fondazioni, aziende private e contributi da privati che permettono oggi di vedere concretamente realizzata questa innovativa tecnologia su tutto il territorio di Trieste.

www.letismart.it

Rappresentanti Lions:

  • Giorgio Sardot Governatore 2019-2020 del Distretto 108Ta2
  • Ugo Lupattelli direttore del Centro Studi
  • Walter Routher presidente 2019-2020 Trieste Host
  • Paolo Rolli presidente 2020-2021 Trieste Host
  • Gianni Casaccia presidente 2019-2020 Trieste Miramar
  • Piero Pesce presidente 2020-2021 Trieste Miramar

Riferimento Lions: ugo.lupattelli@gmail.com  e  335 7034042

Trasporti, Intesa Regione Lazio-Associazioni per accessibilità disabili

È stato firmato il 22 luglio 2020 dall’Assessore ai Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilita` della Regione Lazio, Mauro Alessandri, il protocollo d`intesa con le associazioni Unione italiana ciechi ed ipovedenti, FISH LAZIO – Federazione italiana superamento dell`handicap, FAND – Federazione tra le associazioni nazionali dei disabili, ADV – Associazione Disabili Visivi Onlus.”Il Protocollo – spiega Alessandri – è frutto di una serie di incontri con le associazioni firmatarie, incontri durante i quali sono stati rappresentati una serie di criticità riguardanti l`accessibilità al trasporto pubblico, effettuato su ferrovia e su gomma. Considerato che la Regione Lazio è impegnata nel progressivo abbattimento delle barriere architettoniche, percettive e della comunicazione presenti sul territorio, abbiamo voluto confermare il nostro impegno volto ad assicurare la fruibilità e usabilità in autonomia e sicurezza dell`intero sistema dei trasporti pubblici regionali attraverso questo documento”. È quanto si legge in una nota della Regione Lazio.

Fonte: (Comunicati/Dire)

Link all’informazione diretta: http://agenzie.regione.lazio.it/nT/index.php?u=330&c=36659&t=20200720

Torino – Ragazza non vedente inciampa in un monopattino abbandonato in strada

L’Unione Ciechi: “Situazione pericolosa. Urge intervenire”

Nei giorni scorsi, a Torino, una ragazza non vedente che camminava per strada è inciampata in un monopattino abbandonato in mezzo al marciapiede ed è caduta per terra. Costretta a ricorrere al soccorso dei sanitari, la ragazza ha riportato una contusione guaribile nel giro di qualche giorno. Ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. E l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del capoluogo piemontese torna a lanciare l’allarme: «Servono provvedimenti urgenti. Che cosa aspetta la città a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?».

In effetti il problema si trascina da tempo. Dall’introduzione a Torino dei cosiddetti mezzi a flusso libero (biciclette, monopattini e scooter elettrici), che possono essere noleggiati e poi lasciati in qualsiasi punto della città, l’UICI ha già più volte richiamato l’attenzione della collettività e delle istituzioni politiche, sottolineando quanto questa gestione “selvaggia” sia pericolosa per le persone con disabilità visiva. «La nostra – sottolinea Giovanni Laiolo, presidente UICI Torino – non è assolutamente una presa di posizione contro la mobilità alternativa. Anzi, comprendiamo il valore di questi mezzi versatili e non inquinanti. Il problema è che serve una disciplina».

«Purtroppo, gli appelli al senso civico non bastano – aggiunge Christian Bruno, referente del Comitato Autonomie e Mobilità UICI Torino – A nostro avviso, l’unica soluzione davvero efficace sarebbe quella di istituire spazi appositi in cui i mezzi vadano lasciati dopo l’utilizzo. Al momento in città vige il caos più assoluto. Biciclette e monopattini vengono abbandonati ovunque: a ridosso dei muri, in mezzo ai marciapiedi, in prossimità degli attraversamenti. Insomma, una giungla! Riteniamo che una gestione più ordinata sarebbe utile a tutta la cittadinanza (pensiamo, ad esempio, alle persone anziane o a chi ha bambini nel passeggino). In particolare, per le persone cieche e ipovedenti, muoversi in città è diventato problematico e a volte rischioso».

«Dopo l’incidente di pochi giorni fa, ultimo di una serie di segnalazioni, abbiamo nuovamente sollecitato un incontro con l’amministrazione comunale – conclude il presidente Laiolo – Chiediamo di essere ricevuti dall’assessore comunale alla mobilità, dott. Maria Lapietra. A lei illustreremo i problemi e i rischi cui in questo momento vanno incontro le persone con disabilità visiva. E ci auguriamo di poter trovare, insieme, una soluzione di buon senso».

Ufficio Stampa:  Lorenzo Montanaro: 333 447 99 48 ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Assistenza FS: accolte le richieste dell’Unione

Dopo le nostre insistenti e vibrate proteste con Rete Ferroviaria Italiana, responsabile dei servizi di assistenza alle persone con ridotta mobilità nelle stazioni, sono state accolte le osservazioni e le proposte formulate dall’Unione.

Da oggi, infatti, con richiesta da rivolgere al momento della prenotazione del servizio, l’accompagnamento delle persone non vedenti e ipovedenti potrà essere effettuato a braccio, senza l’uso della carrozzina e del carrello elevatore.

Sono naturalmente obbligatori i dispositivi di protezione individuali come mascherine, liquido disinfettante per le mani e guanti per chi lo desidera.

Analoga attenzione è stata assicurata per i passeggeri con cane guida, dopo le scuse formali di RFI per l’incidente occorso qualche settimana fa con un viaggiatore accompagnato appunto da cane guida.

Inoltre, nell’arco di un paio di settimane al massimo, nelle grandi stazioni verrà ripristinato il normale tempo di preavviso di un’ora per la richiesta di assistenza, mentre rimangono comunque validi tutti i punti di incontro e appuntamento tradizionalmente utilizzati per l’espletamento del servizio.

Il Presidente Mario Barbuto ha ricordato ancora una volta che le Associazioni rappresentano una risorsa e un patrimonio di idee e di esperienza per tutti e ha voluto deprecarne la mancata consultazione da parte di RFI in aprile, prima di adottare le nuove misure legate all’emergenza sanitaria, raccomandando che tale omissione non abbia a ripetersi per il futuro.

A tutte e a tutti, auguriamo buon viaggio.

Genova – Covid e trasporto pubblico, nuove disposizioni amt per agevolare le persone non vedenti e ipovedenti

Per agevolare l’uso del trasporto pubblico alle persone non vedenti e ipovedenti, Amt ha introdotto delle novità che, pur nel rispetto delle regole anti-Covid, vanno incontro alle necessità di questa categoria di utenti.

Dall’inizio dell’emergenza Covid i bus alla fermata non aprono la porta anteriore, rimasta riservata agli autisti. Amt ha stabilito che da ora in poi, in presenza di persone non vedenti alla fermata dell’autobus, l’autista aprirà la porta anteriore e comunicherà il numero della linea del bus. Qualora lo spazio del vano anteriore sia libero, la persona non vedente potrà salire dalla porta anteriore occupando, se disponibile, un posto a sedere. L’accesso sarà consentito anche al cane guida. Qualora lo spazio nel vano anteriore sia già occupato da altri passeggeri, l’autista avrà cura di agevolare la persona non vedente per l’accesso al bus dalla porta posteriore.

In metropolitana è stato realizzato, in tutte le stazioni, l’adeguamento dei percorsi per le persone non vedenti e ipovedenti. L’intervento ha previsto l’adeguamento all’attuale normativa dei percorsi podotattili rendendoli uniformi in tutte le stazioni. D’accordo con l’UICI onlus, Unione italiana ciechi e ipovedenti, inoltre, Amt installerà entro la prossima settimana a bordo dei treni della metro appositi adesivi per indicare il posto a sedere loro riservato. Grazie ai percorsi podotattili, l’ingresso a bordo avviene in un punto ben definito che corrisponde a una delle porte del treno; una volta a bordo, i non vedenti avranno a loro disposizione il primo posto a destra, collocato verso la coda del treno metro.

La nuova disposizione è nata dalla richiesta dell’UICI al Comune di Genova, per tramite della disability manager Cristina Bellingeri, che spiega: «Con il Covid per le persone non vedenti o ipovedenti non solo è diventato più complicato prendere il bus, se la porta anteriore resta chiusa e nessuno dice loro il numero della linea, ma è anche difficile rispettare le norme di distanziamento dagli altri. Quanto concordato con Amt è frutto del lavoro di sintesi tra le esigenze delle persone disabili e le necessità organizzative per far fronte all’emergenza. Quanto avvenuto dimostra che, se si lavora insieme, istituzioni e cittadini, si può ottenere il risultato».

«Siamo contenti di aver dato una risposta alla sacrosanta richiesta dell’Unione Italiana Ciechi – dice l’assessore alla mobilità, Matteo Campora – li ringrazio per la collaborazione con i nostri uffici e ringrazio Amt per l’impegno a trovare una soluzione».

Giuseppe Pugliese, presidente della sezione genovese dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, dice: «Non sempre le istituzioni rispondono celermente ai problemi che sottoponiamo loro, in questo caso mi sento di ringraziare a nome dei nostri 500 associati e dei circa 1800 disabili visivi di Genova Amt, l’assessorato e quanti hanno collaborato a quest’iniziativa. Per i non vedenti la possibilità di muoversi in autonomia è fondamentale, il Covid rischia di isolarci e un’iniziativa come questa invece va nella direzione di rispettare la nostra autonomia».

«AMT vuole fornire un servizio sicuro ed affidabile a tutti i cittadini, ancor più in questo momento e ancor più a chi è in difficoltà – dichiara Marco Beltrami, amministratore unico di AMT – È stato ancora una volta utile il dialogo con l’Unione Italiana Ciechi per arrivare a una soluzione valida e applicabile».

Irifor – Bando 2020 “Iniziative di Orientamento e Mobilità e AP”

Bando per il finanziamento di iniziative riabilitative di base di Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale

PRESENTAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione Nazionale dell’I.Ri.Fo.R. indice il presente Bando per il finanziamento di iniziative riabilitative di Orientamento, Mobilità e Autonomia personale, della durata media di 30 ore, rivolte a disabili visivi.

Art.1 – Destinatari

L’iniziativa è rivolta a n.100 disabili visivi (ciechi e ipovedenti) residenti in Italia.

Art.2 – Finalità dell’intervento

La realtà quotidiana è un quadro ricco di contesti, relazioni, diversificato per ciascun individuo, in cui si compiono azioni, spesso ripetitive e consuete, che danno forma e contenuto ad ogni singola esistenza.

Gestire le pratiche quotidiane significa pensare, programmare, predisporre ed esercitare molte competenze: organizzare le attività, consumare i pasti, avere cura della propria persona, recarsi a scuola o al lavoro, frequentare esercizi pubblici, uscire per gli acquisti, sbrigare semplici commissioni, raggiungere luoghi di interesse, passeggiare, usare mezzi pubblici, attraversare strade, incontrare amici, ecc.

Situazioni di ipovisione e cecità si presentano spesso come un ostacolo difficile verso la realizzazione di desideri, bisogni e necessità, causa le specifiche conseguenze che le compromissioni strutturali e funzionali della vista operano su ricerca, rilevamento e utilizzo delle informazioni ambientali.

L’acquisizione di autonomia nello svolgimento delle attività quotidiane diviene finalità prioritaria di un corso di Orientamento, Mobilità e Autonomia Personale, che cerca di soddisfare il desiderio di affrontare e vivere autonomamente la propria quotidianità da parte del disabile visivo.

Art.3 – Obiettivi generali

Il presente Bando si propone di raggiungere i seguenti obiettivi:

a) potenziare le capacità dei ciechi e degli ipovedenti nell’ambito dell’autonomia personale e domestica;

b) sviluppare le capacità dei ciechi e degli ipovedenti nell’ambito dell’orientamento e della mobilità.

Art.4 – Figure professionali coinvolte

La realizzazione degli interventi riabilitativi oggetto del presente Bando potrà essere effettuata unicamente dagli Istruttori di O&M e AP iscritti all’Albo Nazionale I.Ri.Fo.R. degli Istruttori di Orientamento Mobilità e Autonomia Personale o, in mancanza, da personale qualificato proveniente da altre esperienze, per un totale di 3000 h di attività complessiva.

Art.5 – Soggetti ammessi a partecipare

Possono rispondere al presente Bando unicamente le strutture regionali dell’I.Ri.Fo.R., nell’ambito della spesa programmata.

Le sedi regionali che hanno in essere convenzioni con enti pubblici per lo svolgimento di tali corsi non possono presentare progetti per le province interessate da tali situazioni.

Si precisa che potrà essere inoltrata richiesta di finanziamento per uno o più Corsi, tenendo presente che ogni Corso è costituito da n.2 iniziative individuali da 30 ore di O&M e AP.

Art.6 – Modalità di erogazione del servizio

Ogni singolo utente usufruirà, in media, di 30 ore di O&M e AP distribuite a seconda delle esigenze delle persone interessate e alle disponibilità del territorio.

Art.7 – Proposta sperimentale

Le strutture interessate a sperimentare formule e momenti riabilitativi con modalità a distanza, limitatamente ad attività di autonomia personale e domestica, possono inviare specifici progetti, nel rispetto dei parametri finanziari del Bando, avendo cura di descrivere in dettaglio le modalità, i tempi e gli strumenti che si intendono utilizzare.

Il Consiglio di Amministrazione nazionale, previa valutazione da parte del Comitato tecnico-scientifico, si riserva di finanziarne due, per favorire la sperimentazione nel settore.

I progetti sperimentali di formazione a distanza non sostituiscono quelli previsti dal corrente Bando, ma ne costituiscono eventualmente una aggiunta.

Art.8 – Risorse finanziarie disponibili

Il contributo I.Ri.Fo.R. riconosciuto per ogni utente con le caratteristiche sopra esposte (art.1 del presente Bando) è di euro 750,00 a cui dovrà aggiungersi un cofinanziamento, almeno di pari importo, per le spese di soggiorno, vitto e trasporto degli Istruttori di O&M e AP e altre esigenze.

Si segnala che, nel caso in cui l’ammontare totale dei progetti pervenuti dovesse essere superiore al budget complessivo destinato al Bando, il Consiglio di Amministrazione nazionale potrà adottare un criterio generale per decurtare ogni progetto in modo proporzionale.

Art.9 – Durata del Bando

Il Bando si attiva con la sua pubblicazione sul sito internet dell’Istituto, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione nazionale dell’I.Ri.Fo.R. e resta valido fino al 15 luglio 2020.

Nel periodo di vigenza del Bando le strutture interessate potranno inviare le richieste di finanziamento delle iniziative esclusivamente via posta elettronica certificata, all’indirizzo: archivio@pec.irifor.eu

La mancata osservanza di tale requisito d’accesso per la presentazione dei progetti ne determina il non accoglimento.

L’I.Ri.Fo.R. Nazionale si riserva la possibilità di chiedere integrazioni e/o chiarimenti alle strutture richiedenti.

Successivamente sarà stilato l’elenco delle strutture richiedenti per la valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione nazionale, nella prima seduta utile.

Alle strutture ammesse sarà inviata comunicazione nelle forme consuete e, contestualmente, sarà erogato il 50% del finanziamento.

Il saldo sarà erogato a conclusione delle attività riabilitative, secondo le modalità indicate nel successivo articolo 10.2.

Art.10 – DOCUMENTAZIONE DA INVIARE

10.1. – Documentazione per la richiesta del finanziamento

Sotto l’aspetto documentale, per la richiesta dei finanziamenti dovranno essere inviati:

1) formulario I.Ri.Fo.R. contenente l’indicazione dei costi, delle sedi di svolgimento, degli obiettivi attesi e dei metodi per la verifica del loro conseguimento;

2) scheda progetto compilata in tutte le sue parti;

3) budget di previsione dei costi, i nominativi degli Istruttori previsti con accettazione dell’incarico e del compenso;

4) attestazione del cofinanziamento esterno (se il cofinanziamento è assicurato da una struttura UICI o collaterale, occorre l’atto deliberativo e, se proviene da altri enti o privati, da idonea dichiarazione);

5) attestati di invalidità dei soggetti interessati rilasciati da ente pubblico.

Tale documentazione dovrà essere inviata, come detto, tramite posta elettronica certificata da recapitare al seguente indirizzo: archivio@pec.irifor.eu

10.2. – Documentazione per la richiesta del saldo

A conclusione delle attività, il saldo sarà erogato previa presentazione, a questa Sede nazionale, dei seguenti documenti:

a) Relazione conclusiva del coordinatore dell’iniziativa riabilitativa

b) Nota dei dati sintetici

c) Questionari di valutazione (a cura degli Istruttori) d) Questionari di gradimento (a cura degli utenti).

Formulario.doc

Scheda_progetto.doc