3 dicembre: Giornata internazionale delle persone con disabilità, di Giovanni Laiolo

Da un giorno all’altro capisci che il senso del tatto (per te così indispensabile) è diventato un potenziale pericolo. Devi ripensare ogni tuo gesto e stare costantemente in guardia: quando prendi sotto braccio la persona che ti accompagna, quando per strada senti dei passi in avvicinamento o quando, davanti a un negozio, ti imbatti in una coda.
Poi c’è quella protezione su naso e bocca, che ti scherma dal virus, ma attutisce le voci e limita la percezione di profumi e odori, facendoti sentire ancora più isolato. Se inoltre devi andare in ospedale per una visita oculistica, i tempi di attesa tendono all’infinito.
Per chi non vede, quello della pandemia è un momento quanto mai insidioso, carico di ostacoli e fatiche. Come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) stiamo facendo di tutto per non lasciare soli i nostri soci e amici, ma abbiamo bisogno dell’apporto dell’intera società. Sì, questo tempo, pur così drammatico, può essere l’occasione per diventare più attenti verso le persone fragili. E quello qui di seguito è il nostro appello per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.
La pandemia ha paralizzato il lavoro di tantissimi reparti e ambulatori oculistici. Le conseguenze, purtroppo, rischiano di essere gravi: senza gli adeguati controlli, infatti, diventa molto più difficile contrastare patologie fortemente invalidanti, come il glaucoma o le retinopatie, che, nei casi più gravi, se non affrontate in tempo, possono portare alla completa perdita
della vista.
Ci rendiamo conto della situazione estrema e della fortissima pressione cui il sistema sanitario è sottoposto e tuttavia chiediamo che non vengano dimenticate le esigenze delle persone con malattie oculari. Molte di loro hanno bisogno di trattamenti immediati e non possono aspettare. Le liste d’attesa si stanno allungando all’infinito, ma, almeno in certi casi, lasciar passare il tempo significa diminuire enormemente le possibilità di cura.
L’UICI ha tra i propri compiti statutari la prevenzione delle malattie degli occhi. Prima che la pandemia ci costringesse a sospendere le attività di questo genere, molte volte (e in diversi periodi dell’anno) abbiamo messo a disposizione dei cittadini, in maniera totalmente gratuita, cliniche oculistiche mobili, organizzando giornate di prevenzione ed eventi di piazza. Anche ora, seppure con strumenti diversi, vogliamo tener fede a questo impegno. Vogliamo soprattutto che non si spenga l’attenzione sul tema.
Se già prima del Covid-19, in una città grande e complessa come Torino, le persone cieche o ipovedenti avevano difficoltà a muoversi, ora i loro spostamenti sono diventati ancora più difficili. Tantissimi esercizi commerciali, infatti, hanno trasferito all’esterno la propria attività: sedie, tavolini e dehors sono ovunque. Per non parlare dei clienti in coda.
In molti luoghi pubblici (nei supermercati, ad esempio, ma anche negli uffici postali o nelle stazioni), ora ci sono precisi percorsi da seguire, spesso contrassegnati da cartelli o nastri sul pavimento: tutte indicazioni meramente visive, che per un cieco sono del tutto inaccessibili.
Anche sui mezzi pubblici ci sono nuove regole. Recentemente l’UICI di Torino ha lanciato una campagna di sensibilizzazione insieme al GTT (Gruppo Torinese Trasporti) e all’APRI (Associazione Pro Retinopatici e Ipovedenti). In due brevi video spieghiamo ai cittadini che, nonostante le generali disposizioni anti-Covid, i passeggeri con disabilità visiva possono continuare a usare la porta anteriore per salire sui mezzi. Per questo invitiamo tutti a lasciare libero quel varco, quando è presente un viaggiatore con bastone bianco o cane guida.
Sono piccoli gesti d’attenzione, ma possono fare la differenza.
Ci sono anche aspetti a cui in genere non si fa caso. Quando una persona parla con la bocca coperta dalla mascherina, parte dell’emissione sonora viene filtrata. Quindi anche percepire le voci, specialmente in mezzo al traffico urbano, è più difficile.
Non solo. Chi vede riesce a mantenere le distanze in maniera istintiva: basta un colpo d’occhio. Per chi non vede è più complicato: bisogna affidarsi ai rumori e farsi un’idea dello spazio attraverso il bastone bianco.
Consapevoli di queste oggettive difficoltà, attualmente le persone con disabilità visiva stanno cercando di limitare il più possibile gli spostamenti, proprio per non mettere in pericolo se stessi e gli altri. Ma in certi casi, uscire è indispensabile.
Inoltre, è importante mantenere un minimo di contatto con l’ambiente esterno, per non perdere l’abitudine alla mobilità autonoma (un’abilità non scontata, ma acquisita con impegno e allenamento).
Per questo chiediamo ai cittadini un minimo di attenzione e collaborazione. Non pretendiamo una vicinanza “fisica”, ma in certi casi anche una semplice indicazione data a voce, senza dover ridurre il distanziamento, può essere d’aiuto.

Roma Capitale aderisce alla Giornata internazionale delle persone con disabilità

Giovedì 3 dicembre 2020 iniziative didattiche online all’insegna dell’accessibilità, per condividere il patrimonio culturale attraverso un’esperienza per tutti

In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità – istituita dalla Convenzione ONU e dalla Commissione Europea – giovedì 3 dicembre 2020 Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali attraverso i propri Musei Civici promuove e organizza iniziative online, dirette a favorire una partecipazione condivisa del patrimonio culturale. L’intento è quello di abbattere barriere fisiche e pregiudizi, promuovendo l’inclusione attraverso la conoscenza delle collezioni museali e dei monumenti archeologici da parte di un pubblico sempre più ampio.

Il programma prevede tre eventi realizzati per questa particolare occasione, che si aggiungono agli altri contenuti multimediali prodotti nel periodo dell’emergenza sanitaria e presenti sui siti e sui canali social della Sovrintendenza e dei Musei in Comune: un processo continuo, un impegno che si sviluppa ininterrottamente durante tutto l’anno per l’accessibilità al patrimonio culturale come tema fondante dei diritti e del benessere di tutti.

In continuità con il progetto #ilmuseoincasa, il Museo Napoleonico propone la lettura di una scultura in bronzo, il Ritratto del Re di Roma, attraverso una descrizione multisensoriale fatta di parole, suoni e suggestioni, pensata per un pubblico ipovedente e non vedente, e per tutti coloro che vogliono partecipare, sperimentando una vera e propria “rieducazione sensoriale” (pagina Facebook del Museo dalle ore 11 https://www.facebook.com/MuseoNapoleonico).

Per avvicinarsi ai monumenti di Roma,  un videoracconto sulla Fontana dei Quattro Fiumi a piazza Navona, adatto anche a chi ha disabilità uditive o visive, propone la descrizione dettagliata e affascinante di una delle più note fontane di Roma, dalle ore 12 (pagina Facebook della Sovrintendenza).

Il Museo di Casal De’ Pazzi, infine, pubblicherà un video di immagini e parole che riguarda le testimonianze archeologiche sulle cure ai malati o disabili tra i Neanderthal, raccontando come cacciatori-raccoglitori del Pleistocene limitati da traumi o problemi di anzianità potessero ricevere un significativo sostegno sociale da parte dei compagni ed essere ritenuti ancora importanti per la comunità (pagina Facebook del Museo dalle 13 https://www.facebook.com/museocasaldepazzi).

Le iniziative sono realizzate dalla Sovrintendenza Capitolina in collaborazione con Zètema Progetto Cultura e volontari del Servizio Civile Nazionale.

Info Tel. 060608 (tutti i giorni, ore 9.00-19.00)

www.sovraintendenzaroma.it   www.museiincomuneroma.it

3 dicembre 2020 – Giornata internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre rappresenta un’opportunità per coinvolgere un pubblico ampio sul tema della disabilità. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono organizzate iniziative di informazione e riflessione dalla società civile e dalle autorità pubbliche.
Dal 1992, anno in cui le Nazioni Unite istituirono questa giornata, sono stati diversi i temi proposti, quest’anno è quanto mai significativo e attuale:
“Building Back Better: toward a disability-inclusive, accessible and sustainable post
COVID-19 World
Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.
Il Co.Di.VdA – Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta, anche quest’anno, in modo diverso a causa delle restrizioni date dell’emergenza sanitaria, vuole portare all’attenzione della nostra comunità il tema della disabilità e del diritto al futuro.
L’ iniziativa vede il coinvolgimento di persone a cui abbiamo chiesto di raccontarci quali sono i loro progetti e desideri.
Il risultato sono 11 brevi video che pubblicheremo a partire dal 3 dicembre sulla pagina Facebook del Co.Di.VdA.
Si vuole aprire uno spazio dove chiediamo di ascoltare le persone, il loro racconto e comprendere quanto sia sovrapponibile ai desideri della maggior parte delle persone e quanto questi progetti siano realizzabili.
Il nostro impegno, così come quello delle diverse associazioni aderenti, è di contribuire a ricostruire meglio affinché si parli di progetti di vita e non di sogni coltivati per tutta la vita.
Per fare ciò c’è bisogno di una collaborazione fattiva non solo con le istituzioni ma di tutto il tessuto sociale, perché tutti siamo parte di un progetto e oggi più che mai siamo chiamati tutti alla ricostruzione del futuro, per una società inclusiva.

Info e contatti
codivda@gmail.com
cell. 347 8702547 – Roberto Grasso (Presidente)

Catanzaro – Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Di seguito la nota a firma del Consigliere Danilo Pizzini.

Come ogni anno, oggi, 3 Dicembre verrà celebrata in tutto il mondo la “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, istituita dalle Nazioni Unite nel 1981.

Lo scopo di questa giornata Ë quello di porre all’attenzione di tutti il diritto delle persone disabili all’uguaglianza nei diritti, nelle condizioni di vita, nelle possibilità di realizzazione personale e professionale per meglio integrarsi nella società civile di cui fanno parte.

L’Unione Italiana Ciechi e degli ipovedenti da sempre promotrice di questi ideali, realizzerà nella sezione provinciale di Catanzaro una serie di attività divulgative in virtù delle quali i soci e la popolazione tutta potranno confrontarsi su questi temi.

Temi oggi più che mai importanti e di primo piano in un momento storico in cui è noto che la crisi pandemica crea situazioni di difficoltà e di ineguaglianza tanto più accentuati quanto più i soggetti appartengono ad una categoria universalmente riconosciuta come “fragile”.

L’invito per tutti è quello di seguirci sui canali telematici e partecipare alle attività e ai forum che verranno proposti nella giornata.

Con l’augurio che questo 3 Dicembre sia uno stimolo per una società sempre più coesa, inclusiva e attiva per il bene comune.

Sezione Territoriale di Catanzaro

Tel. 0961721427

Fax. 0961797994

mail. uiccz@uiciechi.it

pec. uiccz@pec.it

FAND Catanzaro – “Richiamo all’umanità prima ancora della condizione fisica e mentale”, di Luciana Loprete

Giornata Internazionale delle persone con Disabilità, istituita nel 1981 dall’ONU, in occasione dell’Anno Internazionale delle Persone Disabili, per promuovere una più ampia sensibilizzazione sui temi della disabilità, onde sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e ridurre ogni forma di discriminazione o violenza.


Dal luglio del 1993, il 3 dicembre è diventato anche Giornata Europea delle Persone con Disabilità, come voluto dalla Commissione Europea, in accordo con le Nazioni Unite. 


Quest’anno la Giornata internazionale delle persone con disabilità durerà per tutta la settimana dal 30 novembre al 4 dicembre in concomitanza con la 13a sessione della Conferenza degli Stati parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. 


Il tema che l’ONU ha individuato per quest’anno è: “Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile.” 


Secondo gli ultimi aggiornamenti Istat, in Italia, le persone disabili sono più di tre milioni, pari al 5,2% dell’intera popolazione. Le persone che devono vivere quotidianamente con gravi limitazioni sono circa 1,5 milioni e, nella maggior parte dei casi, over 75. Sei disabili su dieci nel nostro Paese sono donne, con la differenza di genere che appare ancora più evidente dai 65 anni in su. Solo il 31,3% di coloro che patiscono gravi limitazioni risulta occupato, a fronte del 57,8% di persone senza limitazioni. Lo scarto è ancora più netto per quanto riguarda le donne con disabilità, che risultano occupate nel 26,7% dei casi, contro il 36,3% degli uomini.

La necessità di intervenire sull’inclusione sociale delle persone disabili non è mai stata così imperativa come in questo 2020, nel quale l’emergenza sanitaria dettata dalla pandemia ha ulteriormente aggravato le diseguaglianze preesistenti. 

“Le persone con disabilità (circa un miliardo in tutto il mondo) – scrive l’Onu – sono uno dei gruppi più esclusi nella nostra società, tra i più colpiti in questa crisi in termini di vittime”.
Anche in circostanze normali, ricorda l’Onu, le persone con disabilità hanno maggiori difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, al lavoro e all’istruzione. Ecco perché “è necessario un approccio integrato per garantire che le persone con disabilità non siano lasciate indietro”.

Ricordiamo i cosiddetti BES, ovvero i ragazzi con bisogni educativi speciali, ed in particolare gli studenti con disabilità, che dallo scorso marzo ad oggi, hanno visto ridursi ulteriormente la loro già limitata vita sociale, mentre hanno visto aumentare le proprie difficoltà, il proprio disagio e i propri limiti relegati all’interno delle quattro pareti della propria stanza. La didattica a distanza è stata per la maggior parte degli studenti con disabilità drammatica poiché ha accentuato tutte le difficoltà di questi ragazzi, soprattutto la distanza con i propri insegnati di sostegno ha reso maggiormente difficoltoso il processo di apprendimento cognitivo. La preoccupazione e quindi il grido di dolore che desideriamo esprimere pertanto è legato alla necessità impellente di un confronto costante e immediato con chi ha il compito ed il dovere costituzionale ed istituzionale ad intervenire per sanare quanto di negativo ancora oggi è presente nella nostra società, anche nei confronti non solo di chi per sua disgrazia vive di mero assistenzialismo, ma anche e soprattutto nei confronti di chi seppur affetto disabilità fa parte del tessuto produttivo del nostro Stato senza tutela alcuna. Un esempio che sentiamo di dover fare nostro è quello legato ad esempio ai docenti ciechi e ipovedenti che oggi, con l’avvento del COVID e di quanto ad esso collegato non ricevono le tutele per loro fondamentali come la sanificazione continua dei luoghi da essi visitati, la possibilità di poter programmare per tempo e con modalità diverse il proprio impegno.  

E’ bene sottolineare infatti che a differenza di un soggetto normodotato, il docente cieco ha necessità costante così come tutti i ciechi di avere un contatto diretto con l’ambiente che lo circonda e con chi obbligatoriamente deve interfacciarsi.  

La Giornata è quindi un momento in cui la società civile ogni anno, si ferma a discutere di tutti i temi collaterali e strettamente connessi all’handicap, ma siamo sicuri che basti un solo giorno all’anno perché si discuta di disabilità in senso lato? Questo è un aspetto che merita piena attenzione in quanto siamo perfettamente consapevoli di come il settore della disabilità spesso ancora oggi, contrariamente a quanto stabilito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità del 13/12/2006, non sempre sia pienamente rispettato e soprattutto siamo consapevoli di quanto ancora oggi l’Italia seppur si sia dotata di strumenti legislativi importanti non riesca nell’intento di garantire equità di trattamento ed assistenza nei confronti di quella fascia d’utenza così fortemente martoriata.  

Siamo abituati oramai al lassismo delle pubbliche amministrazioni, ai ritardi, alla mancanza di programmazione che spesso poi si tramuta nella rincorsa a voler sanare in fretta quanto assente con il risultato che nonostante le indicazioni del terzo settore spesso la fretta porti a bandire e legiferare in modo non rispondente alle necessità riscontrate. Gli esempi lampanti possono essere tanti e tutti degni di nota, basti pensare alla mancata applicazione delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, al mancato rispetto della c.d. Legge STANCA per l’accesso ai siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni anche per soggetti portatori di HANDICAP visivo, ai ritardi nella realizzazione dei piani di intervento in materia di plurihandicap, ai ritardi ed alla scarsa progettazione sul c.d. dopo di noi e vita indipendente e tanto altro ancora.  

Traendo le conclusioni dunque si può asserire che la disabilità purtroppo la si incontra negli sguardi e negli atteggiamenti delle persone che vivono la loro pseudo “normalità”.  

Ma si può essere normali se non si comprende che ogni vita, ogni individuo, ogni essere ha le proprie caratteristiche e le proprie peculiarità? 

Di sicuro ognuno vorrebbe e desidererebbe vivere appieno la propria esistenza ma non per questo si ha bisogno del pietismo o della scarsa considerazione.   “Ognuno quindi non deve fermarsi, ognuno ha un potenziale, ognuno merita di vivere e condividere lo stesso mondo!”