Roma – Interruzione del servizio taxi per le persone con disabilità: Confermata la mobilitazione il 15 ottobre 2019

Non hanno portato a risultati concreti e soddisfacenti gli incontri tra il Campidoglio, le Organizzazioni delle persone con disabilità e i fornitori del servizio taxi svolti in questi giorni nel tentativo di ripristinare il trasporto per tutti coloro a cui era stato interrotto senza preavviso e per garantire il tempestivo avvio delle nuove modalità del servizio per tutti gli aventi diritto sulla base delle graduatorie pubblicate lo scorso 30 settembre. Ricordiamo infatti che la riforma del servizio non ha assicurato a partire dal 1° ottobre continuità alle prestazioni erogate dal precedente fornitore, causando gravissimi disagi agli utenti già in carico e lasciando centinaia di persone senza lavoro, terapie, privandole del loro diritto fondamentale alla mobilità.

Inoltre la possibilità prevista da Roma Capitale di chieder la restituzione economica delle spese sostenute dalle persone costrette a fronteggiare privatamente le proprie esigenze di spostamento non può essere considerata una misura adeguata e alternativa all’assenza del servizio, in un sistema attuale che mortifica il diritto di scelta degli utenti rispetto al vettore da utilizzare, mentre continuano a non essere definite le tempistiche di complessiva entrata a regime del sistema stesso.

Le persone con disabilità di Roma aspettano da ormai troppo tempo di veder rispettati i loro diritti, per questo viene confermata la mobilitazione generale indetta presso il Campidoglio per martedì 15 ottobre alle ore 14.30.

FISH LAZIO

FAND ROMA E PROVINCIA

CONSULTA CITTADINA PERMANENTE SUI PROBLEMI DELLE PERSONE HANDICAPPATE

UNIONE ITALIANA CIECHI IPOVEDENTI – ROMA

FID – Rinnovo cariche e Barbuto confermato presidente

Il 16 maggio si è tenuta a Roma l’assemblea del Forum Italiano sulla Disabilità che ha riconfermato Mario Barbuto nella carica di presidente e Antonio Cotura in quella di vice presidente.

Il Forum ha inoltre rinnovato il Consiglio direttivo e ha approvato la riforma dello Statuto che fa del FID un organismo più agile ed efficiente.

Il presidente Barbuto annuncia una sua lettera personale a ciascuno dei candidati al Parlamento europeo per chiedere un loro impegno preciso sui temi della disabilità, a partire dal libero esercizio del diritto di voto e di elezione da garantire a tutti in modo indipendente.

Le federazioni italiane delle persone con disabilità FAND e FISH, che costituiscono l’ossatura fondamentale del FID, hanno ribadito il loro fermo proposito di sviluppare modalità di dialogo e di concertazione per raggiungere posizioni comuni e condivise sui temi principali che riguardano milioni di persone con disabilità in tutta Italia.

FAND – FISH – Osservatorio Nazionale Disabilità: Giampiero Griffo nuovo coordinatore, di Franco Bettoni e Vincenzo Falabella

È Giampiero Griffo il nuovo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
La nomina di competenza del Ministro per la famiglia e le disabilità è stata ufficializzata questa mattina durante un incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza dei membri dell’Osservatorio stesso, delle rappresentanze delle Federazioni FAND e FISH e del sottosegretario Vincenzo Zoccano.
L’Osservatorio è organismo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità. Durante l’incontro il Ministro Fontana ne ha ribadito da un lato l’estrema utilità per l’assunzione delle decisioni e per il monitoraggio delle politiche e, al contempo, l’indipendenza.
L’Osservatorio è ora in grado di riprendere le sue attività.
Dagli anni settanta attento animatore del movimento delle persone con disabilità a livello nazionale e internazionale, Giampiero Griffo è uno dei componenti del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), organizzazione della quale ha promosso la nascita della sezione italiana. Dal 2004 al 2006 ha fatto parte della delegazione italiana che ha portato alla definizione e alla successiva approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, affiancando nel 2007 l’allora ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, all’atto della sottoscrizione del Trattato. Oggi, oltre a rappresentare in vari appuntamenti europei il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), presiede la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), alleanza strategica composta da organizzazioni non governative e da organizzazioni di persone con disabilità che si occupa di cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità in ambito internazionale.
Franco Bettoni e Vincenzo Falabella, presidenti rispettivamente di FAND e FISH, hanno espresso soddisfazione per la ripresa delle attività dell’Osservatorio e per la nomina di Giampiero Griffo a cui rivolgono un augurio per il nuovo impegno e piena disponibilità alla collaborazione.

FISH – Farmaci a scuola: un evento, un segno

“La necessità di alcuni bimbi e ragazzi di assumere farmaci essenziali durante l’orario scolastico è un tema nodale e assai delicato. Se non vengono superati gli ostacoli, spesso marginali, è a rischio la stessa inclusione oltre al diritto allo studio. Qualsiasi norma (e le indicazioni ci sono) ma anche buona prassi o eventi che scongiurino questo rischio li sosteniamo e diffondiamo.”
Così si esprime Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, in vista dell’evento della prossima settimana. Assieme al Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti – il 24 ottobre prossimo alle ore 12 presso la sede del Ministero – consegnerà il premio “6 con noi !” istituito dall’AICE (Associazione Italiana Contro l’Epilessia).
Il riconoscimento andrà alla classe 4D dell’Istituto Comprensivo n. 1 di Riccione “Annika Brandi” per aver realizzato, grazie all’insegnante Elena Cecchini, una buona prassi per la somministrazione di farmaco in orario scolastico con il coinvolgimento attivo di tutti i compagni di classe di Noah Perugini.
Un’azione inclusiva diffusa e consolidata dal 2005 in tutto il sistema scolastico italiano grazie alle Raccomandazioni Ministeriali per la somministrazione dei farmaci a scuola, incentivate e promosse dall’Associazione Italiana Contro l’Epilessia partendo nel 1992 a Bologna sul caso di una alunna con crisi epilettiche prolungate, Ninfa Maria Pesce.
La premiazione sottolinea come, grazie alla collaborazione tra la scuola e le associazioni ed alle Raccomandazioni Ministeriali, si sia realizzata una conquista per tutte le diverse patologie transitorie o croniche che necessitano la somministrazione di farmaco che non richieda competenze o discrezionalità medica.
Il premio AICE “6 con noi!” consta di 2.000 euro equamente ripartiti alla famiglia ed all’istituzione che, su persona con epilessia farmacoresistente, realizzino buona prassi per l’inclusione scolastica, formativa o lavorativa.
In Italia, lo ricordiamo, l’epilessia interessa oltre 300 mila italiani di cui circa il 40% permane in farmacoresistenza, ovvero le crisi si manifestano pur assumendo la terapia.

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FISH – Scacco al bullo, al via un nuovo concorso

“Le colonne dei giornali troppo spesso riportano angosciose vicende di violenza e di bullismo. Sovente riguardano anche persone con disabilità e, a rendere ancora più inquietanti questi fatti, sono investiti minori. C’è una linea comune che unisce questi episodi: l’aggressione contro chi appare diverso o più debole.”
Così il Presidente Falabella introduce i temi dell’ultima iniziativa della FISH. La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap si rivolge in questo caso alle ragazze e ai ragazzi che frequentano le scuole superiori di secondo grado per proporre loro il concorso “Scacco al bullo”.
Il concorso è realizzato all’interno del più ampio progetto “SOS Bulli! Coinvolgere i ragazzi è sempre la soluzione migliore”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Ma l’iniziativa conta anche sulla collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni (UNAR).
“Ci rivolgiamo volutamente ai giovanissimi sia per incentivare e premiare la loro creatività che per favorire al più presto la consapevolezza attorno ad aspetti di grande rilevanza sociale e convivenza civile.”
Il concorso “Scacco al bullo” infatti raccoglie opere (foto, racconti brevi, cortometraggi) incentrate sulla consapevolezza e sul contrasto al bullismo in tutte le sue forme, a prescindere dagli ambiti in cui si manifesti (scuola, società, social, web) e di chi siano le vittime.
Le migliori creatività per ogni categoria verranno premiate dopo attenta valutazione di una apposita giuria.
Tutte le indicazioni per partecipare al concorso sono disponibili nel sito www.scaccoalbullo.it
C’è tempo fino al 16 novembre prossimo.

Fish – Scuola: ancora emergenza disabilità

Con uno specifico dossier diffuso qualche giorno fa, il Ministero dell’Istruzione ha segnalato l’iscrizione nella scuola statale di 245.723 alunni con disabilità, in crescita rispetto allo scorso anno. Di questi, 21.434 frequentano la scuola dell’infanzia, 89.029 la primaria, 66.823 la secondaria di I grado, 68.437 la secondaria di II grado.
Il Ministero riporta anche i dati sugli insegnanti di sostegno: in quest’anno scolastico ne sono previsti 141.412. In linea teorica ogni insegnante di sostegno segue mediamente poco meno di due studenti.
“Da sempre sosteniamo che l’azione di sostegno deve essere assunta dall’intero gruppo classe e coinvolgere attivamente gli insegnanti curricolari oltre a quelli di sostegno, tutti però con adeguata formazione e aggiornamento”, sottolinea Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
“La recente stabilizzazione di circa 13.000 insegnanti di sostegno – prosegue Falabella – è un intervento positivo e che si aspettava da tempo, ma non sufficiente a garantire la continuità didattica e a fare in modo che tutti gli alunni con disabilità possano, ogni giorno, seguire proficuamente le lezioni. Secondo nostre stime, circa l’80% degli alunni ha cambiato due insegnanti di sostegno nel corso dell’anno, il 48% ne ha cambiati tre, il 15% ne ha cambiati quattro e il 6% addirittura cinque. E per questo anno scolastico non sembra vi siano segnali in controtendenza.”
Ma c’è un aspetto ancora più grave: “Solo una parte degli insegnanti di sostegno è in possesso di specifica abilitazione e quindi dimostrata formazione. Questo è un problema che persiste anche in questo anno scolastico. Accettereste che l’insegnante di inglese di vostro figlio non conosca quella lingua?”
Ed in ogni caso già in questi giorni si segnalano i consueti ritardi nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno, ma anche degli altri supporti all’inclusione scolastica e all’apprendimento.
Il fronte è ancora quello dell’assistenza all’educazione, alla comunicazione e al trasporto scolastico, affidati agli Enti locali.
“Paghiamo ancora lo strascico della riforma che ha soppresso le Province e dei conseguenti coni d’ombra, incertezza di risorse, ricadute operative e organizzative che ancora influenzano fattivamente la reale inclusione. Di fatto un numero significativo di alunni con disabilità inizia l’anno scolastico senza quei sostegni.”
E un ultimo dato riguarda le barriere presenti in troppe scuole. Secondo la Corte dei Conti, per l’anno scolastico 2017-2018, su un totale di 39.847 edifici attivi, più di 10.000 non erano in regola con la normativa sulle barriere architettoniche. Non a norma, in particolare, risultavano le scale e i servizi igienici, soprattutto nelle scuole del Mezzogiorno, oltre ad una generale scarsa presenza di segnali visivi, acustici e tattili nelle scuole di tutto il territorio nazionale.
“Queste ed altre emergenze che comprimono in modo irricevibile il diritto allo studio devono essere affrontate tempestivamente e con determinazione. Chiediamo al Ministro dell’Istruzione la convocazione immediata dell’Osservatorio per l’inclusione scolastica. Alle famiglie chiediamo di segnalare lacune, ritardi e violazioni perché solo grazie ad un’azione diffusa e condivisa si può accelerare il cambiamento.”

18 settembre 2018

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FISH e FAND incontrano il Presidente Conte

FISH e FAND, le due Federazioni maggiormente rappresentative delle organizzazioni delle persone con disabilità, hanno incontrato oggi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente anche Vincenzo Zoccano, sottosegretario del Ministero per la famiglia e le disabilità. Intento dell’incontro: fare il punto dei temi più urgenti sulle politiche per la disabilità.
“Abbiamo innanzitutto evidenziato al Presidente che esiste già un dettagliato Programma di azione sulla disabilità, approvato con DPR nell’ottobre dello scorso anno. – riporta Vincenzo Falabella, presidente FISH – Esso costituisce il risultato di una elaborazione comune di organizzazioni delle persone con disabilità, Ministeri, Regioni, Istituzioni pubbliche che si sono confrontate con impegno per due anni, all’interno dell’Osservatorio Nazionale sulla Disabilità, con l’obiettivo di attuare anche in Italia la Convenzione ONU.”
In effetti il Programma reca indicazioni operative (linee di azione e azioni specifiche) su moltissimi ambiti che interessano direttamente o indirettamente la qualità della vita delle persone con disabilità: dalla revisione dei criteri per il riconoscimento della stessa, alla vita indipendente, alla salute, al lavoro, allo studio e alla mobilità e altri aspetti.
“Abbiamo chiesto al Presidente di riprendere quel Programma e che il Governo assuma un ruolo centrale per la sua reale attuazione, rilanciando al contempo i lavori e la collaborazione dell’Osservatorio. L’Osservatorio va sicuramente riattivato quanto prima, tanto più vista la vocazione del nuovo Ministero per la famiglia e le disabilità. Il ruolo di raccordo fra i Ministeri e le Istituzioni che esso ricerca può essere ben supportato dall’Osservatorio.”
Oltre al Programma, le Federazioni hanno richiamato anche alcuni altri focus che oggi appaiono urgenti e centrali. Quello dell’inclusione lavorativa: mancano all’appello alcuni provvedimenti (linee guida e banca dati) e un ruolo maggiormente efficace dei nuovi servizi per l’impiego. Correlato alla inoccupazione c’è l’aspetto grave della povertà e dell’impoverimento di cui la disabilità è uno dei primi determinanti.
“Nell’imminenza dell’elaborazione della legge di bilancio, abbiamo sollecitato un adeguato finanziamento del Fondo per il ‘dopo di noi’, del Fondo per la non autosufficienza, di quello per le politiche sociali. Abbiamo ribadito però la necessità di adeguato monitoraggio e verifica sull’impiego reale ed efficace di questi Fondi. In particolare sulla non autosufficienza sarebbe più che opportuno delineare un Piano e livelli essenziali in modo da evitare disparità territoriali quanto mai evidenti.”
Vi sono anche ambiti che necessitano di una specifica azione normativa di sistema: è il tema dei progetti di vita indipendente, che dovrebbero uscire dallo sperimentalismo, e dei caregiver familiari su cui le Federazioni chiedono una norma che non sia al ribasso (solo indicazioni di principio) ma che garantisca tutele e diritti certi.
“Abbiamo anche ribadito la nostra contrarietà sullo stato di applicazione dei LEA. – sottolinea Falabella – A quasi due anni di distanza molte parti dei LEA risultano ancora disattese o solo parzialmente attuate. In particolare i ritardi più significativi riguardano proprio le prestazioni protesiche, cioè quegli ausili che riguardano sia la quotidianità di molte persone che la loro autonomia personale. Occorre intervenire, anche economicamente, e rimuovere queste lacune.”
Ed infine il tema dell’inclusione scolastica: si è attirata l’attenzione su alcune questioni strategiche complessive e che sono spesso connesse alle risorse o alla loro congrua allocazione.
“La riforma delle Province conserva ancora alcune ombre nella distribuzione di alcune competenze; si pensi al trasporto scolastico e agli assistenti educativi e alla comunicazione. Queste incertezze sono state affrontate e risolte temporaneamente con finanziamenti statali spesso frutto di emendamenti sul filo di lana di leggi di bilancio o di altri provvedimenti. La questione va affrontata in modo determinato una volta per tutte.”
Un incontro, quindi, molto denso di elementi, meritevoli di approfondimenti possibili solo se vi saranno realmente gli spazi e le occasioni.
“Da parte del Presidente abbiamo raccolto una attenzione verso le istanze presentate e l’intento di affrontarle progressivamente anche nel quadro del programma del Governo nella sua interezza e dei singoli Ministeri per le loro relative competenze, in particolare con il Ministero per la famiglia e le disabilità.”

14 settembre 2018

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FISH – Comunicato Stampa: Assistenti e badanti, segnali negativi nel “decreto dignità”

Il cosiddetto “decreto dignità”, nell’intento di contrastare i contratti a termine, rischia se convertito di arrecare danni economici alle famiglie e alle persone con disabilità, anche grave, che ricorrano al sostegno di badanti e assistenti personali. Sui contratti a termine, vengono aumentati i costi a carico non solo delle imprese, ma anche delle famiglie: per ogni rinnovo dovranno pagare un contributo aggiuntivo dello 0,5%, che si somma a quello già previsto dell’1,4%.
Al contratto a termine e al loro rinnovo le famiglie ricorrono molto spesso per gestire emergenze, per sostituire personale, per le mille necessità familiari che possono insorgere nella gestione di bambini, anziani non autosufficienti, persone con disabilità anche grave, o anche per rispondere agli altalenanti e incerti contributi pubblici.
In conseguenza del nuovo decreto, il costo stimato aggiuntivo sul contratto standard di una badante assunta per 24 ore a settimana può arrivare a 160 euro in più l’anno. Cifra che si aggiunge, ovviamente, alla retribuzione e ai contributi dovuti.
La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap auspica che si tratti di un errore sanabile in sede di conversione del decreto, tuttavia il segnale non è certo positivo in termini di attenzione alle famiglie, ai minori, alla non autosufficienza. E inoltre conferma il perseverare di una visione piuttosto miope rispetto al lavoro domestico su cui è necessario intervenire.
Si ricorda che, secondo i dati dell’Osservatorio INPS sui lavoratori domestici, nel 2016 sono stati registrati 866.747 lavoratori regolari, per la maggioranza lavoratori stranieri (75,0%) e con una netta predominanza della componente femminile (88,1%). Nonostante il numero dei collaboratori domestici sia cresciuto enormemente, arrivando quasi a raddoppiare nell’arco di un decennio (2002-2012), l’INPS ha rilevato a partire dal 2013 una contrazione del numero dei lavoratori regolari (-14,3% tra il 2012 e il 2016).
Questo calo riflette una reale diminuzione delle assistenti familiari nel nostro Paese? In realtà è esattamente il contrario: le assistenti familiari non solo non risultano in calo, ma anzi aumentano, e in questo momento proprio nel mercato del lavoro irregolare.
Ed infatti complessivamente si stima che le assistenti familiari (colf, badanti …) si attestino ben prudenzialmente oltre il milione e mezzo di unità.
Non è tutto: a fronte delle spese sostenute per il lavoro di cura privato le agevolazioni fiscali alle famiglie risultano assai limitate. Per tutti i contribuenti privati è prevista una deduzione dal reddito fino a 1.549,37 euro e limitata ai soli contributi previdenziali e assistenziali. Nel caso la prestazione sia resa a persone non autosufficienti è prevista, in aggiunta all’agevolazione precedente, una detrazione del 19% della spesa sostenuta, ma solo fino a 2.100 euro di spesa. È inoltre posto il limite reddituale di 40.000 euro. Peraltro su queste assunzioni le famiglie non godono nemmeno del sistema di incentivi di cui godono invece le aziende.
La presenza di una persona con grave disabilità rappresenta uno dei primi elementi di impoverimento del nucleo familiare e le spese di assistenza non compensate ne costituiscono una delle cause salienti.
“In questo scenario – rileva Vincenzo Falabella Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – non abbiamo certo bisogno che il ricorso al lavoro domestico venga ulteriormente vessato, anzi. Abbiamo tutti necessità di un intervento sistematico. E gli obiettivi immediati (oltre a quelli strategici) devono essere due. Il primo sostenere in modo molto più significativo queste spese familiari in una logica anche di supporto alla non autosufficienza e all’inclusione delle persone con disabilità. Il secondo: si usi più saggiamente la leva delle detrazioni e deduzioni anche per contrastare il lavoro nero.”
20 luglio 2018

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Fish – Comunicato stampa: FISH sul Codice delle disabilità

In questi giorni il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato l’intento, per ora senza declinarlo negli aspetti operativi, di promuovere un “codice delle disabilità” in cui concentrare tutte le norme in materia. Su tale ipotesi il Sottosegretario per la famiglia e le disabilità, Vincenzo Zoccano conferma che vi è stata una preliminare condivisione fornendo anche i primi dettagli.
Sembra di intendere che non si tratterà solo e tanto di un testo unico, quanto di uno strumento normativo che investa anche nuovi ambiti (caregiver, revisione dell’ISEE ecc.), introducendo nuovi benefici e razionalizzandone altri.
A questa prospettiva, pur non ancora delineata operativamente, fa eco la FISH, per voce del suo Presidente: “Pur apprezzando le prospettive che rilancino i diritti umani delle persone con disabilità, ci permettiamo di ricordare che la relativa Convezione ONU è già stata ratificata nel 2009 dal nostro Paese e rappresenta già il caposaldo e il riferimento per qualsiasi politica e produzione normativa che con quella devono essere congruenti. La stessa Convenzione prevede anche il coinvolgimento diretto delle organizzazioni delle persone con disabilità – “Nulla su di noi, senza di noi” – nelle decisioni e nelle politiche che le riguardano”.
Ma i timori di FISH riguardano anche i tempi per l’elaborazione di un atto verosimilmente ponderoso e complesso, lasso temporale che potrebbe incidere sulle contestuali necessità ed urgenze che sono improcrastinabili. Prosegue Falabella: “Mentre attendiamo e collaboriamo alla stesura di questo codice dopo averne compreso senso e perimetro, il Programma biennale d’azione (Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 2017), ampio e condiviso documento che dovrebbe orientare le politiche e i servizi per le persone con disabilità, dovrebbe essere reso operativo e questa è una competenza innanzitutto del Governo cui spetta di assumerne una regia propulsiva. Su questo attendiamo un segnale formale e concreto che al momento non abbiamo ancora raccolto. Ci sarebbero, a ben vedere, anche le prospettive avanzate dal Contratto di Governo che attendono di essere messe in cantiere, ad iniziare dall’aumento delle pensioni agli invalidi civili. Anche per questo beneficio ci auguriamo non si debba attendere il licenziamento finale del codice”.
Lo scenario politico e istituzionale, fluido e incerto, richiede un quotidiano e costante monitoraggio sulle iniziative di Governo, nel suo complesso e a livello dei singoli ministeri, e sull’attività parlamentare. È per fronteggiare questa necessità politica che la Giunta FISH venerdì scorso ha costituito una specifica task force per strutturare, ottimizzare e rendere ancora più tempestive le proprie iniziative e proposte.

18 luglio 2018

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Una nuova pubblicazione: La segregazione delle persone con disabilità

“È con orgoglio e soddisfazione che annunciamo questa pubblicazione, ora disponibile nelle librerie e nei canali distributivi online. Essa rappresenta contemporaneamente un punto di arrivo e, soprattutto, di partenza su un tema centrale nell’attività di FISH: il contrasto ad ogni forma di segregazione delle persone con disabilità.”
Con queste parole Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, presenta il volume “La segregazione delle persone con disabilità – I manicomi nascosti in Italia”, edito in aprile 2018 per i tipi di Maggioli Editore e curato da Giovanni Merlo (direttore di Ledha) e da Ciro Tarantino (Università della Calabria).
Le questioni, le istanze, le riflessioni proposte discendono da una partecipata Consensus Conference sul medesimo tema promossa nel giugno 2017 da FISH e che produsse, contando su un’ampia condivisione, uno specifico Poster contro la segregazione delle persone con disabilità nei servizi per l’abitare.
Il libro, di cui si consiglia la lettura, approfondisce questi temi con interventi di vari esperti che ne affrontano le diverse sfaccettature – esistenziali, normative, psicologiche, sociologiche, storiche ed ideologiche – accomunate dalla condivisa istanza di ripristinare il centrale diritto umano alla vita indipendente e di contrastare la violenza, talvolta anche subdola, che risiede nella segregazione.

La segregazione delle persone con disabilità – I manicomi nascosti in Italia
Maggioli Editore, 2018
A cura di Giovanni Merlo e Ciro Tarantino
ISBN: 8891626738
Pagine: 129
Prezzo: 16 euro (sconto del 15% sugli acquisti on line)
https://www.maggiolieditore.it/la-segregazione-delle-persone-con-disabilita.html

12 giugno 2018

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