Roma – Interruzione del servizio taxi per le persone con disabilità: Confermata la mobilitazione il 15 ottobre 2019

Non hanno portato a risultati concreti e soddisfacenti gli incontri tra il Campidoglio, le Organizzazioni delle persone con disabilità e i fornitori del servizio taxi svolti in questi giorni nel tentativo di ripristinare il trasporto per tutti coloro a cui era stato interrotto senza preavviso e per garantire il tempestivo avvio delle nuove modalità del servizio per tutti gli aventi diritto sulla base delle graduatorie pubblicate lo scorso 30 settembre. Ricordiamo infatti che la riforma del servizio non ha assicurato a partire dal 1° ottobre continuità alle prestazioni erogate dal precedente fornitore, causando gravissimi disagi agli utenti già in carico e lasciando centinaia di persone senza lavoro, terapie, privandole del loro diritto fondamentale alla mobilità.

Inoltre la possibilità prevista da Roma Capitale di chieder la restituzione economica delle spese sostenute dalle persone costrette a fronteggiare privatamente le proprie esigenze di spostamento non può essere considerata una misura adeguata e alternativa all’assenza del servizio, in un sistema attuale che mortifica il diritto di scelta degli utenti rispetto al vettore da utilizzare, mentre continuano a non essere definite le tempistiche di complessiva entrata a regime del sistema stesso.

Le persone con disabilità di Roma aspettano da ormai troppo tempo di veder rispettati i loro diritti, per questo viene confermata la mobilitazione generale indetta presso il Campidoglio per martedì 15 ottobre alle ore 14.30.

FISH LAZIO

FAND ROMA E PROVINCIA

CONSULTA CITTADINA PERMANENTE SUI PROBLEMI DELLE PERSONE HANDICAPPATE

UNIONE ITALIANA CIECHI IPOVEDENTI – ROMA

FID – Rinnovo cariche e Barbuto confermato presidente

Il 16 maggio si è tenuta a Roma l’assemblea del Forum Italiano sulla Disabilità che ha riconfermato Mario Barbuto nella carica di presidente e Antonio Cotura in quella di vice presidente.

Il Forum ha inoltre rinnovato il Consiglio direttivo e ha approvato la riforma dello Statuto che fa del FID un organismo più agile ed efficiente.

Il presidente Barbuto annuncia una sua lettera personale a ciascuno dei candidati al Parlamento europeo per chiedere un loro impegno preciso sui temi della disabilità, a partire dal libero esercizio del diritto di voto e di elezione da garantire a tutti in modo indipendente.

Le federazioni italiane delle persone con disabilità FAND e FISH, che costituiscono l’ossatura fondamentale del FID, hanno ribadito il loro fermo proposito di sviluppare modalità di dialogo e di concertazione per raggiungere posizioni comuni e condivise sui temi principali che riguardano milioni di persone con disabilità in tutta Italia.

FAND – FISH – Osservatorio Nazionale Disabilità: Giampiero Griffo nuovo coordinatore, di Franco Bettoni e Vincenzo Falabella

È Giampiero Griffo il nuovo coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.
La nomina di competenza del Ministro per la famiglia e le disabilità è stata ufficializzata questa mattina durante un incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza dei membri dell’Osservatorio stesso, delle rappresentanze delle Federazioni FAND e FISH e del sottosegretario Vincenzo Zoccano.
L’Osservatorio è organismo consultivo e di supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione delle politiche nazionali in materia di disabilità. Durante l’incontro il Ministro Fontana ne ha ribadito da un lato l’estrema utilità per l’assunzione delle decisioni e per il monitoraggio delle politiche e, al contempo, l’indipendenza.
L’Osservatorio è ora in grado di riprendere le sue attività.
Dagli anni settanta attento animatore del movimento delle persone con disabilità a livello nazionale e internazionale, Giampiero Griffo è uno dei componenti del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), organizzazione della quale ha promosso la nascita della sezione italiana. Dal 2004 al 2006 ha fatto parte della delegazione italiana che ha portato alla definizione e alla successiva approvazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, affiancando nel 2007 l’allora ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, all’atto della sottoscrizione del Trattato. Oggi, oltre a rappresentare in vari appuntamenti europei il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF), presiede la RIDS (Rete Italiana Disabilità e Sviluppo), alleanza strategica composta da organizzazioni non governative e da organizzazioni di persone con disabilità che si occupa di cooperazione allo sviluppo delle persone con disabilità in ambito internazionale.
Franco Bettoni e Vincenzo Falabella, presidenti rispettivamente di FAND e FISH, hanno espresso soddisfazione per la ripresa delle attività dell’Osservatorio e per la nomina di Giampiero Griffo a cui rivolgono un augurio per il nuovo impegno e piena disponibilità alla collaborazione.

FAND – Sopralluogo alla Stazione ferroviaria di Asti

Perché la stazione ferroviaria di Asti sia anche nostra
Alla stazione ferroviaria di Asti è entrato in funzione un nuovo servizio che, tramite altoparlante, invita i viaggiatori a non ingombrare i percorsi tattili per guidare i non vedenti e gli ipovedenti. E’ un piccolo, ma comunque utile, passo in avanti per consentire di poter fruire con migliore autonomia la struttura di Piazza Marconi.

Un sopralluogo di RFI e CentoStazioni
La stazione del capoluogo è tra quelle che, ferma restando l’erogazione dei fondi necessari, verrà interessata, presumibilmente già nel 2019, da un ambizioso progetto di messa a norma per migliorarne accessibilità e sicurezza. Ne hanno dato notizia tecnici di “RFI” (Rete ferroviaria italiana) e di “CentoStazioni” (società preposta alla riqualificazione delle stazioni ferroviarie) che mercoledì 12 dicembre u.s. hanno incontrato per un sopralluogo nella stazione di Asti Adriano Capitolo, Vice Presidente regionale e Presidente della FAND di Asti-Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità. Alcuni interventi sono già stati eseguiti, come i percorsi per raggiungere le biglietterie (comunque da rivedere) e le pensiline. All’imbocco del sottopasso è disponibile una mappa visivo-tattile per aiutare i disabili visivi ad orientarsi.
Ma resta ancora parecchio da fare. Alcuni correttivi potranno essere realizzati in tempi ragionevolmente brevi, ma per la parte più corposa degli interventi innovativi bisognerà attendere il via del progetto complessivo.
Per esempio, ad oggi, i self service per l’acquisto dei biglietti non sono utilizzabili da parte dei non vedenti ed hanno un’altezza che ne impedisce la fruizione anche alle persone su sedia a rotelle .

Muoversi lungo scale e pensiline
I monitor che indicano i treni in partenza e il binario sono posizionati troppo in alto sia in sala d’attesa che nel sottopasso e lungo i binari. In alcuni punti mancano gli indicatori tattili che segnalano l’inizio scale. Lungo la pensilina dei binari 2 e 3 dove fermano e ripartono i frequentatissimi convogli per Torino e Genova, non vi sono percorsi per intercettare l’uscita verso il sottopasso e neppure in direzione dell’ascensore. In attesa che vengano realizzati i percorsi tattili a contrasto cromatico per guidare i ciechi ed ipovedenti anche sui binari, la FAND ha chiesto che si ripristini il segnale sui binari 2 e 3 che conduce al sottopasso, rimosso, lo scorso anno , durante i lavori di ammodernamento.

Un totem speciale per ipovedenti
Proprio la collocazione “impossibile” dei monitor che avvisano del traffico ferroviario, ha indotto Adriano Capitolo a chiedere inoltre ai tecnici RFI la sollecita installazione, all’interno della stazione, di uno speciale totem (già in uso a Torino Porta Nuova) al servizio dei viaggiatori ipovedenti, ma utile anche, per esempio, alle persone anziane. Adriano Capitolo ha sottolineato, anche, le difficoltà per i non udenti ad interloquire con il personale delle biglietterie. Sarebbe sufficiente, ha spiegato, l’impiego di un tablet che, utilizzando un servizio gratuito della Regione, consente agli operatori di comunicare nella lingua dei segni.
Il presidente della FAND ha infine voluto sottolineare la disponibilità all’ascolto che, negli ultimi tempi, RFI ha dimostrato verso le problematiche dei disabili astigiani per la soluzione ottimale delle stesse.

La Fand
La FAND riunisce le seguenti Associazioni: Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (ANMIC), Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (ANMIL), Ente nazionale sordi (ENS), Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI), Unione nazionale mutilati per servizio (UNMS), Associazione nazionale guida legislazione handicap e trasporti (ANGLAT), Associazione ricerca, prevenzione e protezione autismo (ARPA).
La FAND ha sede ad Asti in via Quintino Sella 41.

FAND – Violenza psicologica: Le donne disabili non sono vittime di serie B, di Massimiliano Penna

Si è svolto sabato 24 novembre presso la Sala Stoppani dell’Istituto dei Ciechi di Milano il convegno dal titolo “Rompiamo il muro del silenzio: insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica”. L’evento, organizzato dalla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di persone con Disabilità) della Lombardia, si inseriva nel panorama delle iniziative promosse in occasione della “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, al fine di dare un contributo concreto alla riflessione generale sul tema, concentrando l’attenzione in maniera specifica sulla violenza psicologica subita dalle donne con disabilità.
Durante le 2 sessioni di lavoro, attraverso relazioni esposte da esperti qualificati e testimonianze dirette, ai partecipanti è stata offerta l’occasione di riflettere su un tema cruciale e delicato che, purtroppo, sovente non viene affrontato a causa di preconcetti e di una visione totalmente errata secondo la quale la donna con disabilità è priva di aspirazioni personali, capacità di decidere e di conseguenza va trattata solo come “oggetto” da assistere.
Troppo spesso, infatti, è la stessa vittima a non riconoscere come “violenza psicologica” tutti quei comportamenti spesso assunti proprio da chi dovrebbe assisterla. Le statistiche dicono che, pur non lasciando segni tangibili come quella fisica, la violenza psicologica è in grado di infliggere ferite altrettanto profonde, che arrivano ad annientare la personalità della vittima.
Dichiara il Presidente della FAND Lombardia Nicola Stilla: “Il titolo scelto per questo convegno, fortemente voluto e condiviso dalle 5 associazioni aderenti alla FAND, ha in sé un forte significato. Il muro che va abbattuto è infatti quello del silenzio che impedisce alla vittima di parlare e rivendicare i propri diritti, nonché il silenzio dell’ambiente famigliare e sociale in cui questa vive; accade troppo spesso che famigliari, amici, colleghi e vicini di casa, per quieto vivere, preferiscano tacere piuttosto che condividere e denunciare episodi reiterati di violenza, che costituiscono veri e propri reati perseguibili dalla legge”.
In apertura del convegno la Coordinatrice della Commissione Regionale Pari Opportunità dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della Lombardia dottoressa Erica Monteneri ha sottolineato come, diversamente da quanto spesso si è portati a pensare, nella maggior parte dei casi la violenza non è perpetrata da sconosciuti. È nell’ambito famigliare infatti che avvengono i casi più numerosi di violenza, sia di genitori nei confronti delle figlie, sia di figli adulti nei confronti di donne anziane, sia di partner nei confronti delle compagne, sia di caregivers professionisti.
Prendendo in esame il rapporto di coppia, si può affermare che l’evoluzione della prassi di violenza presenta atteggiamenti costanti: dapprima l’elemento dominante isola la compagna impedendole relazioni con l’esterno e controllando ogni sua mossa, quindi il predominio viene esercitato nei dialoghi quotidiani, così da impedirle di esprimere le sue ragioni e ingenerando in quest’ultima la convinzione di essere incapace, stupida e “sbagliata”, con il chiaro intento di suscitare in lei sensi di incertezza e di colpa. Dalle critiche si passa poi al disprezzo vero e proprio fatto di offese, minacce, ricatti e accuse infondate. Tutto questo è indice di un livello di violenza che, progressivamente, diventa drammaticamente elevato e porta al lento annullamento della vittima.
Come emerso dalla relazione esposta dal dottor Stefano Bissaro della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, oltre che moralmente deprecabile, la violenza psicologica nei confronti della donna con disabilità costituisce una vera e propria discriminazione, che lede la sua dignità. Tale discriminazione si fonda sull’incrocio di 2 fattori di fragilità (il genere femminile e la disabilità), che rendono l’impatto del comportamento discriminatorio ancora più destabilizzante. La Costituzione italiana all’art. 38, come confermato dall’interpretazione della Corte Costituzionale, sancisce il diritto della persona con disabilità all’assistenza di cui ha bisogno per poter essere inclusa a pieno titolo nella società.
Al di là delle garanzie assicurate dal legislatore, tuttavia, si rende necessario un vero e proprio “scatto culturale”, che porti a considerare la donna con disabilità non per la patologia dalla quale è affetta, ma in primo luogo come persona. Gli stessi centri antiviolenza e le case-rifugio per donne maltrattate troppo raramente sono accessibili a donne con disabilità; basti pensare alla mancanza conclamata di interpreti della lingua dei segni per le donne sorde o sordo-cieche. Se ne è avuta conferma dalla testimonianza di Laura (nome di fantasia), ragazza con disabilità visiva che al termine dei propri studi di scuola superiore ha trovato la forza di denunciare le violenze psicologiche subite in famiglia e, dopo un’attesa lunga un anno, grazie al supporto degli operatori dell’UICI, è riuscita a trovare posto in una casa-rifugio, dove però si è dovuta confrontare con una realtà non preparata ad accogliere una donna con disabilità visiva.
“Le nostre associazioni – afferma la dottoressa Monteneri – organizzano sportelli di ascolto con operatori che possono aiutare le donne a prendere coscienza dei propri diritti ed a capire che i loro partner o caregivers hanno superato la linea di confine tra cura ed abuso psicologico. Occorre però anche che gli operatori stessi siano formati e in collegamento diretto con i centri antiviolenza, così da poter accompagnare le donne nel lungo e faticoso cammino verso il recupero della propria autonomia. Pertanto il primo obiettivo da perseguire è dare informazioni alle donne circa i loro diritti, in modo che non accettino passivamente ma combattano ogni forma di violenza psicologica e fornire loro ogni tipo di informazione circa servizi telefonici antiviolenza o centri antiviolenza operanti sul territorio. Il secondo grande obiettivo è invece ottenere dalle istituzioni che alle donne con disabilità sensoriali (anche plurime) siano rese pienamente accessibili le case-rifugio e gli ambulatori in cui dovrebbe operare personale appositamente formato per accoglierle (psicologi, personale medico, assistenti sociali, interpreti della lingua dei segni ed esperti in grado di assistere le donne con disabilità visiva) e che ad esse venga garantito pieno sostegno durante l’intero iter processuale. Siamo consapevoli che non sarà una sfida facile da vincere, ma il primo passo da compiere è sicuramente mettere in rete tutte le migliori competenze presenti all’interno delle nostre associazioni. Sarà un percorso lungo e faticoso, ma necessario per adempiere pienamente al compito morale delle nostre associazioni, che dovrebbero avere dei rappresentanti nei tavoli di confronto regionali e nazionali sulla violenza di genere”.
“La vicinanza delle istituzioni anche in un confronto come quello avvenuto sabato 24 novembre – dichiara Nicola Stilla – è fondamentale; rivolgiamo pertanto un sincero ringraziamento alla dottoressa Marilena La Fratta dell’Assessorato alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità di Regione Lombardia per la competenza con cui ha illustrato tutti i servizi in essere e le carenze da colmare. Accanto all’intervento della dottoressa La Fratta, sono risultati particolarmente significativi gli interventi delle relatrici avv. Antonella Faieta (capoufficio legale di Telefono Rosa), le psicologhe Nadia Muscialini (fondatrice del “Soccorso Rosa”, Mita Rendiniello del Centro Antiviolenza SVDSeD dell’Ospedale Mangiagalli di Milano affiancata dal dottor Salvatore Triolo, dottoressa Agatina Vitanza della Lega del Filo d’Oro, le dottoresse Antinea Pezzè e Anna Zinelli della casa-rifugio Daphne”.
Una giornata ricca di contenuti e spunti di riflessione nel nome della difesa della dignità delle donne con disabilità, che non devono essere considerate puramente come soggetti bisognosi di assistenza, ma come patrimonio culturale aggiunto dell’intera società.

FAND – Disabilità: servono fatti

A pochi giorni dalla settimana dei diritti delle persone con disabilità e dalla giornata internazionale del disabile, la Fand di Asti (Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità) riunitasi in assemblea, fa sentire con forza la propria voce per denunciare che negli ultimi anni si è registrato un preoccupante passo indietro nella soluzione delle problematiche che affliggono i cittadini colpiti da handicap. Troppo spesso, dopo promesse e proclami le porte si sono richiuse ed è tornato il silenzio.

Un rapporto complicato
Continua ad essere complicato il rapporto con le istituzioni: il 20 ottobre 2017, in un incontro con il sindaco Maurizio Rasero e la Giunta comunale, la Fand aveva consegnato un documento contenente alcune proposte e richieste di interventi, ma, ad oggi, nessuna risposta è arrivata. Per tentare di sbloccare lo stallo la Fand, durante la recente assemblea, ha deciso di coinvolgere il Prefetto affinché si faccia garante di una regia che favorisca il confronto tra associazioni e istituzioni per pianificare interventi strutturali, di comunicazione, oltreche di formazione delle persone che devono interagire con soggetti disabili. Si pensi, per esempio, fa rilevare la Fand, all’importanza di ottenere una collaborazione con Asl e Università di Asti per fornire agli studenti di Scienze infermieristiche e di Servizi Sociali nozioni sempre più specifiche per supportare utenti con handicap visivi, uditivi e non solo.
Un secondo obiettivo riguarda la possibilità di attuare un protocollo d’intesa con gli Ordini professionali per promuovere scelte e progetti condivisi. “Perché – sottolinea Adriano Capitolo presidente della Fand – da 40 anni si parla di abbattere le barriere architettoniche e invece si continua a costruirle. Da parte nostra – ha aggiunto – vi è piena disponibilità a collaborare e a concertare con qualsiasi soggetto si apra al confronto”.

L’autonomia resta un sogno
Persistono situazioni paradossali, spesso risolvibili o comunque mitigabili con investimenti di modesta entità e un po’ di buona volontà. Per i disabili la fruizione degli spazi interni di banche, uffici, negozi, centri commerciali, non è ancora a 360°. Anzi la loro autonomia è pesantemente condizionata. All’ospedale Cardinal Massaja il percorso per non vedenti si arresta al bancone dell’accettazioni: di qui in poi bisogna affidarsi al buon cuore dei volontari. I banconi stessi non rispettano la normativa per la fruizione da parte di persone in carrozzina. Semplicemente sono troppo alti, vere barriere all’accessibilità del servizio pubblico.
Per i non udenti è impossibile comprendere e farsi comprendere poiché esiste ancora un forte ritardo nella assimilazione e utilizzazione da parte degli enti di forme di comunicazione non verbale. Ostacolo insormontabile? No. La Fand ricorda che esiste una soluzione tecnologica, di cui l’Asl (e non solamente) potrebbe e dovrebbe dotarsi: si tratta di un tablet il quale permette di collegarsi gratuitamente ad un servizio della Regione Piemonte, che fornisce, in tempo reale, la traduzione nella lingua dei segni da parte di operatori specializzati. Sempre in campo sanitario la Fand intende sollecitare ad Asl e Ordine dei medici, una ricognizione sugli ambulatori dei medici di base, spesso situati in condomini o luoghi con accesso difficoltoso per i portatori di handicap, per redigere una mappa che permetta di individuare quelli più a portata dei pazienti con disabilità.
L’elenco degli “ostacoli” è lungo: dalle apparecchiature che erogano i ticket salvacode inutilizzabili da parte di cittadini con disabilità visive, al parcheggio selvaggio (quasi sempre impunito), agli elementi di decoro urbano pubblici e privati autorizzati. Per un non vedente o un cittadino con difficoltà motorie i sacchetti dei rifiuti o i cassonetti condominiali sui marciapiedi costituiscono un’insidia. Molto sentite inoltre le limitazioni che in estate colpiscono il trasporto pubblico extraurbano con 15 giorni di stop totale ad agosto e la riduzione delle corse sempre nel periodo estivo.
La Fand insisterà con la nuova presidenza Asp per ottenere un incontro con il personale aziendale “al quale spiega Capitolo – prospettare le nostre istanze. Credo che parlando direttamente con loro, faccia a faccia, sia più facile capirci e condividere le nostre esigenze con le loro”. Per altro la Fand riconosce ad Asp di aver attivato, sui bus urbani, un sistema di comunicazione vocale davvero efficiente.

Parliamone, ma poi serve agire
Sulle iniziative relative alla disabilità che nei prossimi giorni si terranno anche ad Asti la Fand ha una posizione chiara: “Convegni, incontri e dibattiti sono utilissimi per capire, confrontarsi, cercare soluzioni. A condizione che alle parole seguano fatti concreti”. Una prima opportunità per tutte le Amministrazioni comunali e provinciali è quella di inserire nei bilanci di previsione 2019/2021 di prossima approvazione dei rispettivi Consigli, le necessarie risorse finanziarie per progetti e iniziative di eliminazione delle barriere e non solo architettoniche, indispensabili a garantire i diritti delle persone con disabilità.

La Fand
La Fand riunisce le seguenti associazioni: Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic), Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil), Ente nazionale sordi (Ens), Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), Unione nazionale invalidi per servizio (Unms), Associazione nazionale guida legislazione handicap e trasporti (Anglat), Associazione ricerca, prevenzione e protezione autismo (Arpa). La fand ha sede ad Asti in via Quintino Sella 41.

Asti 30 novembre 2018

FAND – Convegno “Rompiamo il muro del silenzio: insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica”

Si terrà sabato 24 novembre a Milano presso la Sala Stoppani dell’Istituto dei Ciechi il convegno dal titolo “Rompiamo il muro del silenzio: insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica”.
L’evento è organizzato dalla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) della Lombardia e si inserisce nel panorama delle iniziative per celebrare la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.
Nell’arco delle 2 sessioni di lavoro, attraverso relazioni presentate da esperti qualificati e testimonianze dirette, verrà affrontato un tema che, purtroppo, spesso viene lasciato in secondo piano: la violenza di tipo psicologico che vede come vittime le donne con disabilità.
Non meno devastante di quella fisica, la violenza psicologica è ancora più subdola poiché, non lasciando segni visibili, spesso sono le vittime per prime a non riconoscerla.

Programma:
08.30 registrazione partecipanti
09.00 saluto d’apertura e intervento delle autorità
09.40 presentazione del convegno a cura della dott.ssa Erica Monteneri (Commissione Regionale Pari Opportunità UICI Lombardia)
09.50 relazioni:
– Dott.ssa Irene Pellizzone, (Università degli studi di Milano)
“La violenza psicologica come forma di discriminazione: il punto di vista del diritto costituzionale”
– Silvia Piani, (Assessore regionale alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità)
“Politiche e servizi antiviolenza attivati in Regione Lombardia”
– Antonella Faieta (Telefono Rosa)
“Rete di protezione del telefono rosa per le donne con disabilità”
10.50 Dibattito;
11.10 coffe break
11.40 relazioni:
– Nadia Muscialini (Soccorso Rosa)
“Violenza psicologica: impariamo a leggere i segni del linguaggio del corpo”
– Mita Rendiniello (Centro Antiviolenza SVDSeD Ospedale Mangiagalli di Milano)
“Violenza di genere: nuove prassi operative tra SVSeD e L’ENS”
12.20 Dibattito
13.00 Pausa Pranzo
14.30 Ripresa dei lavori
– testimonianza: Malia Turchi
– testimonianza: Clarissa Bartolini
14.50 relazioni
– Agatina Vitanza (Lega del Filo D’Oro)
“La sottile linea rossa che segna il confine tra la cura e l’abuso psicologico”
– Antinea Pezzé e Anna Zinelli (Centro Antiviolenza “Donne e Diritti” – Casa Daphne)
“Disabilità e violenza: l’importanza del lavoro in rete!”
15.30 Dibattito
16.10 Conclusioni
Per ulteriori informazioni, Segreteria FAND Lombardia – tel. 02/76.01.18.93.

FAND – La denuncia della FAND: Enormi disagi per chi usa i bus. Appello ai sindaci e alla politica

Grossi disagi per i disabili della provincia di Asti che utilizzano l’autobus nel periodo estivo. Come ogni anno, la riduzione delle corse extraurbane nel mese di agosto ha riproposto il problema annoso dell’inadeguatezza del servizio di trasporto pubblico per chi non può usufruire di mezzi alternativi. “Il peggio – spiega Adriano Capitolo, presidente provinciale della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità), che in queste ore ha denunciato il problema alle telecamere del TgR Rai – l’abbiamo vissuto nelle due settimane centrali di agosto, con la sospensione totale del servizio. Molti di noi, non potendo contare su altre forme di trasporto, sono stati costretti a rinviare appuntamenti importanti e, in alcuni casi, a rinunciare a visite e cure. Il servizio a chiamata dedicato al trasporto delle persone con disabilità è stato completamente interrotto per l’intero mese di agosto. Le tre corse giornaliere di andata e ritorno per il capoluogo (in alcuni casi ridotte a 2), peraltro effettuate solo nella fascia mattutina non hanno coperto a sufficienza le necessità di tutti, in un periodo in cui anche i già pochi volontari si concedono le meritate vacanze”.

Partendo da questi presupposti, la Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità torna a chiedere alla Regione Piemonte e alle istituzioni competenti di assumere tutti i provvedimenti del caso, perché situazioni del genere non abbiano a ripetersi in futuro. “Al di là delle promesse – prosegue Capitolo – le cose non cambiano e, di anno in anno, i problemi tornano a ripresentarsi. Ricordo che ci sono disabili che hanno un posto di lavoro conquistato faticosamente, che non possono rischiare di perdere a causa dell’incapacità di pianificare politiche adeguate per la disabilità. Senza contare che il trasporto pubblico locale è un servizio importante per tutti, penso ad esempio ai numerosi anziani che non hanno la possibilità di spostarsi in auto”.

Oltre all’appello, la FAND si dice pronta a collaborare con le istituzioni: “Siamo disponibili – conclude Capitolo – a condividere e a proporre soluzioni per il miglioramento del servizio di trasporto pubblico. In questa occasione, rinnoviamo con urgenza un invito già lanciato in passato. Chiediamo che le fermate dei bus e l’intero parco mezzi siano dotati di tutti i più moderni strumenti in grado di agevolare la fruizione del servizio da parte dei disabili. Penso, ad esempio, alla sintesi vocale. Faccio appello alla solidarietà dei sindaci e di tutti i rappresentanti del territorio presso le istituzioni locali e nazionali, perché ci aiutino a risolvere un problema annoso”.

Incontro col Ministro Lorenzo Fontana, di Eugenio Saltarel

Oggi, 19 giugno 2018, la Fand (Federazione tra le Associazioni nazionali delle persone con disabilità) è stata ricevuta su invito del Ministro per la famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana e del Vice ministro e sottosegretario Vincenzo Zoccano. Si è trattato di un primo incontro, cui, su proposta del Ministro, ne seguiranno altri a scadenza periodica, per approfondire tutti i temi che riguardano il settore della disabilità in un confronto con le associazioni così dette storiche. Oltre all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, erano presenti: Bettoni (Fand), Pagano (Associazione mutilati e invalidi civili), Savagnone (Arpa che si occupa dei figli autistici), Romeo (Anglat che si occupa della patente di guida per i disabili), Petrucci (Ente nazionale sordi), Leopardi (Unms – Unione Nazionale Mutilati per Servizio) e l’avvocato Borella. Ogni associazione ha presentato in breve le ragioni che l’hanno costituita e i problemi delle persone che rappresenta, ottenendo dal Ministro la volontà di accrescere la conoscenza dei problemi proposti. L’impegno del Ministero è quello di poter intervenire con tutti gli altri Ministeri nel momento in cui si prevedono iniziative di leggi o quant’altro che riguarda il settore in discussione.
Ci siamo lasciati, dandoci appuntamento per il prossimo incontro e impegnandoci a mettere per iscritto l’elenco delle situazioni che vorremmo risolvere in questo periodo.

Trasporto pubblico locale e persone con disabilità: Asstra, Fand e Fish sottoscrivono un accordo

Roma, 29 marzo – Una novità assoluta per l’Italia: i Presidenti di ASSTRA (Associazione maggiormente rappresentativa delle imprese di trasporto pubblico locale), di FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità) e di FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), hanno sottoscritto oggi uno storico impegno di collaborazione.
L’accordo è improntato ad una concreta e sinergica collaborazione da attuare sia a livello nazionale che locale. L’obiettivo è al contempo civile e ambizioso: favorire la più ampia garanzia del diritto all’accessibilità, alla mobilità e al trasporto delle persone con disabilità. Lo richiedono, oltre che la volontà di migliorare sempre più la qualità dei servizi anche fondamentali atti internazionali, già recepiti dal nostro Paese, che vanno dalla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità alla vigente regolamentazione europea in ambito di trasporto, mobilità e accesso non discriminatorio ai servizi pubblici.
In particolare l’accordo promuove la formazione finalizzata a supportare e informare le imprese di trasporto pubblico locale sui diritti dei viaggiatori con disabilità e sulle soluzioni per l’accessibilità dei servizi così fondamentali per milioni di cittadini e quindi anche per i cosiddetti Passeggeri a Ridotta Mobilità (PRM).
Ma oltre alla formazione, verranno costituiti Tavoli tecnici di consultazione e di audit per individuare, in modo condiviso, le migliori e preferibili soluzioni tecniche e organizzative per la fruibilità – da parte di tutti – dei mezzi, delle strutture e dei servizi.
Una sfida, anche questa, strategica ma ineludibile che consentirà di orientare al meglio la scelta dei mezzi, gli interventi per la rimozione delle barriere, la progettazione di nuove infrastrutture, l’adozione di coerenti soluzioni per il supporto ai passeggeri con disabilità o con mobilità ridotta.
Al momento della firma, Massimo Roncucci, Presidente di ASSTRA, ha dichiarato: “Grande soddisfazione per questo primo passo che avvicinerà le nostre imprese alle esigenze delle persone con disabilità grazie alla collaborazione con le Federazioni FAND e FISH. Questo ci aiuterà a rendere sempre più accessibile e universale un servizio che per definizione è essenziale per la qualità della vita delle persone”.
“Il diritto alla mobilità è funzionale all’esigibilità concreta di molti altri diritti di cittadinanza, di altri servizi e opportunità – rileva Franco Bettoni, Presidente della FAND –; la sottoscrizione di questo accordo ci rende soddisfatti ma, al contempo, pienamente consapevoli e responsabili di quanto ciò sia solo l’inizio di un percorso che dà continuità all’esperienza acquisita in questi anni da protagonisti, congiuntamente con la FISH, in azioni ed interventi, in coerenza con la Convenzione Onu e con i Regolamenti Europei, al fine di garantire ai milioni di passeggeri con disabilità e a ridotta mobilità (PRM), l’accesso indiscriminato all’intero sistema di trasporto pubblico ed ai servizi ad esso connessi”.
“Questo accordo rappresenta un traguardo e un punto di partenza – fa eco Vincenzo Falabella, Presidente della FISH -; è un traguardo perché giunge al termine di un impegno comune a favore del diritto alla mobilità, ma è soprattutto il punto di partenza che consente di guardare alle buone prassi già esistenti come esempio e di osservare le criticità in un’ottica propositiva. Ed infine consente di trasmettere a tanti operatori la consapevolezza della disabilità, non in termini pietistici, ma operativi e concreti”.

NOTA

FAND è la Federazione che riunisce le associazioni storiche delle persone con disabilità: ANMIC, ANMIL, ENS, UICI, UNMS, ANGLAT ed ARPA. La FAND è un organismo nazionale valido a rappresentare le esigenze globali delle persone con disabilità presso lo Stato, le Regioni, gli Enti Locali, le forze politiche e sociali del paese, Enti, Associazioni, Fondazioni ed Istituzioni pubbliche e private, facendosi portavoce degli interessi e dei diritti delle persone con disabilità, attraverso le Associazioni aderenti, le quali, con riconoscimenti e specifiche competenze, sono titolate ad intervenire nelle seguenti materie: invalidità civile, invalidità del lavoro, invalidità per servizio, sordità ed ipoacusia, cecità ed ipovisione, disabilità intellettive/relazionali, accessibilità, guida, trasporto pubblico e privato, turismo, sport e tempo libero.
www.fandnazionale.it

FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), costituita nel 1994, è una organizzazione ombrello cui aderiscono alcune tra le più rappresentative associazioni impegnate, a livello nazionale e locale, in politiche mirate all’inclusione sociale delle persone con differenti disabilità. I principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità costituiscono un manifesto ideale per la Federazione e per la rete associativa che vi si riconosce e che individua nella FISH la propria voce unitaria nei confronti delle principali istituzioni del Paese.
www.fishonlus.it

ASSTRA – Associazione Trasporti, è l’associazione datoriale, nazionale, delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia, sia di proprietà degli enti locali che private. Aderiscono ad ASSTRA le aziende del trasporto urbano ed extraurbano, esercenti servizi con autobus, tram, metropolitane, impianti a fune, le ferrovie locali, nonché le imprese di navigazione lagunare e lacuale. Rappresenta le esigenze e gli interessi degli operatori del trasporto pubblico nelle adeguate sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. Svolge a livello internazionale e nazionale azioni di sostegno a favore della mobilità collettiva e sostenibile. Promuove e sostiene ogni attività volta allo sviluppo delle imprese associate facendo opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sui valori ambientali, sociali ed economici dell’attività di trasporto e sul ruolo di questo servizio nello sviluppo del Paese.