Vaccinazione dei disabili tra stranezze interpretative e dubbi procedurali

Autore: Giovanni Taverna

Ricordiamo tutti quando i telegiornali e gli organi di stampa annunciarono che i disabili gravi sarebbero stati sottoposti a vaccinazione nella seconda fase, cioè quella dedicata agli anziani over 80 e a poche altre categorie ritenute particolarmente deboli in rapporto al contagio. Ora la seconda fase è iniziata quasi in ogni regione italiana, ma i disabili gravi che chiamano i numeri previsti per le prenotazioni presso le ASL di competenza si sentono rispondere che non possono essere presi in considerazione al di fuori dell’età prevista perché “mancano le linee guida ministeriali sulle vaccinazioni dedicate ai disabili”. Ovviamente il primo pensiero va al forte dimagrimento della campagna di vaccinazione determinato dalla imprevista quanto enorme carenza delle dosi rispetto agli ordini effettuati, ma seppure con numeri ridotti rispetto al previsto, pare che sia preponderante il blocco costituito dalla mancanza di istruzioni ministeriali in merito. Ad aumentare la confusione giungono però notizie, per dir così, “a macchia di leopardo” di singole ASL site in varie parti della nazione le quali, pur in mancanza delle famose linee, hanno tranquillamente iniziato a vaccinare i disabili gravi; si crea così, ancora una volta, la classica situazione di tutta l’attività sanitaria e assistenziale italiana: paesino che vai, assistenza che trovi, come se ognuna delle 800 e passa ASL territoriali fosse una piccola repubblica autogestita. Altro che stato federale! Ma veramente mancano queste benedette istruzioni specifiche sulla seconda fase? Alcuni, molte regioni e ASL derivate, sostengono di sì, il sottoscritto e molti altri dirigenti associativi di diverse entità legate ai disabili sostengono di no o almeno che l’eccessiva finezza interpretativa finisca per falsare il senso delle istruzioni esistenti. Per dare a ciascuno il modo di fare una valutazione personale del problema fornisco di seguito i brani che sono alla base della discordia. Il giorno 8 febbraio 2021, il Ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato un documento di aggiornamento delle categorie e dell’ordine di priorità dal titolo “Le priorità per l’attuazione della seconda fase del Piano nazionale vaccini Covid19”. In tale documento si legge:” Con riferimento alle categorie di individui con aumentato rischio clinico per comorbidità, sulla base delle conoscenze attualmente disponibili, si è reso necessario un approfondimento per poter fornire delle indicazioni di priorità nel maggior dettaglio e sono state prioritariamente considerate le aree di patologia riportate nella tabella seguente (tabella 1)”. Nella tabella , le aree patologiche definite sono: Malattie respiratorie, Malattie cardiocircolatorie, Condizioni neurologiche e disabilità sensoriale, intellettiva, psichica), Diabete/altre endocrinopatie severe, fibrosi cistica, HIV e via per un’altra decine di categorie   patologiche, compresa la sindrome di Down. Quello che interessa notare è la voce relativa alle Condizioni neurologiche e disabilità sensoriale, intellettiva, psichica. Orbene, qualche riga dopo nello stesso documento si afferma:

“Sulla base dei criteri già indicati, è stato pertanto definito il seguente ordine di priorità:

Categoria 1. Le persone estremamente vulnerabili, intese come affette da condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2 hanno un rischio particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di COVID-19, a partire dai 16 anni di età*;

Categoria 2: Le persone di età compresa tra 75 e 79 anni;

Categoria 3: Le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni;

Categoria 4: Le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età*;

Categoria 5: Le persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico;

Categoria 6: Le persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. “

Scusate, e le disabilità sensoriale intellettive e psichiche? Non vi aspettavate di trovarle nella categoria 1 o nella 2? Invece sono scomparsi dal radar, dato che quasi tutte le altre categorie patologiche della tabella 1 rientrano ovviamente nella categoria 1. Quindi se i disabili sensoriali o intellettivi e psichici aspirano ad essere vaccinati se va bene lo saranno in base alle categorie di età il che può anche voler dire categoria 5 o seguenti, a meno che non abbiano danni organici presistenti che li facciano rientrare comunque nella categoria 1; in sostanza , con buona pace di Arcuri e del ministero della sanità, i disabili sensoriali o per cause neurologiche e psichiche si troveranno bellamente distribuiti nelle rispettive fasce d’età, senza nessuna considerazione della disabilità grave che non costituisce evidentemente un fattore di fragilità sufficiente a somministrare il vaccino con un certo anticipo. Per noi disabili, o per lo meno per quei disabili che hanno sempre lottato per ottenere l’equiparazione ai cosiddetti “normodotati”, risulta abbastanza beffarda la conquista dell’uguaglianza con tutti gli altri proprio a causa di una pandemia che ci vede di parecchio svantaggiati di suo; basti pensare alle migliaia di disabili sensoriali chiusi in casa da quasi un anno, dato che usare trasporti pubblici in modo autonomo risulta proibitivo per un non vedente ad esempio; lo stesso valga per la mobilità autonoma, basata spesso sul tatto…. Don Milani affermava che non v’era peggiore disuguaglianza che trattare da eguali coloro che eguali non sono. Forse sarà bene ricordarlo al ministero della sanità chiedendogli dove sono finiti i dsabili gravi. Altrimenti saremo affidati al buon cuore o al pressapochismo di qualche direttore locale di ASL, e sarà fortunato il disabile che vince la lotteria del vaccino.

Dott. Giovanni Taverna

Consigliere Nazionale

Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti  UICI

Sicilia – Covid, ciechi e ipovedenti, minori difese e vaccini

Il presidente regionale dell’Uici, Minincleri ha scritto al governatore Musumeci e all’ assessore Razza per chiedere anche in Sicilia priorità nella somministrazione vaccinale per queste categorie protette. Ma anche per accompagnatori e collaboratori

Ciechi assoluti o parziali e ipovedenti gravi sono tra le categorie con minori difese rispetto al covid, perché ‘vedendo’ esclusivamente attraverso il tatto, sono costretti a toccare qualunque cosa, senza guanti o protezioni, esponendosi così al contagio”.

Lo ha ricordato il presidente dell’Uici regionale Gaetano Renzo Minincleri che ha indirizzato una lettera al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e all’assessore alla Sanità Ruggero Razza in cui chiede che queste categorie protette “abbiano priorità nella vaccinazione anti-covid”.

Minincleri, nella missiva, ha sottolineato come il Commissario per l’emergenza covid, Domenico Arcuri, abbia accolto l’appello lanciato dal presidente nazionale dell’Uici, Mario Barbuto, “per inserire le persone con disabilità visiva nel programma di vaccinazione delle prossime settimane”.

Barbuto, per ovvi motivi, aveva rimarcato anche la necessità di vaccinare anche accompagnatori e collaboratori che vivono in simbiosi con i ciechi.

Per esempio, ha detto Minincleri parlando della Sicilia, “il personale delle strutture dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in tutta l’Isola, della Stamperia Regionale Braille di Catania e del Centro regionale Hellen Keller, scuola cani guida, di Messina”.

Nella lettera il presidente Minincleri, oltre a dichiarare l’apprezzamento dell’Uici regionale per “la decisa e concreta azione intrapresa dalla Giunta Musumeci a tutela della salute dei cittadini siciliani”, e “consapevole delle difficoltà insite nella gestione dell’attuale emergenza sanitaria”, ha messo a disposizione le dodici strutture dell’Uici sul territorio Regionale.

Queste ultime si occupano anche di prevenzione dell’ipovisione, in particolare per le patologie legate agli schermi a luce blu, quelli di pc e telefonini, che hanno avuto un’impennata a causa della crescita esponenziale dell’uso di questi dispositivi a causa del telelavoro e della didattica a distanza.

L’Uici siciliano, inoltre, dall’aprile del 2020, ha approntato un help center telefonico per la dad rivolta sia a ciechi e ipovedenti che ai vedenti. Il centro fornisce assistenza agli insegnanti, ma anche supporto psicologico agli allievi, anche vedenti.

“Stiamo consolidando – ha detto Minincleri, che è un insegnante in pensione – una rete virtuosa dialogante sui bisogni degli studenti, siano essi non vedenti, ipovedenti o vedenti”.

E ha ribadito la denuncia sulla “carenza di dispositivi multimediali ed elettronici specifici per gli studenti in particolare con pluridisabilità”.

Nella foto: Gaetano Renzo Minincleri

Aosta – Vaccinazioni Covid-19

La sezione valdostana dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI)  ha concordato con l’azienda sanitaria della Valle d’Aosta una corsia dedicata per la vaccinazione anti Covid-sars 2 dei ciechi e degli ipovedenti e dei loro accompagnatori.

Gli interessati ad usufruire della corsia dedicata possono telefonare al numero dell’UICI 01 65 44 440 nei giorni di martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12 o lasciare un messaggio in segreteria indicando nome, cognome e numero di telefono (compresi eventuali accompagnatori), oppure inviare una mail a uicao@uiciechi.it.  L’elenco degli interessati sarà da noi inoltrato all’azienda sanitaria che procederà alle prenotazioni.

Catanzaro – Un anno di Covid19, testimonianza di una donna cieca

Autore: Luciana Loprete

“Abbracciare le nostre paure è il modo migliore per superarle”.

Ogni 31 Dicembre siamo lì pronti a fare il bilancio di tutto quello che è stato programmato e quanto di questo è stato realizzato, quanto siamo cresciuti o cambiati e quanti propositi abbiamo dimenticato per strada tra la frenesia .

Ormai è giunta la fine di questo 2020, un anno sicuramente complicato che ci ha fatto vivere in un turbinio di paure, sofferenze, attese, sentimenti contrastanti tra solitudine e un po’ di gratitudine.

Un anno in cui l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti avrebbe dovuto festeggiare 100 anni in tutta Italia.

L’UICI che sin da piccola per me è una famiglia alla quale appartengo, con la sua storia e le sue battaglie a favore di tutti i ciechi e gli ipovedenti. Con orgoglio e sentimento puro, abbiamo lavorato come sezione per celebrare questo avvenimento nella nostra Catanzaro che ha riconosciuto negli ultimi 20 anni l’UICI nel grande operato di Luciana Loprete.

Nel mentre dei festeggiamenti l’amarezza ci ha colpito nel constatare polemiche e tentativi infidi di sminuire il lavoro fatto per rappresentare chi non ha voce perché la realtà molto spesso è più complessa di come la comprendiamo.

Nei mesi successivi tutto ha seguito la dinamica della velocità, poco o nulla è stato esaminato, elaborato con attenzione e siamo stati spettatori di scene inaspettate tra catastrofi ambientali, morti improvvise, città e paesaggi vuoti, lockdown, crisi economica, contagi in espansione, smart working, scuole chiuse, ricerca spasmodica di strumenti di sicurezza personale quali mascherine e igienizzante.

Un virus insidioso e spietato che ha colpito la nostra quotidianità modificando i nostri ritmi di vita, limitando la nostra Libertà, le nostre certezze che sono crollate come i nostri modelli economici e sociali.

La cognizione di noi nello Spazio – Tempo; passato presente e soprattutto futuro è variata durante questi mesi facendosi sempre più strada la consapevolezza di non essere invincibili ma di avere dei limiti.

Ci siamo riscoperti fragili e bisognosi di quel contatto, di quegli abbracci che abbiamo dato per scontato e che spesso sono sinonimo di abbandono, di aiuto, di unione profonda, che permette di scoprire i timori, senza bisogno di una parola, senza una spiegazione.

Come Luciana donna e madre nata cieca, prima ancora che di essere riconosciuta in qualsiasi incarico istituzionale, ho voluto dare in prima persona l’esempio di quella solidarietà  che ci fa riscoprire il nostro essere umani; ho pensato a tutti i nostri soci che si sono ritrovati abbandonati e chiusi in casa da soli, ai ragazzi pluriminorati che hanno assistito alla sospensione di tutti i servizi sanitari essenziali, ai nostri alunni catapultati in una modalità di Dad senza assistenza.

Uno spirito di adattamento innato si è risvegliato in noi e ci ha permesso di realizzare che abbiamo la possibilità di diventare ciò che siamo capaci di essere.

Si può fare la differenza, per se stessi e per gli altri e nonostante le distanze infatti siamo riusciti a sentirci vicini, abbiamo migliorato le nostre conoscenze informatiche, e grazie alla disponibilità dei volontari ci siamo dedicati a fare la spesa e alla consegna di medicinali per anziani e disabili, donato la voce per audiolibri, ci siamo impegnati in attività laboratoriali tramite piattaforme, abbiamo avviato i servizi di supporti socio sanitari domiciliari, promosso la raccolta di sangue in sicurezza, attivato uno sportello di supporto per le donne disabili vittime di violenza, ci siamo attrezzati per garantire ausilio nelle attività scolastiche, e poi supporti psicologici telefonici ma anche il semplice fare compagnia tramite appuntamenti settimanali con le dirette Facebook  del programma “Non ci vedo.. ma Ci Credo”.

Abbiamo aumentato la creatività per non abbandonarci alla malinconia e ci siamo fatti forza dopo aver visto le morti e le battaglie in ospedali in piena solitudine.

Un anno contradditorio, dove le piccole cose sono diventate grandi e dove la privazione ci ha ridato un po’ di noi stessi con la consapevolezza che il dolore non sene andrà certo facilmente, le perdite lasciano dei vuoti facendo sentire a noi tutti il peso di questo anno.

Facendo squadra però abbiamo realizzato che possiamo affrontare gli eventi anche improbabili e improvvisi  senza passività. Nel tempo, saranno momenti come questi che daranno la certezza di aver veramente vissuto.

Auguro a tutti voi, di essere felici senza aspettare che la situazione cambi, nonostante tutto affrontando la Vita a Cuore aperto.

Luciana Loprete

Foto di Gruppo della sezione UICI di Catanzaro

Foto del coro delle voci bianche

Foto di Luciana Loprete e altre donne della sezione UICI di Catanzaro distanziate e con la mascherina sul viso

Foto scattata al monitor durante un meeting sulla piattaforma Zoom dove si vedono i volti delle persone in collegamento

Prestiti agevolati “Covid” – Entrata in vigore

A seguito della entrata in vigore delle modifiche introdotte dal Decreto-Legge del 14 agosto 2020, n.104 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 203 del 14 agosto 2020), recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” (di seguito “DL Agosto”), convertito, con modificazioni, dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, la garanzia statale al 100 % per i prestiti agevolati “Covid” fino a euro 30.000,00 è stata estesa anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore.

Tali finanziamenti, erogati dagli istituti di credito, prevedono un piano di ammortamento fino a 8 anni ed un periodo di preammortamento fino a 2 anni a tassi agevolati.

Infatti, a seguito del nulla osta concesso da parte della Commissione Europea, sono applicate alle richieste di ammissione all’intervento del Fondo presentate a partire dal 19 novembre 2020, le seguenti modifiche introdotte dall’art. 64 del DL Agosto:

  • ai sensi del comma 1 bis dell’art 64 Dl Agosto, in riferimento alle operazioni ai sensi all’art.13, comma 1, lettera m), del DL Liquidità, è possibile presentare le richieste di ammissione in favore imprese individuali, professionisti e studi professionali che esercitano le attività di cui alla sezione K del codice ATECO;
  • ai sensi del comma 3 dell’art.64 Dl Agosto, in riferimento alle operazioni ai sensi all’art.13, comma 1, lettera m), del DL Liquidità, è possibile presentare le richieste di ammissione in favore di “enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti”;
  • ai sensi del comma 3-bis dell’art 64, è possibile presentare richieste di ammissione in favore di imprese che hanno beneficiato di un prolungamento della garanzia per temporanea difficoltà ai sensi del paragrafo D parte de VI delle Disposizioni operative, a condizione che le stesse rispettino i requisiti previsti dall’articolo 13, comma 1, lettere g-bis), g-ter) e gquater), del DL Liquidità.

Per gli interessati, dovendo la domanda essere presentata autonomamente, si allega il modulo relativo alla richiesta da inoltrare.

Prestiti agevolati COVID Allegato 1 modulo richiesta.docx

Prestiti agevolati COVID Allegato 1 modulo richiesta.pdf

Determinazione della nuova percentuale di fruizione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione

articolo 125 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34

L’Agenzia delle Entrate, con determinazione protocollo 2020/381183 ha reso noto che la nuova percentuale di fruizione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione, di cui al punto 5.4 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 259854 del 10 luglio 2020, è pari al 47,1617 per cento.

L’ammontare massimo del credito d’imposta fruibile è pari al credito d’imposta risultante dall’ultima comunicazione validamente presentata ai sensi del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate prot. n. 259854 del 10 luglio 2020,  moltiplicato per la percentuale di cui al punto precedente e troncando il risultato all’unità di euro.

Ciascun beneficiario può visualizzare il credito d’imposta fruibile tramite il proprio cassetto fiscale accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate.

Al di la dei termini burocratici comunicati dall’Agenzia delle Entrate, quanto sopra, seppur di difficile comprensione, rappresenta la modalità di calcolo con la quale si è giunti a determinare l’aliquota finale del 47,1617 per cento. 

Pertanto, unicamente le strutture che avessero a suo tempo presentato idonea e apposita richiesta potranno usufruire di tale beneficio aggiuntivo, specificando in ogni caso che il beneficio sarà solo per la parte di percentuale addizionale.

A ogni buon conto si allega copia della determinazione adottata dall’Agenzia delle Entrate:

Credito sanificazione.pdf

Piemonte – Solidarietà: il Covid mette a rischio iniziative UICI

Il lanificio Cerutti acquista tavolette di cioccolata per garantire la prevenzione nelle scuole

“Grazie al Lanificio F.lli Cerutti anche nel 2021 potremo portare avanti la campagna di sensibilizzazione e di prevenzione della cecità nelle scuole del territorio. In questi mesi, il Covid ha inferto un duro colpo all’associazionismo, mettendo in discussione attività e iniziative considerate fondamentali. Ancora una volta, sarà l’intervento dei privati a mettere una toppa alle carenze del settore pubblico”.

Così il presidente dell’UICI provinciale, Adriano Gilberti, dopo la decisione dell’azienda biellese di acquistare e offrire ai propri dipendenti le confezioni di cioccolata che, fino all’anno scorso, tra i mesi di ottobre e maggio, l’Unione Ciechi distribuiva fuori delle chiese del territorio in cambio di un’offerta libera. Con i fondi raccolti, che si aggiungono al contributo stanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, vengono effettuate ogni anno circa 4.000 visite gratuite nelle scuole materne, elementari e medie della provincia.

“Anche nel 2021 potremo realizzare la campagna di prevenzione delle malattie oculari rivolta ai più giovani – continua Gilberti -. Conoscere le patologie della vista è fondamentale per i bambini in età scolare e per le loro famiglie. Quest’anno il lockdown non ci ha permesso di svolgere la consueta raccolta fondi. Pertanto siamo grati allo stilista Nino Cerruti, all’amministratore delegato Filippo Vadda e a tutta l’azienda per la grande sensibilità dimostrata in un momento particolarmente difficile per tutti. Si tratta senza dubbio di un segnale di attenzione e di amore nei confronti del nostro territorio”.

Brescia – Cofanetti di dolcezza in aiuto dell’Unione ciechi e ipovedenti

Autore: Irene Panighetti

Fonte: Bresciaoggi, del 4 Dicembre 2020

LA RACCOLTA FONDI. Il racconto di chi è costretto a ulteriori sacrifici causa Covid e il sostegno possibile con la donazione

Il mancato contatto fisico imposto dalla pandemia ha aumentato il disagio di chi ha bisogno del tatto per orientarsi e svolgere molte attività quotidiane

In questi tempi così duri le persone ipo o non vendenti devono affrontare sfide in più rispetto ad altre e cercano di farlo senza perdere la tenerezza né la dolcezza. Proprio la dolcezza è ciò che offre la sezione bresciana dell’Unione ciechi e ipovedenti (Uici) con la raccolta fondi basata sull’acquisto di golosità a basso prezzo. Contattando Uici (030 2209413/425) è possibile prenotare, al costo di almeno 9 euro, un cofanetto contenente quattro confezioni da 100 grammi ciascuna di cioccolato di vario tipo.

PER FESTEGGIARE il centenario dell’associazione è stata lanciata l’iniziativa «Gusta e vinci»: un cubo, da 10 euro in su, in plexiglass che contiene gelatine di cui alcune avvolte in un biglietto vincente (in palio trattamenti di bellezza, libri, buoni acquisto…). È un modo per sostenere chi ha dovuto mettere completamente in discussione il proprio modo di vita quotidiano: per chi ha la vista ridotta, o del tutto annullata, il tatto e il contatto fisico sono essenziali per orientarsi nello spazio e compiere gesti per altri banali. La relazione è quindi ancor più essenziale e non può essere sostituita dalla tecnologia. Certo, lo sviluppo di applicazioni per telefoni e pc ormai da anni ha facilitato molto la vita di chi ha disabilità visiva, ne è un esempio la possibilità per gli studenti di effettuare la didattica a distanza.

Ma i sacrifici sono grossi: lo sa bene Monica Taffi, 49 anni, nata con limitate capacità visive che da un paio di anni si sono aggravate, costringendola a sottoporsi a vari interventi per combattere il glaucoma. Lavora da casa e ha annullato i suoi momenti di incontro, trasferendoli sul web, «ma non è la stessa cosa – valuta – così come diverse sono state le vacanze estive che di solito trascorrevo con gli amici per una settimana e con i genitori per 15 giorni al mare. Quest’anno nessun appuntamento con gli amici e al mare ci sono andata solo perché mia madre ha insistito».

A Piera Loda il Covid ha cambiato la vita sportiva che per lei è essenziale: «Lo sport per me ha significato la possibilità di non lasciarmi abbattere dalla perdita totale della vista, che si è verificata attorno ai 25 anni, dopo esser stata ipovedente dalla nascita. Mi ha aiutata a trovare il mio bilanciamento, il mio equilibrio». Per questo da sempre Loda pratica tante discipline: «Negli anni Novanta frequentai un corso per immersione, con diverse gite alla Maldive: non potevo vedere i fondali, ma potevo toccare i coralli, le conchiglie e poi la sensazione di libertà che dava l’acqua era incredibile». Dai mari ai monti per arrivare, nel 2014, sulla cima del Monviso o sulle nevi di tante montagne a sciare: «Davanti a me c’è la guida che mi dà istruzioni tramite un amplificatore – spiega – e pure per correre ho sempre bisogno della mia guida». Nel 2017 ha festeggiato i suoi 50 anni alla maratona di New York e pettorina e medaglia sono appese in casa sua: costituiscono uno dei ricordi più belli, soprattutto in questi mesi durante i quali Piera non ha potuto praticare i suoi sport, per lo meno non come prima: non scia dallo scorso inverno, le corse ufficiali sono sospese e non può allenarsi in palestra. «Ho steso i tappetini in salotto e, posizionando il cellulare su un apposito supporto, ascolto le indicazioni della mia trainer, mi muovo, salto, alzo pesi…mi preparo per nuove sfide».

Link del webinar sullo Smart Working ad HANDImatica, di Valter Calò

Autore: Valter Calò

Di seguito il link per chi volesse riascoltare il Webinar tenutosi il giorno 28 novembre dal titolo “Le 1000 facce dello smart working. Come una persona con disabilità visiva “sopravvive” al tempo del Covid19″.

Evento tenutosi all’interno della manifestazione HANDImatica 2020 creato e gestito da Universal Access.

Nel link i relatori con le loro tematiche sono comodamente suddivisi per un facile ascolto.

PROGRAMMA:

Moderatore:

Michele Landolfo

Relatori:

Valter Calò. Smart working: Dalle criticità alle opportunità.

Chiara Tirelli. Normativa sul aggiornamento del posto operatore per persone non vedenti e ipovedenti.

Giuseppe Fornaro. Gruppi di auto aiuto e comunità. Superare la pandemia insieme.

Vito Saladino. Lavorare all’interno di un ospedale, dal centralino al front office.

Paolo Maggia. Come preparare il Computer di una persona non vedente e ipovedente? Quali software accessibili per Fornire assistenza informatica da remoto.

Guglielmo Boni. Lavoro al centralino con Skype for business e teams, formazione personalizzata E guidata a distanza.

Vito Rafaschieri. Esempio funzionale dell’utilizzo di una work station postazione di lavoro per ufficio e casa.

Kedrit Shalari. L’esperienza diretta di chi ha vinto la sfida di un concorso pubblico.

Sauro Cesaretti. (Accessibility days) abbattere le barriere digitali.

Rossy KK e Silvia Fattori. Quali sono le risorse e le competenze necessari per affrontare questo periodo di cambiamenti?

Link:

Progetto SOS: “Sostegno, Operatività, Sinergia” finanziato da Gilead Sciences Srl

Bando COMMUNITY GRANTS PROGRAM EMERGENZA COVID-19.

Durante il periodo del primo lockdown, la nostra struttura di Progettazione ha  presentato un progetto rivolto ai soci anziani e ai minori ciechi, ipovedenti, anche con disabilità plurime.

Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto la conferma della valutazione positiva del progetto SOS. “Sostegno, Operatività, Sinergia”, finanziato da Gilead Sciences Srl all’interno del bando COMMUNITY GRANTS PROGRAM EMERGENZA COVID-19.

Il progetto prevede nelle sue tre azioni la distribuzione ai territori di 150 dispositivi Alexa AMAZON ECHO DOT. III Generazione, secondo la suddivisione rispondente agli obiettivi progettuali:

  • Due dispositivi per ogni sezione dove sono in corso progetti di Servizio Civile Universale (N. 62 dispositivi per n. 31 strutture territoriali);
  • Un dispositivo per ciascuna delle altre strutture territoriali che non hanno in corso progetti di servizio civile (N. 76 dispositivi );
  • Dieci dispositivi  da distribuire attraverso  SlashRadio, secondo modalità definite dalla redazione;
  • Due dispositivi di riserva, al servizio dei tecnici che gestiranno la formazione.

Sarà cura di ciascuna Sezione identificare il socio o i soci di età superiore a 65 anni, ai quali verrà consegnato il dispositivo. Il nominativo o i nominativi prescelti dovranno essere inviati al seguente indirizzo mail:

archivio@uiciechi.it 

corredati di numero di telefono e indirizzo mail del socio o di un familiare.  Per info rivolgersi all’ufficio fundraising e progettazione della sede Nazionale. Tel. 0669988448/352 Mail: fundraising@uiciechi.it

Il progetto prevede una formazione di base sull’uso del dispositivo che sarà organizzata in piccoli gruppi e coordinata da un esperto tifloinformatico, tramite piattaforma zoom.

I dispositivi verranno recapitati nei prossimi giorni alle sedi territoriali che segnaleranno i nominativi di cui sopra, che dovranno pervenire entro il 15 Dicembre prossimo.

Ogni sezione partecipante individuerà un volontario, ove possibile del Servizio Civile Universale, che assisterà il socio nella fase di formazione, installazione e primo uso, così come previsto nel progetto. I volontari parteciperanno preventivamente a una breve fase formativa online per acquisire a loro volta le competenze necessarie. Confidiamo in una pronta e vasta adesione.