Il saluto del nuovo Presidente, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care amiche e cari amici,

mi rivolgo a voi per la prima volta nel ruolo di presidente nazionale della nostra amata Unione.
Un ruolo che mi onora oltre ogni immaginazione e che pone dinanzi a me, sopra di me, il senso della responsabilità, dell’urgenza, del dovere.
Sabato 15 marzo il nostro Consiglio Nazionale si è espresso con una maggioranza chiara nella elezione del nuovo presidente.
Devo e voglio ringraziare i consiglieri che mi hanno accordato la loro fiducia, ma desidero accomunare in un abbraccio anche quei quattordici componenti del Consiglio che si sono orientati su una opzione diversa.
Oso sperare di saper meritare con il tempo e con il lavoro anche il loro consenso.
Ancora una volta la nostra Unione ha saputo fronteggiare con serenità e chiarezza un altro passaggio difficile della propria storia, utilizzando gli strumenti previsti dallo statuto, in un contesto che ha consentito il libero confronto delle idee e la riaffermazione del principio di democrazia.
Così come tutti abbiamo convenuto nel corso di queste ultime tre settimane di confronto, conclusa la fase della elezione del presidente, da questo momento si guarda avanti e si cammina di nuovo insieme verso altri traguardi, pronti ad affrontare uniti gli ostacoli e le insidie che di certo non mancheranno.
Siccome i problemi sono tanti e il tempo, invece, davvero scarso, occorrerà concentrarsi soprattutto su alcune priorità assolute, cercando di fare bene le poche cose che si potranno fare nei prossimi diciotto mesi.

– Proteggere le conquiste normative raggiunte e puntare a nuovi obiettivi realistici.

– Tutelare le nostre strutture territoriali, cercando di metterle nelle migliori condizioni operative, ma premiando soprattutto i risultati del lavoro delle sezioni più attive.

– Assicurare risorse certe e continuative per svolgere al meglio i nostri servizi e salvaguardare l’esistenza stessa della nostra organizzazione.

– Preparare il XXIII congresso promuovendo una vasta partecipazione dei soci su tutto il territorio, mediante un confronto di idee e di proposte che consenta l’avvio di una stagione di riforma della nostra struttura per adeguarne regole e strumenti all’incalzare dei tempi.

Siamo appena entrati nel periodo delle assemblee sezionali che rappresentano la ricchezza più autentica della nostra Unione.
Approfittiamo delle assemblee per portare ai nostri soci e iscritti un messaggio di speranza e di fiducia, sottolineando tuttavia che i traguardi raggiunti si difendono con il lavoro di tutti e che i nuovi obiettivi si conquistano solo con una partecipazione ampia e unitaria.
Dal nuovo presidente nazionale soltanto due semplici parole di augurio rivolte a tutti e con affetto:
“buon lavoro!”.

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

Un altro strumento di democrazia partecipativa

Autore: Tommaso Daniele

Nasce oggi, 15 marzo 2012, il portale giornale.uici.it, il giornale elettronico fortemente voluto dal XXII Congresso Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e più volte sollecitato dalla base associativa. È per me motivo di grande soddisfazione poterlo presentare ed esprimere l'auspicio che esso diventi luogo di informazione a 360 gradi sull'impegno associativo, minuto per minuto.

La realizzazione del portale è solo l'ultima delle numerose iniziative intraprese dall'Unione per favorire la discussione e il confronto dialettico; ci limitiamo a ricordare le più recenti: le riunioni dei Presidenti regionali e le Assemblee dei Quadri dirigenti faccia a faccia e on-line; i corsi di aggiornamento e di formazione dei Quadri dirigenti, nonché del personale dipendente; le liste di discussione in seno alle Commissioni di lavoro; i siti web a livello regionale e provinciale; la rete di comunicazione a livello provinciale e regionale; i dieci Forum di discussione su materie di grande spessore culturale, sociale e politico; le numerose e preziose trasmissioni realizzate attraverso la rubrica "Parla con l'Unione" con cadenza settimanale. Iniziative queste che non sempre hanno corrisposto alle aspettative di chi le ha pensate e realizzate. Per quel che riguarda il portale ci auguriamo che le cose vadano diversamente: la sua realizzazione corrisponde ad un bisogno concreto di questo tempo, inoltre esso è stato pensato e disegnato a misura dell'intero corpo associativo, con la prospettiva, cioè, di coinvolgere tutti, dal Presidente nazionale alla molteplicità dei soci.

Faremo tutto il possibile per garantire che un così importante strumento di partecipazione democratica non resti una scatola vuota; io stesso ho voluto far parte, insieme a Luisa Bartolucci e Mario Barbuto, del Comitato di gestione per garantire il massimo dell'impegno e dell'attenzione. Faremo in modo che questo portale diventi la casa della trasparenza e che le sue finestre siano illuminate dall'impegno associativo giorno per giorno, minuto per minuto, in modo che tutti sappiano tutto, in modo che non ci siano zone d'ombra, così da sconfiggere, spero per sempre, la cultura del sospetto e della malevolenza, uno sport piuttosto praticato nel nostro ambiente.

Abbiamo tutti bisogno di serenità per portare avanti con successo la nostra battaglia contro i condizionamenti della cecità; abbiamo tutti bisogno di serenità per esercitare il nostro diritto-dovere di tutela e di rappresentanza degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti italiani; abbiamo bisogno di serenità per renderci conto che oggi più che mai il rischio di emarginazione e di esclusione sociale per i ciechi e per gli ipovedenti, e in genere per tutti i disabili, non è solo una prospettiva ipotetica ma una possibilità concreta che possiamo incontrare girando l'angolo. I diritti universali conquistati al prezzo di dure lotte e grandi sacrifici, sono a rischio in una società che non sa dove sta andando perché non ha più punti di ancoraggio sicuro.

La tempesta che si è abbattuta sull'indennità di accompagnamento e sugli altri diritti universali, quali l'inserimento lavorativo e l'integrazione scolastica, rappresenta un segnale inequivocabile di inversione di tendenza rispetto alla cultura solidaristica presente nella nostra Costituzione, nella legislazione europea, nei principi del Consiglio d'Europa, nelle Convenzioni delle Nazioni Unite. Un'inversione di tendenza che rischia di vanificare lunghi anni di lotta per la conquista della pari dignità e delle pari opportunità.

I ciechi e gli ipovedenti italiani non possono stare a guardare, devono battersi insieme agli altri disabili per un altro modo di essere, per un altro tipo di vita, per una diversa cultura, per una diversa civiltà. E, affinché la loro voce diventi ancora più forte, tutti insieme devono allearsi con la parte più debole di questa società, con quelli che non hanno niente da perdere; solo allora la loro missione di riscatto sociale potrà avere prospettive di successo. Un sogno rimane un sogno fino a che a sognare è uno solo, ma quando a sognare si è in tanti, quel sogno può diventare realtà.

Il portale può essere uno strumento prezioso per la circolazione delle idee, per il dibattito culturale, per il confronto dialettico, per la costruzione di una coscienza collettiva, per una percezione più chiara e distinta dei nostri diritti di disabili. Le nuove tecnologie rappresentano la via maestra per la nostra crescita individuale e collettiva, dobbiamo metterle a disposizione di tutti rinunciando a piantare bandierine di ogni tipo perché l'Unione è di tutti, perché tutti hanno contribuito a farla grande, forte, responsabile, consapevole del proprio ruolo e della propria storia.

Il portale realizzato per dirigenti e soci della nostra Unione, per le altre organizzazioni di ciechi e ipovedenti, per le federazioni degli altri disabili, potrà nel futuro spalancare porte e finestre alle altre organizzazioni sociali: partiti politici, sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro, consumatori, e ogni altra forma di aggregazione sociale. Forse, allora, il nostro processo di integrazione sociale si potrà dire davvero compiuto.

Per finire, desidero ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questo obiettivo, fra tutti mi sia consentito citare due persone che non hanno doveri istituzionali: Franco Carinato e Nunziante Esposito, che hanno prestato la loro opera a titolo assolutamente gratuito.