Speranze per il futuro, di Mario Barbuto

L’ingresso del nuovo anno porta sempre a formulare buoni propositi e felici auspici. La corsa spasmodica di mettersi alle spalle le vicende negative dell’anno, ci portano a parlare di solidarietà, altruismo e per primeggiare, magari, siamo pronti a tirare fuori anche i ricordi più remoti pur di attirare l’attenzione su di noi. Poi, come per incanto, le feste svaniscono, i suoni e le atmosfere colorate lasciano il posto alla frenesia e alla velocità del quotidiano che non ammette debolezze o ritardi. La presunta “normalità” si fa strada e con essa diventano evidenti i problemi e le difficoltà dei più deboli. L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, quasi alla soglia dei suoi primi 100 anni di vita, è ancora qui in prima linea a richiamare l’attenzione della società sulle responsabilità e i ritardi nella costruzione di un mondo civile. Per questo motivo abbiamo deciso attraverso le pagine de “Il Corriere dei Ciechi”, organo ufficiale della nostra associazione, di dedicare per tutto il 2019 una riflessione al decennale della sottoscrizione della Convezione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Non è mia intenzione fare l’enunciazione dell’articolato della Convenzione, ma credo sia giusto, invece, destare l’attenzione sulle inefficienze delle istituzioni nell’erogazione di servizi e sul mancato rispetto delle leggi, tantissime promosse anche grazie al contributo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, che sono costate passione, dedizione e tantissime lotte a tanti di noi.
La trasformazione sociale non può essere declinata solo da egoismi e fanatismi nella quale si privilegiano i “forti, sani e belli”; non si può dimenticare che la nostra giovane Repubblica è nata dalle ceneri di due grandi conflitti mondiali e nonostante tutto fosse distrutto e non esistesse più un sistema economico forte, fu la voglia di ricostruire e con l’entusiasmo di tanti se si potettero superare anche fratture culturali e ideologiche. Oggi mi chiedo dov’è andato a finire quel pensiero e quella voglia di lottare e cambiare per tutti la nostra società. Le persone con disabilità, per esempio, in questa società dell’immagine, dell’informazione a tutti i costi, del villaggio globale, molto spesso vengono chiamate in causa se possono essere trasformate in scoop. Non importa tanto se quella persona è rimasta chiusa in casa perché non funziona l’ascensore, perché un’auto o una moto parcheggiate male impediscono il passaggio, se non può salire le scale mobili perché è accompagnato dal cane guida, quando non può frequentare la scuola perché l’ente pubblico non ha i soldi per garantirgli il testo scolastico e ancora potremmo continuare su lavoro, anziani ecc. Ma questo potrebbe sembrare la sagra del piagnisteo. Per noi, per il nostro comune lavoro, per la nostra Unione, il proposito più bello sarà l’impegno di ciascuno a operare per tutelare la concordia e l’unità di intenti, necessarie a farci agire come un solo motore animato da una sola volontà collettiva e condivisa.
L’auspicio più importante sarà proseguire il cammino del rinnovamento e aggiungere altre conquiste associative nel campo del Lavoro che troppo spesso tarda ad arrivare; per sgretolare le barriere dell’isolamento delle persone con disabilità plurime; per i nostri ragazzi e per gli insegnanti impegnati nella Scuola; per le donne, i giovani, gli anziani… Per tutte le persone che abbiamo l’onore e l’onere di rappresentare, in un contesto civile e sociale sovente aspro e disattento, raggiungere risultati che ci aiutino a mantenerci onesti, leali, attivi, al servizio della Causa associativa che abbiamo scelto di abbracciare e sostenere.
Buon anno a tutte e a tutti.

La speranza e il futuro, di Mario Barbuto

Eccomi di ritorno da un nuovo viaggio. Eccomi, con la mia valigia sempre più carica di incontri, di storie, passioni ed emozioni. La apro e fatico a riconoscere quel che ci ho messo dentro. Si è tutto mescolato a casaccio! Le mie mani continuano a muoversi al suo interno e all’improvviso mi arrivano le voci delle mille persone incontrate qua e là, in giro sulle strade di questo nostro meraviglioso paese.
Riconosco quella di Anna, una ragazza fantastica di diciotto anni, divenuta cieca da un momento all’altro, a causa di un incidente. La presenza pronta dell’Unione, unitamente ai nostri ausili, le hanno dato la forza di ricominciare a sognare, offrendole la possibilità di riprendersi la vita tra le mani. La tecnologia, in questo caso, è stata nostra complice. Poi ci sono Filippo, Angelo, Lucia… Le loro voci sono chiare e forti così come le loro richieste, troppe volte rimaste inevase dalle istituzioni interpellate e qualche volta inascoltate perfino da noi, magari perché troppo impegnati a gestire le nostre quotidianità di routine. Voci orgogliose, cariche di energia, scaturite dal desiderio di costruire un domani migliore, riuscendo a realizzarsi come studenti prima e come giovani professionisti dopo. Una energia contagiosa, prorompente, che arriva fino a noi, regalandoci così la forza e la voglia di continuare. Insieme. Per affermare ed esigere quei Diritti tanto faticati che ogni giorno vengono rimessi in forse da una società distratta e involuta.
Ecco, questo presidente, insieme agli altri, soci e dirigenti, è chiamato al compito più alto ed esaltante: difendere e tutelare i nostri Diritti. Dinanzi a tutti e di fronte a tutto. Quei Diritti all’istruzione, alla cura delle persone con disabilità plurime, al lavoro, alla mobilità, all’accessibilità, alla lettura, a una vita normale, insomma… Quei Diritti di uguaglianza e di cittadinanza guadagnati e conquistati da chi è venuto prima di noi e affidatici ora per garantirne stabilità, tutela, rafforzamento. La mia mano continua a frugare nella valigia perché ho la sensazione di dimenticare qualcosa. Sì, ecco, lui si chiama Giorgio! Ha 85 anni, è cieco assoluto. Da quando è rimasto vedovo vive da solo. Una vita a metà. La sua sola compagnia? I nostri libri parlati. Che accompagnano le sue giornate. Ama i romanzi d’amore, Giorgio. Mentre ascolta le tante storie narrate, torna indietro col pensiero, alla sua giovinezza. E da lì riparte, affrontando la quotidianità con ritrovata consapevolezza. Una valigia, la mia, davvero colma! Un bagaglio in alcuni momenti difficile da portare e sostenere. Ma quando faccio il bilancio del suo contenuto, quel bagaglio diviene per incanto leggero da portare. Perché quel bagaglio è l’Unione. La nostra Unione. I suoi volti, le sue storie, le sue tante anime. Così diverse eppure così vicine, così unite. Unione, noi, tutti insieme, legati nella consapevolezza assoluta che solo insieme siamo Unione; insieme nella costruzione del futuro. Quell’Unione che parla con una sola voce, più forte, più credibile, più autorevole. Tanto da essere ascoltata sempre. Quell’Unione da amare e da servire per camminare insieme verso il futuro, ritornando ad ascoltare, sentire, pensare, sognare e immaginare. Buon Natale e un sereno 2019 a tutte e a tutti.

Il saluto del nuovo Presidente, di Mario Barbuto

Autore: Mario Barbuto

Care amiche e cari amici,

mi rivolgo a voi per la prima volta nel ruolo di presidente nazionale della nostra amata Unione.
Un ruolo che mi onora oltre ogni immaginazione e che pone dinanzi a me, sopra di me, il senso della responsabilità, dell’urgenza, del dovere.
Sabato 15 marzo il nostro Consiglio Nazionale si è espresso con una maggioranza chiara nella elezione del nuovo presidente.
Devo e voglio ringraziare i consiglieri che mi hanno accordato la loro fiducia, ma desidero accomunare in un abbraccio anche quei quattordici componenti del Consiglio che si sono orientati su una opzione diversa.
Oso sperare di saper meritare con il tempo e con il lavoro anche il loro consenso.
Ancora una volta la nostra Unione ha saputo fronteggiare con serenità e chiarezza un altro passaggio difficile della propria storia, utilizzando gli strumenti previsti dallo statuto, in un contesto che ha consentito il libero confronto delle idee e la riaffermazione del principio di democrazia.
Così come tutti abbiamo convenuto nel corso di queste ultime tre settimane di confronto, conclusa la fase della elezione del presidente, da questo momento si guarda avanti e si cammina di nuovo insieme verso altri traguardi, pronti ad affrontare uniti gli ostacoli e le insidie che di certo non mancheranno.
Siccome i problemi sono tanti e il tempo, invece, davvero scarso, occorrerà concentrarsi soprattutto su alcune priorità assolute, cercando di fare bene le poche cose che si potranno fare nei prossimi diciotto mesi.

– Proteggere le conquiste normative raggiunte e puntare a nuovi obiettivi realistici.

– Tutelare le nostre strutture territoriali, cercando di metterle nelle migliori condizioni operative, ma premiando soprattutto i risultati del lavoro delle sezioni più attive.

– Assicurare risorse certe e continuative per svolgere al meglio i nostri servizi e salvaguardare l’esistenza stessa della nostra organizzazione.

– Preparare il XXIII congresso promuovendo una vasta partecipazione dei soci su tutto il territorio, mediante un confronto di idee e di proposte che consenta l’avvio di una stagione di riforma della nostra struttura per adeguarne regole e strumenti all’incalzare dei tempi.

Siamo appena entrati nel periodo delle assemblee sezionali che rappresentano la ricchezza più autentica della nostra Unione.
Approfittiamo delle assemblee per portare ai nostri soci e iscritti un messaggio di speranza e di fiducia, sottolineando tuttavia che i traguardi raggiunti si difendono con il lavoro di tutti e che i nuovi obiettivi si conquistano solo con una partecipazione ampia e unitaria.
Dal nuovo presidente nazionale soltanto due semplici parole di augurio rivolte a tutti e con affetto:
“buon lavoro!”.

Mario Barbuto
Presidente Nazionale

Un altro strumento di democrazia partecipativa

Autore: Tommaso Daniele

Nasce oggi, 15 marzo 2012, il portale giornale.uici.it, il giornale elettronico fortemente voluto dal XXII Congresso Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e più volte sollecitato dalla base associativa. È per me motivo di grande soddisfazione poterlo presentare ed esprimere l'auspicio che esso diventi luogo di informazione a 360 gradi sull'impegno associativo, minuto per minuto.

La realizzazione del portale è solo l'ultima delle numerose iniziative intraprese dall'Unione per favorire la discussione e il confronto dialettico; ci limitiamo a ricordare le più recenti: le riunioni dei Presidenti regionali e le Assemblee dei Quadri dirigenti faccia a faccia e on-line; i corsi di aggiornamento e di formazione dei Quadri dirigenti, nonché del personale dipendente; le liste di discussione in seno alle Commissioni di lavoro; i siti web a livello regionale e provinciale; la rete di comunicazione a livello provinciale e regionale; i dieci Forum di discussione su materie di grande spessore culturale, sociale e politico; le numerose e preziose trasmissioni realizzate attraverso la rubrica "Parla con l'Unione" con cadenza settimanale. Iniziative queste che non sempre hanno corrisposto alle aspettative di chi le ha pensate e realizzate. Per quel che riguarda il portale ci auguriamo che le cose vadano diversamente: la sua realizzazione corrisponde ad un bisogno concreto di questo tempo, inoltre esso è stato pensato e disegnato a misura dell'intero corpo associativo, con la prospettiva, cioè, di coinvolgere tutti, dal Presidente nazionale alla molteplicità dei soci.

Faremo tutto il possibile per garantire che un così importante strumento di partecipazione democratica non resti una scatola vuota; io stesso ho voluto far parte, insieme a Luisa Bartolucci e Mario Barbuto, del Comitato di gestione per garantire il massimo dell'impegno e dell'attenzione. Faremo in modo che questo portale diventi la casa della trasparenza e che le sue finestre siano illuminate dall'impegno associativo giorno per giorno, minuto per minuto, in modo che tutti sappiano tutto, in modo che non ci siano zone d'ombra, così da sconfiggere, spero per sempre, la cultura del sospetto e della malevolenza, uno sport piuttosto praticato nel nostro ambiente.

Abbiamo tutti bisogno di serenità per portare avanti con successo la nostra battaglia contro i condizionamenti della cecità; abbiamo tutti bisogno di serenità per esercitare il nostro diritto-dovere di tutela e di rappresentanza degli interessi morali e materiali dei ciechi e degli ipovedenti italiani; abbiamo bisogno di serenità per renderci conto che oggi più che mai il rischio di emarginazione e di esclusione sociale per i ciechi e per gli ipovedenti, e in genere per tutti i disabili, non è solo una prospettiva ipotetica ma una possibilità concreta che possiamo incontrare girando l'angolo. I diritti universali conquistati al prezzo di dure lotte e grandi sacrifici, sono a rischio in una società che non sa dove sta andando perché non ha più punti di ancoraggio sicuro.

La tempesta che si è abbattuta sull'indennità di accompagnamento e sugli altri diritti universali, quali l'inserimento lavorativo e l'integrazione scolastica, rappresenta un segnale inequivocabile di inversione di tendenza rispetto alla cultura solidaristica presente nella nostra Costituzione, nella legislazione europea, nei principi del Consiglio d'Europa, nelle Convenzioni delle Nazioni Unite. Un'inversione di tendenza che rischia di vanificare lunghi anni di lotta per la conquista della pari dignità e delle pari opportunità.

I ciechi e gli ipovedenti italiani non possono stare a guardare, devono battersi insieme agli altri disabili per un altro modo di essere, per un altro tipo di vita, per una diversa cultura, per una diversa civiltà. E, affinché la loro voce diventi ancora più forte, tutti insieme devono allearsi con la parte più debole di questa società, con quelli che non hanno niente da perdere; solo allora la loro missione di riscatto sociale potrà avere prospettive di successo. Un sogno rimane un sogno fino a che a sognare è uno solo, ma quando a sognare si è in tanti, quel sogno può diventare realtà.

Il portale può essere uno strumento prezioso per la circolazione delle idee, per il dibattito culturale, per il confronto dialettico, per la costruzione di una coscienza collettiva, per una percezione più chiara e distinta dei nostri diritti di disabili. Le nuove tecnologie rappresentano la via maestra per la nostra crescita individuale e collettiva, dobbiamo metterle a disposizione di tutti rinunciando a piantare bandierine di ogni tipo perché l'Unione è di tutti, perché tutti hanno contribuito a farla grande, forte, responsabile, consapevole del proprio ruolo e della propria storia.

Il portale realizzato per dirigenti e soci della nostra Unione, per le altre organizzazioni di ciechi e ipovedenti, per le federazioni degli altri disabili, potrà nel futuro spalancare porte e finestre alle altre organizzazioni sociali: partiti politici, sindacati dei lavoratori e dei datori di lavoro, consumatori, e ogni altra forma di aggregazione sociale. Forse, allora, il nostro processo di integrazione sociale si potrà dire davvero compiuto.

Per finire, desidero ringraziare sentitamente tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questo obiettivo, fra tutti mi sia consentito citare due persone che non hanno doveri istituzionali: Franco Carinato e Nunziante Esposito, che hanno prestato la loro opera a titolo assolutamente gratuito.