Barriere architettoniche, com’è il Natale per Italo e la sua padrona non vedente – quarta puntata

È la quarta ed ultima puntata per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida

Un approfondimento sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede. È la quarta ed ultima puntata per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida.

“Ciao a tutti! Mi chiamo Italo e sono un cane guida. Anche quest’anno è arrivato il Natale. Me ne accorgo perché in casa della nonna compare all’improvviso un albero grandissimo, profumato e luminoso dove sono appese tante palle bellissime. Purtroppo in casa della mia padrona non si può fare l’albero perché la casa è piccola e lei dice che se facciamo l’albero devo rinunciare al mio comodo materassino per dormire. Non sia mai. Sento dire che le palle sono di tutti i colori ma io in realtà i colori non li vedo come gli umani. Alcune brillano e se le sfioro con la coda fanno un rumore che a me piace tanto. Però Stefania mi ha proibito in modo assoluto di toccarle e di giocarci. In realtà nemmeno la mia padrona riesce a vedere i colori degli addobbi, né delle belle palle luccicanti, però la vedo sfiorarle e mentre lo fa sorride. Lei dice che alcune sono di tanti anni fa, addirittura alcune se le ricorda da bambina. La mia padrona da bambina vedeva tutti i colori e le lucine dell’albero, ma poi qualcosa è capitato e non le ha viste più. Lei si diverte molto a fare l’albero per il Natale, anche se la nonna dice che lo addobba come un “pupo in fasce”, che non so cosa significa. In un altro angolo della casa viene sistemato un presepe. Così lo chiamano gli umani. Provo a descriverlo per chi non vede e non lo ha mai visto: c’è una casetta di legno fatta come la cuccia di un cane, dove mettono una bella signora con un signore. Tra loro due c’è un bambino sopra della paglia e accanto a lui un bue ed un asinello. Fuori ci sono anche pecorelle, galline, oche, ma non c’è nemmeno un cane. Per gli umani che seguono questa religione è un momento importantissimo, perché significa che è nato Gesù bambino, che poi è diventato grande ed è diventato solo Gesù senza cognome, proprio come me, che mi chiamo solo Italo. Io gli alberi di Natale li vedo in parecchi posti. Anche ad Ancona c’è un albero molto grande e tanta gente è andata per vedere il momento dell’accensione. Mi dispiace che la mia padrona non può vedere tutti gli addobbi di Natale in Italia o in giro per il mondo, tantomeno avere il permesso di toccare statuette di presepi esposte in qualche angolo della città. Sarebbe bello per chi non vede poter toccare ciò che gli altri possono vedere, ma non sempre è consentito. Chissà perché. A proposito di religione: dicono che noi canetti quando moriamo andiamo tutti in paradiso. Io sono un po’ preoccupato, perché vorrei stare con la mia padrona pure nell’aldilà, ma mica sono tanto sicuro che la mia padrona andrà in paradiso. Buon Natale a tutti! Bau!”

Fonte: Ancona Today
Link al sito: http://www.anconatoday.it/cronaca/barriere-architettoniche-cane-guida-italo-natale.html
Data pubblicazione: 24-12-2018

Barriere architettoniche, per Italo un viaggio a quattro zampe sul bus – terza puntata

È la terza di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida

Un approfondimento sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede. È la terza di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida.

«Ciao a tutti! Mi chiamo Italo e sono un cane guida. Quanti di voi fanno i pendolari per andare al lavoro? Immagino sarete in tanti. Anch’io e la mia padrona facciamo i pendolari. La mia padrona tutti i giorni va al lavoro con l’autobus. Prendiamo una linea extraurbana. A me piace perché ci sono sempre le stesse persone e quando saliamo ci salutano. Io mi fermo un momento a guardarli uno ad uno prima di acciambellarmi ai piedi di Stefania. Qualcuno dice che controllo se hanno timbrato il biglietto…ma mica è vero, bau! Questa linea non è caotica come certe che ho preso in città. Qui io e la mia padrona troviamo sempre dove sederci. Infatti ci sono posti riservati ai disabili che, nelle linee extra urbane, sono quelli davanti, vicino all’autista. Se sono occupati, spesso ci cedono il posto. E questa è una cosa importante, perché se stiamo in piedi è molto più difficile restare in equilibrio quando il bus frena di colpo. A proposito di autisti, gli autisti delle autolinee Reni sono tutti molto bravi, io li conosco quasi tutti, ma alcuni sono speciali: Peppe, Gianluca, Mirco, ma a me è simpatico Tiziano perché dice che a forza di guardarlo prima o poi imparerò a guidare l’autobus pure io! Beh, io sono fortunato, ma il mio amico Freddy un po’ meno. Freddy è un cane guida come me, solo che lui è tutto nero. Mi ha raccontato che l’autobus che prende insieme al suo padrone, che parte da Agugliano, è spesso strapieno e lui e il suo padrone hanno molta difficoltà a trovare un posto libero, e quasi nessuno cede loro il posto, nemmeno quelli riservati ai disabili…poverini! Girare in città per me significa dovermi concentrare molto perché ci sono tanti pericoli. Io cammino sempre sul marciapiede e quando dobbiamo attraversare la strada, se non c’è il semaforo è un problema. A dire la verità, anche se c’è il semaforo è un problema se non è provvisto di segnalatore acustico. Del resto noi cani, mica vediamo i colori come gli umani. Qui ad Ancona di semafori che suonano ce ne sono diversi, ma in altre città qui vicino no. Non riesco a capire perché è così difficile mettere in tutti i semafori il segnalatore acustico. I miei amici cani guida londinesi ad esempio, dicono che lì ogni semaforo ha il segnalatore acustico. Ma qui non siamo a Londra. Insomma qualche volta arriviamo in ufficio che siamo già stressati…si dice così vero? Una sera abbiamo perso l’autobus. Era buio, stavamo alla fermata di piazza Roma. Purtroppo in quel posto gli autobus si fermano uno dietro l’altro. La mia padrona ha provato a chiedere se quello che aveva davanti era quello che serviva a noi, ma nessuno le ha risposto, perché tutti andavano di corsa. Così l’autobus è passato e noi non lo abbiamo preso. Purtroppo, essendo oramai tardi, la mia padrona ha dovuto chiamare un taxi per tornare a casa. Io ero molto preoccupato perché una volta a Milano un tassista ci ha detto che non potevamo salire perché non voleva peli dentro la sua macchina. La mia padrona gli ha risposto che eravamo noi a non voler salire su un taxi del genere. Ma poi la paura è scomparsa perché ad Ancona i tassisti sono sempre molto carini con noi. E mi stanno pure simpatici. Anche il viaggio è vita. E dovrebbe essere piacevole per tutti. Bau!».

Fonte: Ancona Today
link al sito: http://www.anconatoday.it/cronaca/barriere-architettoniche-cane-italo-disabili-autobus-2018.html
data pubblicazione: 23 dicembre 2018

Barriere architettoniche: l’aiuola, i motorini e le regole degli umani – seconda puntata

Quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno? Cosa c’è da sapere quando si incontra una persona non vedente. La seconda di 4 puntate di approfondimento in cui vi faremo vedere la disabilità con gli occhi di un cane guida

Un approfondimento sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede. È la seconda di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida.

“Ciao a tutti! Mi chiamo Italo e sono un cane guida. Sapete com’è quando dovete fare pipì e trovate il bagno occupato? Beh io sì. Ed è un problema. A metà mattinata, di solito, la mia padroncina Stefania prende dieci minuti di pausa dal lavoro e mi porta fuori. Il punto è che soprattutto in estate il marciapiede sotto l’ufficio, dove c’è l’unica aiuola della zona, è pieno di scooter parcheggiati. Io non faccio pipì sulle ruote perché sono un cane educato e se la strada per l’aiuola è sbarrata, non riesco a trovare un punto giusto dove mollarla. La mia padrona si arrabbia tantissimo perché dice che le moto non dovrebbero essere parcheggiate sul marciapiede, dice che è scritto nel codice della strada. Eppure molti lo fanno. Io non capisco. A me a scuola hanno insegnato quali cose si possono fare e quali no, come ad esempio non fare la pipì in casa, non abbaiare ad altri cani, non correre dietro ai piccioni né ai gatti, non mangiare il cibo sopra il tavolo. E io ubbidisco. Eppure non mi hanno scritto nessun codice. E’ bastato insegnarmelo. Perché allora gli umani devono scrivere un codice se poi altri umani non lo rispettano? Ho sentito la mia padrona raccontare ad una amica che quando girava con il bastone bianco ha preso in pieno il manubrio di uno scooter parcheggiato sul marciapiede accanto al muro di un palazzo. E nella caduta il manubrio le si è infilato in una costola. Poverina, si è piegata in due dal dolore restando senza fiato per diversi minuti. Per fortuna ora ci sono io e piuttosto che farle prendere il manubrio di uno scooter preferisco non fare pipì. In questo codice della strada sembra siano scritte tante altre regole tipo: fermarsi alle strisce pedonali per far passare i pedoni, rallentare nei centri abitati, non parcheggiare nei posti riservati ai disabili. Bau! Mi viene da ridere! Secondo la mia esperienza di cane guida questo codice non esiste. Visto che ci siamo, parliamo anche della popò? Spesso sento chiedere alla mia padrona: “Come fai a capire quando il tuo cane fa la pipì o quando fa la popò?”. Beh, io posso dirvi che non solo si accorge della differenza, ma quando faccio la popò, lei è subito pronta a raccoglierla. Quando camminiamo sopra alcuni marciapiedi, devo essere particolarmente attento. Ci sono pali, bidoni dell’immondizia svuotati e lasciati in mezzo al marciapiede, buche e cacche degli altri cani che i loro padroni, che ci vedono benissimo, non raccolgono. Una mattina, mentre andavamo a prendere l’autobus, la mia padrona aveva in mano la bustina della mia popò appena raccolta, ma era distratta e camminando non si è accorta che il cestino lo aveva superato. Io mi sono fermato, mi sono girato e l’ho portata davanti al cestino, che so cos’è perché me lo ha insegnato. Lei è stata molto felice e mi ha grattato tanto tanto il collo che a me piace tantissimo e mi ha detto che sono il cane più civile del mondo. Scusate, ma adesso vi lascio perché mi scappa proprio! Ma ricordate: un padrone educato contribuirà a farci voler bene da tutti. Motociclisti attenti eviteranno a tante persone di farsi male. Bau! Italo”.

Fonte: Ancona Today
link al sito: https://www.anconatoday.it/cronaca/barriere-architettoniche-cane-italo-disabili-aiuola-motorini.html?fbclid=IwAR1wM9LbBrkuWOo_z–PUtXweIxG80R4VWfnueosmZZfq1_3qH-vIXBTmoM
data pubblicazione: 21 dicembre 2018

Barriere architettoniche, Italo in visita alla nonna in ospedale – prima puntata

Quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno? Cosa c’è da sapere quando si incontra una persona non vedente. Seguite nella prima di 4 puntate di approfondimento in cui vi faremo vedere la disabilità con gli occhi di un cane guida

Un approfondimento sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede. E’ la prima di 4 puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida.

“Ciao, mi chiamo Italo e sono un cane guida. Alcuni di voi già mi conoscono perché qualche mese fa ho raccontato la brutta caduta di Stefania (a proposito, lei è la mia padroncina) che per un grosso pezzo di cemento lasciato sul marciapiede si era ritrovata improvvisamente a terra. Altri invece mi conoscono perché mi vedono sempre in giro con lei, che da quando esce con me e lascia a casa il bastone bianco si sente molto meno sola, perché io non sono un bastone, ma sono molto più bello! E voi vi avvicinate molto di più a lei, quando ci sono io. Oggi vi racconto la visita a Nonna Rina. Nonna Rina, che è anche la mamma di Stefania, nei giorni scorsi è finita in ospedale. A me è dispiaciuto molto, anche perché nonna Rina, quando vado a casa sua, mi dà i crocchini e mi fa sempre tante coccole. Una vera nonna, insomma. E così, quando Stefania mi ha detto che andavamo a trovarla a Torrette sono stato molto contento. Quella mattina ero molto emozionato e sono entrato in ospedale come un treno… del resto mi chiamo Italo. La mia padrona, arrivati all’ingresso del reparto di medicina d’urgenza, si è fermata. Sa che la legge consente l’ingresso di noi cani guida in ospedale, ma ha preferito lo stesso annunciarsi al personale. Nessun problema. Ho sentito un’infermiera dire a un’altra: “E’ un golden retriever proprio come il mio…”. E la sua collega rispondere: “Sì, ma questo è istruito, la tua è de legno…”. Io non sapevo che esistono golden retriever de legno… anche perché a me il legno piace tanto. Finalmente ho raggiunto la camera della nonna, ma sono rimasto un po’ male quando l’ho vista attaccata ai fili. Lei appena mi ha visto mi ha fatto un bel sorriso e pure la mia padrona sorrideva tanto e allora pure io ero felice e ho scodinzolato tantissimo. Ho allungato la zampa, come faccio a casa, per avere qualcosa da mangiare, ma la nonna sembrava dispiaciuta perché in mano non aveva niente per me. Poi in un attimo è saltato fuori un crocchino! Da dove? Non lo so, ma era buonissimo! Tutti mi hanno dedicato un sorriso. Anche una signora vicino al letto della nonna che io non conoscevo. Tutti quelli che notavano la mia presenza, infermieri, medici e persone col pigiama avevano una faccia simpatica e si avvicinavano a noi. E Stefania era felice di parlare con loro. Sinceramente a me quel posto non è piaciuto molto perché c’erano odori strani, come quando accompagno Stefania dal dentista. In più, qui c’erano ascensori da prendere, porte da aprire, persone con cui camminare a fianco, e quell’espressione preoccupata sui loro visi. E’ un posto grande e orientarsi non è sempre facile. Ma se ci sono io, Stefania è più tranquilla. In conclusione posso dirvi che… i problemi non risparmiano nessuno, tutti nella vita attraversano momenti brutti, sia i non vedenti che gli altri. Ma di certo un non vedente che vuole prendersi cura di un familiare ha qualche difficoltà in più. Per questo la nostra presenza è davvero una bella cosa! Lasciatemi entrare ovunque, sarà bello per tutti. Italo”.

Fonte: Ancona Today
link al sito: https://www.anconatoday.it/cronaca/barriere-architettoniche-cane-italo-disabili-ospedale.html
data pubblicazione: 17 dicembre 2018

Ciao! Sono Italo: La visita alla nonna… in ospedale, a cura di Stefania Terrè

Mini inchiesta sulle barriere architettoniche e sulla giornata di una persona non vedente: quali sono gli ostacoli fisici e quali pregiudizi incontra nei luoghi che frequenta ogni giorno, come si rapportano le persone, storie di umanità e di vicinanza. Tutto quello che è utile sapere quando si incontra per strada o in un luogo pubblico una persona che non vede.
Quattro puntate per raccontare con tono leggero e autoironico la disabilità vista con gli occhi di un cane guida*

Ciao, mi chiamo Italo e sono un cane guida. Alcuni di voi già mi conoscono perché qualche mese fa ho raccontato la brutta caduta di Stefania (a proposito, lei è la mia padroncina) che per un grosso pezzo di cemento lasciato sul marciapiede si era ritrovata improvvisamente a terra. Altri invece mi conoscono perché mi vedono sempre in giro con lei, che da quando esce con me e lascia a casa il bastone bianco si sente molto meno sola, perché io non sono un bastone, ma sono molto più bello! E voi vi avvicinate molto di più a lei, quando ci sono io.
Oggi vi racconto la visita a Nonna Rina.
Nonna Rina, che è anche la mamma di Stefania, nei giorni scorsi è finita in ospedale. A me è dispiaciuto molto, anche perché nonna Rina, quando vado a casa sua, mi dà i crocchini e mi fa sempre tante coccole. Una vera nonna, insomma. E così, quando Stefania mi ha detto che andavamo a trovarla a Torrette sono stato molto contento. Quella mattina ero molto emozionato e sono entrato in ospedale come un treno… del resto mi chiamo Italo.
La mia padrona, arrivati all’ingresso del reparto di medicina d’urgenza, si è fermata. Sa che la legge consente l’ingresso di noi cani guida in ospedale, ma ha preferito lo stesso annunciarsi al personale. Nessun problema. Ho sentito un’infermiera dire a un’altra: “E’ un golden retriever proprio come il mio…”. E la sua collega rispondere: “Sì, ma questo è istruito, la tua è de legno…”.
Io non sapevo che esistono golden retriever de legno… anche perché a me il legno piace tanto.
Finalmente ho raggiunto la camera della nonna, ma sono rimasto un po’ male quando l’ho vista attaccata ai fili. Lei appena mi ha visto mi ha fatto un bel sorriso e pure la mia padrona sorrideva tanto e allora pure io ero felice e ho scodinzolato tantissimo.
Ho allungato la zampa, come faccio a casa, per avere qualcosa da mangiare, ma la nonna sembrava dispiaciuta perché in mano non aveva niente per me. Poi in un attimo è saltato fuori un crocchino! Da dove? Non lo so, ma era buonissimo!
Tutti mi hanno dedicato un sorriso. Anche una signora vicino al letto della nonna che io non conoscevo. Tutti quelli che notavano la mia presenza, infermieri, medici e persone col pigiama avevano una faccia simpatica e si avvicinavano a noi. E Stefania era felice di parlare con loro.
Sinceramente a me quel posto non è piaciuto molto perché c’erano odori strani, come quando accompagno Stefania dal dentista. In più, qui c’erano ascensori da prendere, porte da aprire, persone con cui camminare a fianco, e quell’espressione preoccupata sui loro visi. È un posto grande e orientarsi non è sempre facile. Ma se ci sono io, Stefania è più tranquilla.
In conclusione posso dirvi che… i problemi non risparmiano nessuno, tutti nella vita attraversano momenti brutti, sia i non vedenti che gli altri. Ma di certo un non vedente che vuole prendersi cura di un familiare ha qualche difficoltà in più. Per questo la nostra presenza è davvero una bella cosa!
Lasciatemi entrare ovunque, sarà bello per tutti.
Italo

*A cura di Stefania Terrè, responsabile della Commissione Cani Guida per le Marche dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti

Foto scattata al cane guida Italo al guinzaglio mentre si trova all'interno dell'Ospedale

Foto scattata al cane guida Italo al guinzaglio mentre si trova all’interno dell’Ospedale

Lazio – A Cassino, gravissimo episodio di discriminazione

Disabilità; Cola (UICI): “Oculista non gradisce il cane guida, cieca costretta a lasciare lo studio lo denuncia”
A Cassino, Gravissimo episodio di discriminazione

“Discriminazione e intolleranza. Sono questi gli ingredienti dell’incredibile storia accaduta venerdì 23 novembre a Cassino nello studio privato di un medico oculista il quale si è rifiutato di ospitare in sala d’attesa il cane guida della signora Tommasina M., non vedente e madre di un paziente del dottore, intervenuta per accompagnare il figlio. Il rifiuto, seguito da un alterco, si è concluso con una denuncia ai carabinieri: il minimo che la donna, cui è stato negato il diritto all’autonomia e alla mobilità, potesse fare per reagire all’umiliazione” – dichiara Claudio Cola, presidente dell’Unione Italiana Ciechi del Lazio. “Si tratta di una lesione gravissima dei diritti della donna, non vedente da sei anni a causa di una malattia del nervo ottico, ancor più inaccettabile poiché ad essersi reso protagonista del triste episodio è stato proprio il suo ex medico oculista – aggiunge Cola -. Colui che avrebbe dovuto non solo garantirle assistenza medica ma anche accoglierla, comprenderla, favorirne il benessere globale, voleva negarle l’assistenza del cane guida, indispensabile alla disabile visiva per potersi muovere in autonomia. A nulla sono valsi i reclami della signora, del marito e del figlio e ai tre, vista l’indisponibilità del medico, non è rimasta altra scelta se non quella di lasciare lo studio per andare a denunciare ai carabinieri l’accaduto, in violazione della legge 60/2006 sull’accesso dei cani guida nei mezzi di trasporto pubblico e negli esercizi aperti al pubblico. Aspettiamo che la denuncia faccia il suo corso e ci auguriamo che la signora possa avere giustizia – sottolinea Cola – siamo inorriditi che l’episodio sia accaduto in uno studio medico: un comportamento contrario alle leggi vigenti e censurabile dal punto di vista etico, ancor più perché riguarda un oculista, un medico che dovrebbe conoscere più degli altri quanto sia importante per un disabile visivo l’ausilio del proprio cane guida – ha concluso il presidente dell’U.I.C.I. del Lazio, Claudio Cola”.
Il Presidente Claudio Cola

Riportiamo di seguito un articolo tratto dal quotidiano locale “Ciociaria oggi”:
Non vedente cacciata da uno studio medico
Cronaca: La donna e il suo cane guida Miranda erano in sala d’attesa. Aveva accompagnato il figlio per una visita. Ha presentato denuncia
La storia
Paola Enrica Polidoro
Una bruttissima giornata per la signora Tommasina che ha accompagnato suo figlio a fare una visita oculistica in uno studio privato della città martire. La signora è non vedente e con lei ha sempre il suo cane guida, Miranda, per potersi muovere in autonomia. L’oculista, quando l’ha vista in sala d’attesa, le ha detto che il cane lì non poteva stare: la signora è rimasta senza parole poiché, proprio quel medico, l’aveva seguita quando sei anni fa ha improvvisamente perso la vista a causa di un problema al nervo ottico. Il medico non ne ha voluto sapere, ha detto alla signora che avrebbe potuto chiedere a qualche familiare di accompagnarla per evitare di portare il cane. L’oculista, secondo i denuncianti, avrebbe anche rimproverato il figlio della signora Tommasina per essersi fatto accompagnare dalla madre e dal cane. Il marito della signora avrebbe a quel punto ricordato al professionista che c’è una legge che tutela in tal senso i non vedenti. Indignati la signora, il marito e il figlio hanno lasciato lo studio. L’umiliazione è stata troppo forte tanto che, d’accordo con i familiari, la signora ha presentato denuncia ai carabinieri. Il medico avrebbe violato la legge speciale 37 del 14 febbraio ’74 secondo la quale il cane guida «rappresenta gli “occhi” per il non vedente e quindi non deve essere allontanato dal diversamente abile visivo che accompagna. In qualità di cane da lavoro non deve essere disturbato/aggredito. Si prevede una multa da 500 a 2.500 euro per chi caccia i cani guida». E pensare che la signora Tommasina aveva semplicemente deciso di portare il figlio a fare una visita da un medico del quale si fidava.

Firenze – #Cani Guida in città

Festeggiamo a Firenze la XIII giornata dedicata a loro insieme alla locale sezione dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed alla Scuola Nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci.

Domenica 28 ottobre ore 15.00 – 18.00 Piazza della Repubblica
Ore 13.00 Ritrovo presso Circolo Gino Baragli Via Antonio Cocchi 17 per pranzare insieme (costo 10 euro a testa)
Ore 15.00 Trasferimento di partecipanti e cani guida in centro città in autobus
Ore 15.15 Arrivo in Piazza San Marco e passeggiata dei partecipanti e dei cani guida verso Piazza della Repubblica
Ore 15.30 Sistemazione in piazza della Repubblica, saluto dell’associazione U.I.C.I. sezione territoriale di Firenze, delle autorità presenti, distribuzione di materiale informativo sul cane guida alla cittadinanza;
Ore 16.00 Arrivo istruttori scuola Nazionale cani Guida per ciechi di Scandicci, presentazione della scuola e brevi dimostrazioni del lavoro dei cani guida;
Ore 17.00 – 18.00 Storie di vita, conduttori non vedenti con il loro cane guida si raccontano.
Nel corso del pomeriggio avverrà la distribuzione di materiale informativo sui cani guida e gli interessati potranno avere risposte su tematiche riguardanti il comportamento di questi animali educati per essere compagni di libertà, da parte di persone con disabilità visiva provenienti da tutta la Toscana, che si avvalgono del loro aiuto per muoversi ogni giorno e degli istruttori della Scuola nazionale Cani Guida per Ciechi di Scandicci.

Catanzaro – Giornata Nazionale del Cane Guida

Tantissime e molteplici le emozioni vissute giovedì 18 Ottobre in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida, straordinariamente realizzata in tale data a causa del maltempo dei giorni 15 e 16 ottobre.

La città finalmente si è svegliata, e l’ha fatto nel modo migliore possibile, grazie anche e soprattutto alla caparbietà e lungimiranza di Luciana Loprete, Presidente dell’UICI Catanzarese che in occasione di tale giornata ha pensato e voluto che la città, nei suoi centri principali potesse finalmente “vedere” come il cane guida rappresenti per i ciechi e gli ipovedenti uno straordinario amico di libertà. La giornata, iniziata con la raccolta di tutti i partecipanti nella sede storica della sezione, ha visto il lungo corteo composto da ciechi e ipovedenti con cane guida e bastoni bianchi, volontari ed amici, dapprima raggiungere la Camera di Commercio di Catanzaro ove la Presidente Loprete ha avuto modo di consegnare ufficialmente al Dirigente Generale Dott. Maurizio Ferrara la proposta di collaborazione per rafforzare la sensibilizzare di tutti gli esercizi commerciali.

Successivamente il corteo attraverso il Teatro Politeama di Catanzaro ha raggiunto la Casa Comunale ove il gruppo su invito del Sindaco Sergio Abramo ha incontrato i Consiglieri Battaglia e Manuela Costanzo ed al grido di VIVA LA LIBERTÀ è stato spiegata la motivazione di tale manifestazione e la necessità di una continua informazione, il tutto è poi proseguito su corso Mazzini, passando per il Palazzo di vetro della Provincia di Catanzaro e proseguendo verso P.zza Matteotti, fino al raggiungimento dell’I.I.S. De Nobili di Catanzaro dove ad attenderli vi era un folto gruppo di alunni e la Dott.ssa Susanna Mustari che nel prendere la parola ha espresso la propria posizione sulla disponibilità de suo istituto a situazioni particolari di questo tipo.

A dare avvio ai lavori è stato il Presidente Nazionale Mario Barbuto attraverso un suo video messaggio nel quale ha richiamato le motivazioni per le quali tale giornata è staga istituita e nel contempo ha rivolto il suo pensiero a Viola, splendido Labrador che da poco l’ha lasciato. Ulteriore momento toccante e particolarmente emotivo è stato proprio quello legato alle motivazioni che hanno spinto l’UICI di Catanzaro a designare l’istituto quale luogo per lo svolgimento del seminario che al suo interno ha registrato autorevoli interventi dell’Avv. De Nisi, del Dott. Veraldi e del Dott. Macrì, su normative, allevamento e rapporto tra l’uomo ed io suo cane guida, ossia la presenza al suo interno della prima alunna in Calabria che giornalmente si reca all’interno dell’istituto accompagnata dal suo cane guida.

Particolarmente toccante, il momento delle testimonianze dove a prendere la parola sono stato Tommaso che ha sottolineato le problematiche in essere in termini di diniego del diritto di accesso ed Arianna, giovane alunna dell’Istituto che pur essendo minorenne, grazie alla caparbietà sua e dei suoi genitori che l’hanno sempre supportata nel corso della sua vita, è riuscita ad ottenere dalla scuola cani guida francese di poter essere destinataria dell’affidamento del suo cane guida, da lei definito come un amico che l’ha responsabilizzata e le ha concesso quel pizzico in più di autonomia che senza il supporto del suo amico a quattro zampe non sarebbe stato possibile.

Non poteva infine mancare nell’intervento di un dibattito, moderato con la professionalità di sempre del noto conduttore Tv e giornalista Domenico Gareri, un richiamo da parte del Presidente Loprete rivolto non solo alla cittadinanza ma anche ai fruitori di cane guida. È opportuno infatti ricordare – ha detto la Loprete – che la società da diritti ma anche doveri, é giusto quindi che al diritto di accesso sui mezzi pubblici, si affianchi il dovere a mantenere il proprio cane in condizioni igieniche degne, provvedere alla vaccinazione ed ai controlli costanti ed infine a cercare sempre di comprendere che dall’altra parte ci possa essere un interlocutore che non conosce la straordinaria capacità del cane, pertanto la prepotenza e la presunzione non devono avere il sopravvento.

Non è mancato infine un ringraziamento ai genitori della giovane Arianna, da sempre seguita dall’UICI catanzarese, che l’hanno sempre supportata e spinta nel suo percorso di crescita, accettando la sua condizione ma facendole sempre vivere una vita quanto mai normale ed al passo con la sua giovane età.

Un monito infine è stato rivolto all’apparato scolastico ed agli istituti catanzaresi, affinché, considerata l’assenza sul territorio di strutture specializzate e centri diurni per disabili visivi, alle richieste dell’Unica associazione deputata alla salvaguardia dell’intera categoria, i dirigenti scolastici e le amministrazioni pubbliche rispondano in modo celere e non consentano che le lungaggini burocratiche e la mancanza di conoscenza dei temi risultino essere motivazioni che portano a ritardi nella formazione della persona ledendo così uno dei principali cardini della nostra costituzione che all’art. 3 sancisce la parità di diritti senza distinzione alcuna.
Pertanto è opportuno che si crei una rete di collaborazione che già in fase embrionale possa lavorare affinché la parità di diritti sia riconosciuta senza disagio alcuno, perché purtroppo ancora oggi l’apparato scolastico non è pronto ad accogliere i cani guida ed è così che l’UICI venuta a conoscenza del desiderio e necessità della giovane studentessa, ha avviato da subito contatti ed azioni di sensibilizzazione con l’istituto De Nobili affinché la ragazza non incorresse in alcun disagio, registrando da parte dell’istituto vista la sporadicità del caso, la richiesta di un approfondimento sul tema culminato poi nella positiva risposta dell’istituto.

Di questo l’UICI ne è promotore da anni, infatti alla giornata su invito della Presidente Loprete hanno preso parte anche una classe del Liceo Classico “P. Galluppi” accompagnato dalla Prof.ssa Rosanna Fabiano ed una classe del Plesso Fiume Neto dell’I.C. “Don Milani” accompagnato dalla Prof.ssa Elena Losito e per il quale si ringraziano rispettivamente i dirigenti scolastici Dott.ssa Elena de Filippis e Dott. Angelo Gagliardi.
La celebrazione si è conclusa infine registrando emozioni da parte di tutti i partecipanti, rappresentando e scrivendo una importante pagine di civiltà per l’intera Calabria.

Lombardia – XIII Giornata del Cane Guida, di Massimiliano Penna

Cremona, sabato 27 ottobre

Per celebrare la XIII Giornata del Cane Guida, la Commissione Regionale Cani Guida dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) della Lombardia Vi invita a partecipare, con i Vostri fedeli accompagnatori a quattro zampe, ad una iniziativa che si svolgerà a Cremona sabato 27 Ottobre, con il seguente programma:
– ore 10,00 – appuntamento alla stazione ferroviaria e partenza in corteo verso il centro città per raggiungere la piazza del Comune (durante il tragitto verranno distribuiti opuscoli divulgativi riguardanti il Cane Guida e le leggi che ne tutelano i diritti);
– ore 12,00 pranzo in un locale del centro;
– ore 13,00 appuntamento al centro commerciale “Cremona Po” di via Castelleone 108, dove verrà posizionato un gazebo presso il quale riceveremo i visitatori, distribuendo materiale illustrativo e fornendo informazioni sul prezioso ruolo che il Cane Guida svolge a favore delle persone cieche e ipovedenti;
– ore 17,00 dimostrazione di addestramento della Scuola del Servizio Cani Guida di Limbiate.
Vi esortiamo a partecipare numerosi, soprattutto perché le nostre fedeli e impareggiabili guide meritano di essere celebrate degnamente almeno una volta l’anno benché, in realtà, andrebbero ringraziate ogni giorno per ciò che fanno per noi!

Per informazioni potete rivolgervi al
Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Via Mozart 16, 20122 Milano
Tel. 02.76011893
E-mail uiclomb@uiciechi.it
Sito web www.uicilombardia.org

Marche – Giornata nazionale del Cane Guida: Studenti a scuola di disabilità con Italo e Freddy

Un successo la seconda edizione del progetto “I miei occhi sono pelosi”, promosso dall’Uici Marche in collaborazione con la sezione territoriale di Pesaro e la Commissione regionale Cani Guida. Presenti oltre 50 ragazzi dell’Isc “Gaudiano”

PESARO – L’attenzione costantemente rivolta ai due splendidi cani guida, l’interesse crescente per un mondo che fino a quel momento non conoscevano affatto. E poi le domande, tante.
Si è svolta con successo, questa mattina, nell’istituto comprensivo “Gianfranco Gaudiano” di Pesaro, la seconda edizione del progetto “I miei occhi sono pelosi”, rivolto ai ragazzi delle scuole medie. Pensato per sensibilizzare i giovani in tema di disabilità e realizzato in occasione della Giornata Nazionale dei Cani Guida, mira a spiegare come ci si deve comportare quando si incontra un non vedente con il proprio cane, come avviene il complesso addestramento e cosa dice la legge.
Promosso dall’Uici Marche (Unione italiana ciechi e ipovedenti) in collaborazione con la Sezione territoriale di Pesaro e la Commissione regionale Cani Guida, l’incontro ha visto la partecipazione di una cinquantina di studenti, accompagnati dalla Preside, Angela De Marchi. In cattedra Italo e Freddy, fedeli e preparati accompagnatori a quattro zampe, e gli amici non vedenti con i quali vivono in simbiosi: Stefania Terrè, referente regionale della Commissione Cani Guida, e Mario Santoni, dell’Uici di Ancona. In aula anche Maria Mencarini, presidente della sezione territoriale Uici, e Bedale, labrador ‘da lavoro’ impegnato nella pet-terapy.
“Il tuo cane è bellissimo, ma tu che non lo puoi vedere, come te lo immagini?”. “Come fai ad accorgerti quando deve fare pipì?”. “Lui come fa a sapere dove vuoi andare?”. E ancora: “Ma insieme potete entrare dappertutto?”. La lezione con gli operatori dell’Uici è stata soprattutto uno scambio di esperienze e di emozioni per inviare il messaggio più importante: “Per un cieco il cane guida non è un capriccio. Per un cieco il cane guida è una necessità e non può essere mai allontanato dal suo padrone”.
Nelle Marche sono in aumento le persone non vedenti che fanno richiesta di un cane guida: attualmente una quindicina ma i tempi di attesa (da 24 a 30 mesi) a volte scoraggiano le richieste. Le lunghe attese sono dovute a ragioni economiche e tecniche, perché per addestrare un cane guida ci vogliono almeno sei mesi e in Italia esistono solo quattro scuole.
“Il cane ti fa attraversare la strada?” hanno chiesto ancora i ragazzi. “In realtà no – ha risposto Mario – perché la sua altezza non gli permette di capire quando può attraversare, allora devi affidarti alle tue orecchie. Per questo tutti i semafori dovrebbero essere dotati di cicalino sonoro. Per questo è importante parcheggiare sempre bene, lasciando libere rampe e strisce pedonali: quell’”attimino” che per un automobilista non significa niente, per noi è spesso causa di incidenti, a volte anche mortali. Il cane guida è un vero e proprio ausilio, oltre che un compagno di vita. E chi decide di muoversi con lui migliora la propria autonomia e il proprio stato psico-fisico, adottando un amico inseparabile”.
Particolare attenzione è stata rivolta alla legge Nazionale 37/74, poi integrata e modificata dalla 376/88 e dalla 60/06, secondo cui il cane guida può entrare in tutti gli esercizi aperti al pubblico, ospedali, ambulatori medici, mezzi di trasporto come autobus, navi e aerei senza dover pagare nessun supplemento. “Abbiamo una legge ma non mancano episodi discriminatori – è stato ribadito – frutto di pregiudizi e scarsa conoscenza delle norme”.
“Il cane è anche un impegno – ha sottolineato Stefania -. Ma il piacere di uscire da soli è unico. La prima volta che ce l’ho fatta a entrare da sola in un bar con Italo, ho pianto. Il cane ti stimola a essere più intraprendente, perché con lui non ti senti sola. Se arrivi in un posto affollato con il bastone bianco avverti subito la sensazione di disagio di chi ti sta intorno. E tutto questo ti isola ancora di più. Quando c’è il cane invece, le persone si avvicinano, anche solo per accarezzarlo. Io quando sono con Italo non mi vergogno di chiedere informazioni o frequentare gli ambienti che mi piacciono. Lui è un essere vivente che ti sta a fianco. Non posso vederlo – conclude Stefania – ma lo so, che il mio cane è bellissimo”.

Foto che ritrae i due cagnoloni Italo e Freddy insieme a Stefania Terrè, Mario Santoni, Maria Mencarini e la preside Angela De Marchi durante l'incontro svolto in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida

Foto che ritrae i due cagnoloni Italo e Freddy insieme a Stefania Terrè, Mario Santoni, Maria Mencarini e la preside Angela De Marchi durante l’incontro svolto in occasione della Giornata Nazionale del Cane Guida

Foto panoramica dell'aula durante l'evento: i ragazzi di spalle ascoltano i vari interventi

Foto panoramica dell’aula durante l’evento: i ragazzi di spalle ascoltano i vari interventi