Irifor – In Sicilia due corsi per centralinisti

Uno è già partito a Catania e l’altro prenderà il via a Palermo prima della fine del mese. Il presidente del Consiglio regionale dell’Uici Minincleri, “vi parteciperanno in tutto ventiquattro giovani non vedenti o ipovedenti” 

Al via due Corsi di formazione professionale per centralinisti non vedenti o ipovedenti organizzati dall’Irifor Sicilia a seguito dell’Avviso 30 della Regione siciliana.

Il primo corso è cominciato proprio in questi giorni nella sede di Catania. È aperto a dodici partecipanti e altrettanti saranno coloro i quali seguiranno il corso di Palermo che prenderà il via a fine mese.

“Erano anni – ha sottolineato Gaetano Renzo Minincleri, presidente dell’Irifor e del Consiglio regionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti –, che non si tenevano corsi del genere e gli ultimi risalgono a sei-sette anni fa, quando il Movimento apostolico ciechi li organizzava a Siracusa”.

“Sono davvero contenta – ha detto Angela Dispinzieri, una degli insegnanti, che lavora a stretto contatto con la tutor, Jennifer Canfailla – che questo corso sia finalmente partito dopo così tanto tempo. E sono felice anche di far parte di questo progetto. Da insegnante di braille  spero di arricchire questi ragazzi facendo apprendere loro quanto più possibile”.

“Daremo l’occasione – ha sottolineato Minincleri – a ventiquattro dei nostri giovani non vedenti e ipovedenti siciliani di poter lavorare nei centralini della Regione e in generale dell’Amministrazione pubblica. Ma anche in aziende private. E questa è una grande soddisfazione”.

“Ho deciso di frequentare questo corso – ha detto Benedetta Spampinato – perché rappresenta un’occasione per mettersi in gioco e costruirsi una professione. Perché purtroppo noi non vedenti, per quanto diplomati o laureati, non possiamo svolgere tutti i lavori. E il corso è interessante anche perché approfondisce aspetti pratici: ci si addentra per esempio nel discorso informatico della gestione di un centralino telefonico”.

“Considero questo corso – ha aggiunto Rosa Di Caro – molto importante per le persone non vedenti e ipovedenti perché consente un inserimento nel mondo del lavoro. Nonostante i nostri limiti, con un’adeguata formazione possiamo fare tutto. Quello del lavoro è un traguardo che tutti vorremmo raggiungere e ce la faremo grazie alla competenza di insegnanti e tutor, che hanno tutti una elevata sensibilità”.

Foto scattata ai corsisti durante un momento della lezione

Pubblicato il 20/09/2021.

Sicilia – “Attenti agli occhi” sulla prevenzione visiva

Su Radio Margherita, che è tra gli sponsor della trasmissione, da venerdì prossimo dieci “pillole” settimanali per parlare di come combattere i problemi della vista. In studio, con un’oculista, il presidente regionale Minincleri e i referenti dei centri dell’Unione ciechi in ogni provincia siciliana  

Dieci “pillole” settimanali sulla prevenzione delle malattie della vista su Radio Margherita ogni venerdì alle 20.15 dal cinque marzo al sette maggio.

“Attenti agli occhi” si chiama la brevissima trasmissione – quattro minuti a puntata – curata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti e voluta dal presidente regionale Gaetano Renzo Minincleri “perché la prevenzione è fondamentale”.

“Per fortuna – ha aggiunto Minincleri – ci sono sempre meno ciechi assoluti, come me, ma cresce costantemente il numero degli ipovedenti, soprattutto tra gli anziani. Ecco, questo programma nasce per far conoscere le attività di prevenzione che l’Uici mette in campo in ogni provincia siciliana”.

“In ogni puntata – ha spiegato il Presidente – ci saranno in studio una brava oculista, Valentina Cifalinò, che parlerà dei disturbi visivi più frequenti, e uno dei rappresentanti provinciali dell’Unione ciechi, per illustrare l’attività delle nostre strutture territoriali”.

La trasmissione – che, registrata negli studi della Stamperia regionale Braille di Catania, ha tra gli sponsor proprio Radio Margherita – ospiterà nella prima puntata il presidente Minincleri, il quale illustrerà le finalità dell’iniziativa e sceglierà per gli ascoltatori una canzone attinente con gli argomenti trattati.

Lo stesso faranno negli appuntamenti successivi i presidenti delle sedi provinciali: a Giuseppe Vitello di Agrigento seguiranno Alessandro Mosca di Caltanissetta, Rita Puglisi di Catania, Santino Di Gregorio di Enna, Costantino Mòllica di Messina, Tommaso Di Gesaro di Palermo, Salvatore Albani di Ragusa e Carmelo Fangano di Siracusa. Nell’ultima puntata il segretario Salvatore Bonfiglio parlerà dell’Uici di Trapani, di cui è presidente Antonio Struppa.

La dottoressa Cifalinò illustrerà ogni venerdì vari problemi visivi riguardanti le persone che hanno superato una certa età, ma non solo.

“Parleremo – ha spiegato – anche di bambini e di disturbi come mosche volanti e lampi, di problemi agli occhi causati dagli schermi di computer e telefonini, dell’occhio secco, dell’occhio pigro. E di come affrontare, patologie più serie: la maculopatia, il glaucoma, la retinopatia diabetica, la cataratta e le occlusioni vascolari”. 

Nel corso della trasmissione saranno utilizzate parole semplici e saranno forniti gli indirizzi delle sedi territoriali dell’Uici. Ogni provincia siciliana, infatti, ha una sede pronta a fornire assistenza e visite oculistiche.

Un seminario per ribadire l’importanza del Braille

Autore: Anna Buccheri

Quest’anno la Giornata che celebra il Braille in Sicilia è stata organizzata il 25 febbraio dal Consiglio Regionale UICI in collaborazione con la Facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione dell’Università di Enna Kore. Si è trattato di un seminario online per il tirocinio interno degli studenti del Corso di Scienze della Formazione Primaria. L’incontro introdotto dalla Preside della Facoltà Marinella Muscarà è stato coordinato da Stefano Salmeri nella doppia veste di docente di Pedagogia generale e sociale della Kore e di Consigliere Nazionale UICI. Dopo i saluti del Rettore della Kore Giovanni Puglisi sono intervenuti: da Roma, il Presidente Nazionale UICI Mario Barbuto e la Vice-Presidente Nazionale Linda Legname; da Milano il Presidente del Club Italiano del Braille Nicola Stilla; dal Polo Tattile Multimediale di Catania il Presidente del Consiglio Regionale UICI Sicilia Gaetano Minincleri, la Coordinatrice del Gruppo di Lavoro (GdL) Istruzione Regionale UICI Sicilia Rita Puglisi e il Presidente della Sezione Territoriale UICI di Enna Santino Di Gregorio; i docenti dell’Università Kore: Viviana La Rosa Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria, Alessandra Lo Piccolo Direttrice del TFA specializzazione per il sostegno e Stefano Salmeri. Il seminario si è concluso con un workshop con i Lego Braille Bricks a cura del Responsabile del Centro di Consulenza Tiflodidattica (CCT) di Catania, Leonardo Sutera.

La Preside Muscarà ha ricordato l’attenzione alla differenza/diversità che l’Ateneo di Enna ha e ha sempre avuto e in particolare la Facoltà di Studi Classici, Linguistici e della Formazione e specialmente il Corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria, e ha ribadito l’impegno della Kore attraverso l’azione del professore Salmeri per promuovere il codice Braille, che nonostante le tecnologie rimane importante per la formazione dei bambini. Ha quindi ribadito un impegno sempre maggiore per mettere in campo azioni nell’offerta formativa e arricchire il profilo professionale dei laureati in Scienze della Formazione Primaria. Il Braille infatti non è e non può essere circoscritto soltanto al  sostegno.

Il Rettore Puglisi ha evidenziato che la ricerca di Braille di una modalità per far capire ad un altro la propria espressione non verbale che ha un contenuto (facendo quindi riferimento al padre della linguistica moderna, Ferdinand De Saussure) ha un alto valore culturale e comunicativo, che significa anche portare fuori dal recinto della diversità tutti coloro che hanno un problema legato alla visione. E il codice Braille è stato rivoluzionario e come ogni innovazione ha incontrato difficoltà per affermarsi ed essere riconosciuto. Il Rettore ha quindi concluso affermando con forza che va insegnato che l’individuo vale per sé, per la sua soggettività e ricchezza interiore, non per le sue caratteristiche esteriori e che la differenza è una questione di approccio alla vita quotidiana.

Il Presidente Nazionale UICI Barbuto ha ribadito l’importanza per gli studenti della lezione di Braille e del suo codice, che esprime il desiderio della conoscenza. Ha quindi offerto un breve excursus della storia del Braille tra precedenti tentativi e soluzioni e ostacoli che si sono frapposti alla sua affermazione come il migliore e più rispondente sistema di letto-scrittura per le persone con disabilità visiva. Il Presidente Barbuto ha invitato gli studenti ad essere flessibili, attenti e aperti alle innovazioni e ad assicurare la specificità degli interventi per la disabilità in generale e per ogni disabilità, concludendo che Braille insegna questo.

La Vice-Presidente Nazionale UICI Legname muovendosi nella prospettiva indicata dal Presidente Nazionale ribadisce il valore inclusivo del Braille che ha realizzato il sogno di rivincita della persona con disabilità visiva per il riconoscimento della dignità e delle pari opportunità come ogni essere umano. Ha quindi rilevato che gli ipovedenti fanno molta fatica ad accettare il Braille e vanno incoraggiati dagli insegnanti. Il Braille infatti non riguarda solo i ciechi assoluti, o gli ipovedenti gravi, perché il residuo visivo può essere usato per altre autonomie. Infine chiede al CRUS un protocollo per aprire ai CCT (veri laboratori esperienziali) per organizzare laboratori e per lo svolgimento delle tesi di laurea con argomento la disabilità visiva e si augura che sia possibile l’istituzione di cattedre di tiflopedagogia.

Il Presidente del Club Italiano del Braille Stilla ringrazia il Rettore della Kore per l’altissimo valore del suo intervento, menziona sia i soci fondatori del Club (nato nel 2003), tra i quali c’è la Stamperia Regionale Braille di Catania, sia la Giornata Internazionale della lingua madre istituita dall’UNESCO nel 1999 a difesa dell’identità linguistica. Tra i principali obiettivi del Club indica la promozione dei Musei del Braille (come quello di Coupvray e quello dell’Istituto di Milano). Propone infine la consegna al Rettore della tessera di socio onorario UICI e del Club.

Il Presidente Regionale UICI Sicilia Minincleri cita i tre CCT siciliani (Agrigento, Catania e Palermo) che si avvalgono di personale specializzato per la didattica con i non vedenti e gli ipovedenti e la Stamperia Regionale Braille di Catania che, oltre a fornire testi (in Braille, large print, audiolibri, formato elettronico), comprende il Polo Tattile Multimediale che a sua volta si articola in: Museo Tattile Borges, Bar al buio, Giardino sensoriale e Showroom. Accoglie la proposta del Presidente del Club Italiano del Braille Stilla che verrà discussa nel prossimo Consiglio Regionale.

Per la Coordinatrice del GdL Istruzione Regionale UICI Puglisi non si deve avere paura di essere diversi e di sentirsi diversi. Il Braille insegna che la diversità può essere valorizzata, ma è necessario per stare al passo con i tempi un raccordo dei servizi erogati anche in un momento difficile come quello di oggi.

Per il Presidente della Sezione Territoriale UICI di Enna Di Gregorio questa giornata è stata l’occasione per aggiungere un altro filo alla trama di un intreccio di rapporti già avviati e consolidati con l’Università Kore per una compartecipazione nella crescita culturale e sociale e nell’ottica di una cittadinanza attiva garantendo pari opportunità agli studenti con disabilità visiva per quanto riguarda i test d’ingresso (con stampa testi ingranditi o in Braille), la fornitura di ausili per ipovedenti, l’attività di mobilità e orientamento all’interno di ambienti in cui ci si troverà a vivere l’esperienza universitaria (plesso della Facoltà, aule, Biblioteca). Si è avviata negli anni una stretta collaborazione, che consente una proiezione nel futuro con possibili progetti anche con la nuova Facoltà di Medicina della Kore. La tiflologa della sezione, Marta Zocco, ha già curato Laboratori di Braille e sta svolgendo il Laboratorio 5 disabilità sensoriali nel TFA specializzazione per il sostegno. Il Presidente Di Gregorio auspica che si possa potenziare l’accoglienza sia per gli studenti sia per i professionisti che lavorano con la disabilità visiva, operando in sintonia e facendo rete. Ha concluso ribadendo l’importanza del Braille.

La Coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria La Rosa ha ribadito che la giornata costituisce un’opportunità importante per le suggestioni derivanti dagli interventi. La conoscenza e la padronanza dei linguaggi e delle metodologie sono un importante bagaglio per i maestri. Mentre strategie, percorsi e formazione sono indispensabili per redigere il Progetto di Vita più rispondente per ogni bambino e bambina.

Per la Direttrice del TFA specializzazione per il sostegno Lo Piccolo bisogna lavorare molto sulla sensibilizzazione e su più fronti, incrementando l’interesse per la tematica che non può essere prerogativa solo del sostegno. Il Braille ha una grande valenza educativa e inclusiva, che va sfruttata, andando quindi anche oltre il pregiudizio. Infine si augura che possa esserci uno spazio maggiore dedicato al Braille all’interno del TFA per il sostegno.

Come docente di Pedagogia generale e sociale Salmeri sottolinea che bisogna prendersi cura dell’altro e assumersene la responsabilità. È l’accesso alla cultura che permette di emanciparsi e dà la consapevolezza. E questo il Braille lo fa. Il non vedente deve essere se stesso ed è attraverso l’apprendimento che si diventa se stessi.

Il Responsabile CCT di Catania Sutera ha condotto un workshop con i Lego Braille Bricks, 512 mattoncini più la chiavetta per staccarli, frutto dell’attenzione e del lavoro della comunità educativa. Molte sono le possibilità di utilizzo: attività per i prerequisiti per il Braille, attività per l’apprendimento del Braille, attività legate al gioco che rende possibile l’apprendimento in modo divertente e coinvolgente. È stato quindi proiettato un breve video in cui Lorenzo Matteo Fisichella, di 9 anni, svolge con la sua educatrice Laura Sapienza un’attività con i Lego. Matteo compone le parole che indicano i mobili, la finestra e la porta della sua stanza, e fa la pianta della sua stanza.

Il professore Salmeri ha lasciato che fosse proprio Matteo a fare i saluti finali.

Sicilia – Uici, Kore, Louis Braille e Lego

Un workshop con i mattoncini che insegnano la scrittura per ciechi ha chiuso l’evento organizzato con l’Università ennese sulla piattaforma meet per duecentocinquanta allievi. Tutti entusiasti della performance del piccolo Matteo Lorenzo Fisichella

“La Cultura, per i non vedenti, si costruisce mattoncino dopo mattoncino, con i Lego Braille Bricks”.

La battuta è del presidente regionale dell’Uici, Gaetano Renzo Minincleri, che ha partecipato ieri, dal Polo Tattile Multimediale di Catania, all’evento organizzato dall’Uici sulla piattaforma meet in collaborazione con la Facoltà di Studi Classici, linguistici e della formazione dell’Università Kore di Enna: un incontro con duecentocinquanta studenti del Corso di Scienze della Formazione primaria per celebrare la Giornata del Braille.

L’evento è stato aperto dal rettore della Kore, Giovanni Puglisi e introdotto dalla preside della Facoltà Marinella Muscarà. Da Roma si sono collegati il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto, la vicepresidente nazionale Linda Legname, e da Milano il presidente del Club italiano del Braille Nicola Stilla.

A Catania, con Minincleri, c’erano la coordinatrice regionale dell’Istruzione Rita Puglisi e il presidente dell’Uici di Enna Santino Di Gregorio. E, tra i docenti della Kore, Stefano Salmeri, che insegna Pedagogia generale nell’ateneo ed è consigliere nazionale dell’Uici, e, da Enna, Viviana La Rosa, coordinatrice del corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria, e Alessandra Lo Piccolo, direttrice del Corso di specializzazione per il sostegno.

Nel corso dell’incontro, con interventi e lezioni, è stato ribadito come il codice di lettura e di scrittura inventato nel lontano 1829 da Louis Braille, sia ancora insuperato, nonostante le nuove tecnologie.

“Questo evento sul web – ha detto Salmeri – ha rappresentato un momento importante per ribadire il valore di un codice che ha permesso ai non vedenti di acquistare pari dignità rispetto agli altri cittadini uscendo da una condizione di subalternità se non di totale dipendenza. Da pedagogista posso dire che il compito dell’educazione è quello di liberare, emancipare, far diventare autonomi. Un concetto sottolineato anche dal Magnifico rettore Puglisi”.

Il seminario si è concluso con un workshop con i Lego Braille Bricks a cura del responsabile del Centro di consulenza tiflodidattica di Catania, Nando Sutera, con un breve filmato per illustrare l’utilizzo dei mattoncini con protagonista Matteo Lorenzo Fisichella, un bambino non vedente di nove anni, e la sua educatrice, Laura Sapienza.

“Questi mattoncini – ha spiegato Sutera – segnati dalle lettere puntiformi in codice Braille, possono essere utilizzati per attività didattiche, di socializzazione e ludiche per i bambini non vedenti e sono anche un ottimo ponte per costruire rapporti con i loro coetanei vedenti. Vanno utilizzati fin dalla scuola dell’infanzia: con un percorso ludico, nell’ultimo anno i bambini non vedenti devono essere pronti a imparare a leggere e scrivere in Braille, così come i coetanei vedenti sviluppano i prerequisiti per apprendere la scrittura in nero”.

La performance di Matteo Lorenzo, presente anche nel Polo Tattile con la madre, è stata apprezzatissima per la sua schietta genuinità dagli studenti e da tutti i presenti, che lo hanno lungamente applaudito.

“Sono molto felice – ha detto – di esser stato scelto per questa Festa del Braille regionale. Io conoscevo già il metodo di lettura e scrittura Braille, ma non questi Lego Braille Bricks”.

Foto dei Lego Braille Bricks

Louis Braille, nato nella famiglia di un sellaio nel 1809, perdette la vista a causa di un’infezione contratta a tre anni. A dieci vinse una borsa di studio per l’Istituto di giovani ciechi di Parigi, ai quali veniva insegnato a leggere secondo il metodo tattile messo a punto da Valentin Haüy: grazie a un filo di rame posto sull’altro lato del foglio si dava rilievo alle lettere in nero. Il sistema non permetteva però ai non vedenti di scrivere. Per questo, a dodici anni, quando venne a sapere di un metodo militare per scrivere messaggi notturni in rilievo, cominciò a elaborarne uno uno basato su sei punti variamente combinati per corrispondere a lettere, numeri e note: il braille, nato nel 1929 e ancor oggi usato dai non vedenti di tutto il mondo. Così, a soli diciannove anni, il giovane Louis divenne professore nello stesso istituto, dove suonava anche l’organo durante le cerimonie religiose. Morì di tubercolosi a 43 anni e nel 1952 i francesi riconobbero la sua grandezza trasferendo le sue spoglie nel Pantheon di Parigi.

Link Youtube

Filmato giornata regionale Braille Kore-Uici  https://youtu.be/whQEvg0oMn4

Dichiarazione Matteo Lorenzo Fisichella https://youtu.be/6I62F7lSSO0  

Dichiarazione Stefano Salmeri  https://youtu.be/zYDhTrGyls8

Dichiarazione Nando Sutera https://youtu.be/fRIW1iX7FzU

Sicilia – Con Kore e Uici la Sicilia ricorda Louis Braille

Giovedì 25 la Giornata dedicata all’inventore della scrittura per i ciechi sarà celebrata con un evento organizzato dall’Università ennese. Sulla piattaforma meet i vertici dell’Ateneo e quelli dell’Unione ciechi e ipovedenti nazionale e regionale, docenti e tecnici e duecentocinquanta allievi. Anche un workshop con i mattoncini Lego in braille

Louis Braille ha consentito ai non vedenti di tutto il mondo di accedere direttamente e senza mediazioni alla Cultura, al Sapere umano. E questo studiando, approfondendo, grazie al metodo di lettura e scrittura da lui inventato”.

Lo ha detto il presidente regionale dell’Uici Gaetano Renzo Minincleri nel presentare le celebrazioni, in Sicilia, della Giornata del Braille, “quest’anno organizzata in collaborazione con la Facoltà di Studi Classici, linguistici e della formazione dell’Università Kore di Enna”.

L’evento, rivolto a duecentocinquanta studenti del Corso di Scienze della Formazione primaria, avrà luogo dalle 10,30 alle 12.30 di giovedì 25 febbraio on line sulla piattaforma meet.

L’incontro sarà aperto dai saluti del rettore Giovanni Puglisi e introdotto dalla preside della Facoltà Marinella Muscarà. Saranno presenti il presidente nazionale dell’Uici Mario Barbuto, la vicepresidente nazionale Linda Legname, il presidente del Club italiano del Braille Nicola Stilla, il presidente siciliano Minincleri, la coordinatrice regionale dell’Istruzione Rita Puglisi e il presidente dell’Uici di Enna Santino Di Gregorio.

Interverranno inoltre i docenti Viviana La Rosa, coordinatrice del corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria, Alessandra Lo Piccolo, direttrice del Corso di specializzazione per il sostegno, e Stefano Salmeri, che insegna Pedagogia generale nella Kore ed è consigliere nazionale dell’Uici.

“Il Braille – ha detto Salmeri – è un codice di lettura e di scrittura assolutamente non superabile, anche con le nuove tecnologie. Anzi, questi strumenti tecnologici sono complementari al Braille nonostante questo sia stato inventato nel lontano 1829. Ha quindi 192 anni di vita. Gloriosa perché ha permesso ai ciechi di diventare cittadini consapevoli e produttivi, con pari dignità rispetto agli altri, inserendosi in ruoli d’alto profilo sociale e culturale”.  

Il seminario si concluderà con un workshop con il Lego Braille Bricks a cura del responsabile del Centro di consulenza tiflodidattica di Catania, Nando Sutera, che si servirà anche di un breve filmato per illustrare l’utilizzo dei mattoncini con un’educatrice.

Louis Braille, nato nella famiglia di un sellaio nel 1809, perdette la vista a causa di un’infezione contratta a tre anni. A dieci vinse una borsa di studio per l’Istituto di giovani ciechi di Parigi, ai quali veniva insegnato a leggere secondo il metodo tattile messo a punto da Valentin Haüy: grazie a un filo di rame posto sull’altro lato del foglio si dava rilievo alle lettere in nero. Il sistema non permetteva però ai non vedenti di scrivere. Per questo, a dodici anni, quando venne a sapere di un metodo militare per scrivere messaggi notturni in rilievo, cominciò a elaborarne uno uno basato su sei punti variamente combinati per corrispondere a lettere, numeri e note: il braille, nato nel 1929 e ancor oggi usato dai non vedenti di tutto il mondo. Così, a soli diciannove anni, il giovane Louis divenne professore nello stesso istituto, dove suonava anche l’organo durante le cerimonie religiose. Morì di tubercolosi a 43 anni e nel 1952 i francesi riconobbero la sua grandezza trasferendo le sue spoglie nel Pantheon di Parigi.

 Link Youtube

Filmato Braille https://youtu.be/0W96mmY7Oy8

Dichiarazione Minincleri https://youtu.be/hG-scZiLxW8

Dichiarazione Salmeri   https://youtu.be/Ll7SLp9_xjs

Sicilia – Covid, ciechi e ipovedenti, minori difese e vaccini

Il presidente regionale dell’Uici, Minincleri ha scritto al governatore Musumeci e all’ assessore Razza per chiedere anche in Sicilia priorità nella somministrazione vaccinale per queste categorie protette. Ma anche per accompagnatori e collaboratori

Ciechi assoluti o parziali e ipovedenti gravi sono tra le categorie con minori difese rispetto al covid, perché ‘vedendo’ esclusivamente attraverso il tatto, sono costretti a toccare qualunque cosa, senza guanti o protezioni, esponendosi così al contagio”.

Lo ha ricordato il presidente dell’Uici regionale Gaetano Renzo Minincleri che ha indirizzato una lettera al presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e all’assessore alla Sanità Ruggero Razza in cui chiede che queste categorie protette “abbiano priorità nella vaccinazione anti-covid”.

Minincleri, nella missiva, ha sottolineato come il Commissario per l’emergenza covid, Domenico Arcuri, abbia accolto l’appello lanciato dal presidente nazionale dell’Uici, Mario Barbuto, “per inserire le persone con disabilità visiva nel programma di vaccinazione delle prossime settimane”.

Barbuto, per ovvi motivi, aveva rimarcato anche la necessità di vaccinare anche accompagnatori e collaboratori che vivono in simbiosi con i ciechi.

Per esempio, ha detto Minincleri parlando della Sicilia, “il personale delle strutture dell’Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in tutta l’Isola, della Stamperia Regionale Braille di Catania e del Centro regionale Hellen Keller, scuola cani guida, di Messina”.

Nella lettera il presidente Minincleri, oltre a dichiarare l’apprezzamento dell’Uici regionale per “la decisa e concreta azione intrapresa dalla Giunta Musumeci a tutela della salute dei cittadini siciliani”, e “consapevole delle difficoltà insite nella gestione dell’attuale emergenza sanitaria”, ha messo a disposizione le dodici strutture dell’Uici sul territorio Regionale.

Queste ultime si occupano anche di prevenzione dell’ipovisione, in particolare per le patologie legate agli schermi a luce blu, quelli di pc e telefonini, che hanno avuto un’impennata a causa della crescita esponenziale dell’uso di questi dispositivi a causa del telelavoro e della didattica a distanza.

L’Uici siciliano, inoltre, dall’aprile del 2020, ha approntato un help center telefonico per la dad rivolta sia a ciechi e ipovedenti che ai vedenti. Il centro fornisce assistenza agli insegnanti, ma anche supporto psicologico agli allievi, anche vedenti.

“Stiamo consolidando – ha detto Minincleri, che è un insegnante in pensione – una rete virtuosa dialogante sui bisogni degli studenti, siano essi non vedenti, ipovedenti o vedenti”.

E ha ribadito la denuncia sulla “carenza di dispositivi multimediali ed elettronici specifici per gli studenti in particolare con pluridisabilità”.

Nella foto: Gaetano Renzo Minincleri

Sicilia – Ipovisione e schermi a luce blu, screening gratuito per i giornalisti

Iniziativa dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti regionale in tutte le province siciliane. Si comincia lunedì 14 dicembre, da Catania, dove l’unità mobile oftalmica dell’Uici con gli oculisti sarà disponibile dalle 9.30 alle 13.30. Il test esteso anche a chi lavora nelle redazioni. Misure anti-covid e mascherine gratis

Partirà da lunedì prossimo, 14 dicembre, da Catania, lo screening gratuito per i giornalisti e per chi lavora nelle redazioni lanciato dall’Unione italiana ciechi e ipovedenti siciliana.

L’unità mobile oftalmica dell’Uici, un camper perfettamente attrezzato per le visite specialistiche, stazionerà infatti nel parcheggio dietro il quotidiano La Sicilia di viale Odorico da Pordenone (ingresso dal distributore di benzina Esso, seguire la mappa allegata) dalle 9.30 alle 13.30.

La campagna è stata illustrata dal presidente regionale dell’Uici Gaetano Minincleri, il quale ha ricordato come “nel convegno nazionale organizzato dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti l’anno scorso a Messina” sia stato confermato “che gli schermi dei computer, a luce blu, possono danneggiare fortemente la vista”.

“Per questo – ha dichiarato Minincleri – l’Uici regionale ha deciso di lanciare una campagna di prevenzione nell’intera Sicilia, in tutti i capoluoghi di provincia, grazie alle nostre unità mobili, mirata a una specifica categoria: i giornalisti e a chi lavora nelle redazioni. Sono costretti infatti a rimanere ore e ore davanti ai computer e di conseguenza potrebbero avere dei danni gravissimi agli occhi”.

Quello dell’ipovisione è un problema che coinvolge fasce sempre più ampie di italiani per via dell’uso frequentissimo di pc, tablet e smartphone. Di qui l’importanza, per chi appartiene alle categorie più esposte, di sottoporsi a uno screening che, ha ricordato Minincleri, “è gratuito, effettuato da medici di alto livello, dura pochi minuti e si svolge in assoluta sicurezza”.

Inviti ai giornalisti a sottoporsi allo screening sono venuti da Orazio Aleppo, segretario provinciale dell’Assostampa di Catania e dai direttori dei due giornali cartacei catanesi, Antonello Piraneo de La Sicilia e Carlo Alberto Tregua del Quotidiano di Sicilia.

“Le ore passate davanti al computer con la luce blu emessa dagli schermi – ha sottolineato Aleppo -, sono diventate un problema per noi giornalisti: l’ipovisione è diventata una malattia professionale. L’Uici regionale ci dà la possibilità di fare un test gratuito: approfittiamone”.

“I giornalisti – ha aggiunto Tregua – soffrono di un affievolimento della vista a causa delle emissioni degli schermi a luce blu dei computer. Io sono sempre stato per la prevenzione e invito i colleghi, anche giovani, a fare controlli annuali alla vista. In questo quadro, l’Uici regionale ha promosso questa lodevole iniziativa offrendo visite gratuite”.

“Si dice che i giornalisti – ha concluso Piraneo – siano gli occhi dei lettori. E quindi dobbiamo stare bene attenti alla nostra vista. Tra l’altro in questo periodo di lavoro da remoto si sta molto di più al computer. Quindi noi giornalisti dobbiamo cogliere l’opportunità che ci viene offerta dall’Uici per poter fruire di uno screening gratuito utile per noi e in fondo anche per i lettori”.

Gli oculisti cercheranno i segnali d’allarme: occhi rossi, che bruciano o lacrimano.

Va sottolineato infine che l’unità mobile oftalmica è munita, oltre che di una speciale lampada a fessura, anche di dispositivi di sicurezza – pannelli in plexiglas, disinfettanti a base di sostanze cloro-attive, materiali usa e getta -, per garantire la massima sicurezza dei pazienti e degli operatori.

Il camper dell’Uici è lo stesso utilizzato nella scorsa estate nel corso di un’altra campagna di screening denominata “La prevenzione non va in vacanza” nei lidi della Plaia.

Anche stavolta, oltre ai controlli oculistici gratuiti, saranno date informazioni sull’utilizzo delle misure anti covid-19 e fornite gratuitamente delle mascherine monouso

Link Youtube

Filmato ciechi https://youtu.be/ufGSZz0ba_g

Dichiarazioni Minincleri, Aleppo, Tregua, Piraneo https://youtu.be/ueZnEYo3Omo

Sicilia – Minincleri, compiacimento per la conferma di Barbuto a presidente nazionale

Ricco di soddisfazioni per la Sicilia il ventiquattresimo congresso dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, quello del centenario dalla fondazione, svoltosi on line con 276 delegati e il coinvolgimento di oltre ottomila persone. Nel corso dei lavori, anche un intervento dell’assessore della Regione Siciliana Antonio Scavone, al quale Minincleri ha chiesto davanti all’Assemblea un impegno per l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni

“Il ventiquattresimo congresso nazionale, quello del centenario dalla fondazione, è stato ricco di soddisfazioni per la Sicilia, a cominciare dalla riconferma come presidente nazionale del catanese Mario Barbuto, per la quale esprimo, anche a nome del consiglio regionale, un grande compiacimento. Ma va registrato anche il successo di Linda Legname, la più votata nello scrutinio del Consiglio nazionale, e l’elezione di Stefano Salmeri”.

Lo ha detto Gaetano Minincleri, presidente siciliano dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, parlando dell’appena concluso congresso dell’Uici, che, svoltosi on line per le disposizioni anti-covid, ha visto la partecipazione di 276 delegati e il coinvolgimento di ben ottomila persone che hanno seguito la diretta sulla radio dell’Uici e su Facebook e Youtube.

“Il presidente Barbuto – ha detto Minincleri, il quale è stato uno dei due vicepresidenti del Congresso – ha confermato il suo impegno, che appoggiamo completamente, basato sulla ricerca di una società più giusta e civile, con i disabili visivi, purtroppo sempre di più, pronti a far leva sulla forza del passato e sulla consapevolezza del presente, per costruire un futuro di uguaglianza tra tutti i cittadini”.

“Nel corso dei lavori – ha sottolineato inoltre Minincleri, in presenza a Roma nella sede Uici di via Borgognona con Barbuto, la presidente del Congresso Giulia Cannavale e l’altro vicepresidente Hubert Perfler – su questi temi a noi così cari abbiamo avuto importanti contributi di leader politici nazionali, a cominciare dal messaggio d’apertura del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dai contributi della ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e del presidente dei senatori di Iv, Davide Faraone, entrambi siciliani”.

“Inoltre – ha detto ancora il Presidente regionale dell’Uici – abbiamo registrato con grande piacere il significativo intervento dell’assessore regionale alla Famiglia Antonio Scavone, il quale ha colto perfettamente lo spirito con cui l’Uici, in Sicilia come a livello nazionale, sta portando avanti il proprio impegno nei confronti di chi, affetto da disabilità visive o da pluridisabilità, deve avere le stesse opportunità degli altri cittadini”.

“Anche in ragione di questo – ha concluso Minincleri – ho chiesto all’assessore Scavone, davanti all’assemblea, un impegno perché l’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni di Catania torni a essere interamente dedicato ai disabili visivi, dopo aver rappresentato per più di un secolo un autentico punto di riferimento per non vedenti e ipovedenti. Nell’Istituto si è formata un’intera classe dirigente anche nazionale: lì hanno studiato, per esempio, il riconfermato presidente nazionale dell’Unione, Barbuto, e tanti altri”.

Link Youtube

Istituto dei ciechi filmato

Sicilia – Ardizzone Gioeni, protesta davanti ai cancelli

Dopo la Lettera aperta di ieri al Commissario, nel timore che destini la struttura all’affitto a scuole per vedenti, oggi una quarantina di ex allievi, i vertici dell’Uici e deputate nazionali e regionali del M5s hanno portato la loro solidarietà ai residenti che dovranno lasciare, temporaneamente, la struttura 

Una quarantina di persone, in maggioranza ex allievi dell’Istituto dei ciechi Ardizzone Gioeni di Catania, è intervenuta stamattina davanti al cancello chiuso della struttura di via Etnea in segno di solidarietà nei confronti dei tre ospiti ai quali è stato comunicato che dovranno lasciare per qualche tempo l’Istituto.

Presenti, tra gli altri, il presidente dell’Uici regionale Gaetano Minincleri, la presidente di Catania Rita Puglisi e quello di Enna Santino Di Gregorio, e anche due esponenti del M5s, la deputata nazionale Maria Laura Paxia e quella regionale Gianina Ciancio

“Oggi sono qui – ha detto Maria Laura Paxia – a seguito della lettera aperta scritta dagli ex allievi dell’Ardizzone Gioeni in merito alla preoccupazione che hanno sugli ambienti ristrutturati per permettere ai ciechi di restare nell’Istituto e che a quanto pare andranno all’Ersu. Questa loro preoccupazione la condivido, al punto da aver chiesto un incontro con il Commissario che gestisce l’Istituto”.

La Lettera aperta alla quale si riferisce la deputata è stata indirizzata ieri da ventisette ex allievi dell’Istituto dei ciechi di Catania, tra cui il presidente e il dg dell’Uici nazionale, Mario Barbuto e Salvatore Romano.

Nella lettera, i sottoscrittori dicono di temere “che uno degli ultimi atti amministrativi del Commissario abbia il fine di affittare tutta la struttura a scuole per vedenti e altre istituzioni” e ricordano che lo Statuto la destina invece totalmente a servizi per i disabili visivi.

 “Siamo molto preoccupati – ha detto Minincleri – perché davanti all’Ardizzone Gioeni di Catania troviamo una sola tabella che indica ‘Ersu’ (Ente regionale per il diritto allo studio universitario ndr) e non ‘Istituto dei ciechi’. Questo significa che si ha la volontà politica di cambiare la destinazione d’uso di questo edificio. Anche tutte le stanze che erano state ristrutturate per il centro residenziale per i non vedenti, sembra che debbano andare in affitto all’Ersu”.

Riguardo alla protesta dei residenti, in una nota diffusa ieri il Commissario ha giustificato lo spostamento con “lavori di adeguamento alle prescrizioni del Vigili del fuoco” che dovrebbero protrarsi per un mese, sottolineando di aver “offerto il pernottamento in altra struttura”.

“Quel che vogliamo – ha spiegato Gianina Ciancio – è trovare il prima possibile una soluzione che preveda degli impegni certi. Sotto questo punto di vista ho avuto delle interlocuzioni con l’assessore Scavone che si è dimostrato molto disponibile. Se gli ospiti dovessero lasciare temporaneamente l’Istituto noi spingeremo perché il provvedimento abbia comunque un termine e che questo venga messo per iscritto”.

Ma la questione, come detto, non riguarda soltanto gli ospiti, ma altri problemi, a cominciare dalla mancata erogazione di servizi ai disabili visivi.

“Noi – ha detto Minincleri – siamo pronti a lottare per questo: qui si sono tenute persino Feste della Birra, mentre quel Centro per pluriminorati che l’Istituto avrebbe dovuto ospitare è fermo da tre anni.  Infatti, dopo una gara d’appalto per la gestione vinta dall’Irifor, tutto si fermò perché gli amministratori dell’Ardizzone Gioeni avevano dimenticato che occorreva anche l’autorizzazione sanitaria. A tutt’oggi mancante”. 

Link Youtube

Istituto dei ciechi filmato

Dichiarazione Paxia

Dichiarazione Ciancio

Dichiarazione Minincleri

Catania – Disabili visivi tecnici dell’accoglienza turistica

In dodici stanno seguendo a Catania un corso finanziato da Regione e Fse per avviare al lavoro persone vulnerabili. Il presidente Minincleri, “Ciechi e ipovedenti, tra coronavirus e crisi, sono soffocati, chiusi in casa, disoccupati”. Le storie esemplari dei partecipanti

“Questo Corso riservato a non vedenti e ipovedenti per il conseguimento della qualifica professionale di tecnico dell’accoglienza turistica, rappresenta la prima sperimentazione del genere in Italia ed è stato reso possibile da un bando dell’Assessorato regionale alla Famiglia”.

Lo ha affermato Gaetano Minincleri, presidente del Consiglio Regionale della Sicilia dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici), incontrando, nella sede catanese dell’Unione, i dodici partecipanti al Corso (sette donne e cinque uomini, di vari Comuni della Sicilia orientale), finanziato con il bando che tra i suoi obiettivi ha quello di incrementare la partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili.

L’Uici regionale è l’ente capofila e quindi coordina il progetto e vigila sulla sua realizzazione e sulla rendicontazione. Ma dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) che si occupa del Corso fanno parte anche l’Irifor, Istituto di ricerca, formazione e riabilitazione dell’Uici, per la parte dello specifico percorso di formazione professionale, e Plurimpresa srl, che, dopo la ricerca-selezione dei candidati e il tirocinio, individuerà un’Agenzia incaricata di trovare un lavoro ai corsisti

“Il progetto – ha spiegato Minincleri – si articola in tre fasi. La prima, già completata a fine luglio, consisteva nell’orientamento dei partecipanti. La seconda, quella formativa, è in corso e sarà articolata in una serie di lezioni per complessive seicento ore. La terza fase, la più lunga, si protrarrà per un anno e consentirà ai corsisti di far pratica sul campo lavorando in enti turistici e musei con una retribuzione di cinquecento euro mensili”.

L’innovativo Corso per tecnico dell’accoglienza turistica – con una ventina di docenti e materie tra cui Analisi del mercato e dell’offerta turistica, Marketing territoriale, Conoscenza e storia del territorio, Tecniche di Comunicazione, Elementi di legislazione turistica, Psicologia del turista e Lingua inglese e spagnola – è stato finanziato con quasi quattrocentosettantamila euro dal Piano operativo Fse Sicilia 2014-2020. Il Fondo sociale europeo (Fse) è il principale strumento finanziario con cui l’Unione europea sostiene l’occupazione negli Stati membri e promuove la coesione economica e sociale.

“Noi – ha detto Minincleri – ci auguriamo che questa sperimentazione dia ottimi risultati e che possa aprire una nuova via per indirizzare al lavoro i disabili visivi. I quali, per via della crisi seguita all’epidemia da coronavirus, sono soffocati, chiusi in casa, disoccupati”.

Esemplari alcune delle storie narrate dai partecipanti al Corso.

“Ho cinquantadue anni – ha raccontato Francesco Di Mauro – e ho sempre lavorato come artigiano. Poi, tre anni fa, è venuta una maculopatia degenerativa a cambiarmi l’esistenza, portandomi a diventare quasi cieco. Ho deciso di seguire il corso per guida turistica perché ho voglia di riappropriarmi della mia vita, di tornare quello che ero prima, inserendomi nuovamente nel mondo del lavoro”.

“Ho quarantatré anni – ha aggiunto Genny Cangemi – e sono ipovedente per una retinite pigmentosa. Sto frequentando questo corso anche perché in passato ho avuto un’esperienza nel settore in occasione della mostra dei paliotti”. 

Nell’estate del 2019, infatti, una trentina di paliotti d’età barocca dei maestri trapanesi e messinesi fu esposto nel Castello Ursino di Catania per una mostra voluta da Regione Siciliana, Soprintendenza e Comune di Catania, che aveva un catalogo scritto anche in braille. In quell’occasione, giovani con disabilità, anche visive, e studenti del dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università etnea, avevano il compito di accompagnare i visitatori.

“Ho trent’anni – ha spiegato Nico Scardace -, sono ipovedente e sono laureato in Pedagogia. Ma purtroppo la laurea non mi è stata utile a trovare un’occupazione. Ritengo che questo corso possa rappresentare un’opportunità per entrare nel mondo del lavoro”.

Il progetto che ha adattato il Corso per tecnico dell’accoglienza turistica alle esigenze di non vedenti e ipovedenti, e prevede anche la Fad (Formazione a distanza), è stato messo a punto dal gruppo di consulenza del Consiglio regionale dell’Uici e in particolare dall’esperto di formazione Massimo Balsamo, coadiuvato dal segretario regionale Giorgio Silvestro. Il responsabile esterno delle operazioni è Salvo Scaffidi, la tutor per l’azione formativa è Jennifer Canfailla, mentre Davide Baviera si occupa dei servizi di segreteria.

La gestione del progetto nelle sue singole fasi avviene ovviamente secondo procedure pubbliche che prevedono emanazione di bandi controllati dall’Ufficio e dall’Ispettorato del Lavoro e la vigilanza dell’Assessorato.

Link Youtube

Dichiarazione presidente regionale Uici Minincleri https://youtu.be/MxbV02htxhY

Dichiarazioni partecipanti al Corso https://youtu.be/kAZ7cOVkgDw Filmato Corso tecnico dell’accoglienza turistica https://youtu.be/zsxphkFAdf0

Foto dell’aula con i corsisti seduti di fronte alle loro postazioni computer