Sant’Anastasia (NA) – Percorso Loges

Il 23 marzo 2021 con grande fierezza è stato compiuto un importante passo in avanti per la piena fruibilità della nostra circumvesuviana.
È stato inaugurato un percorso loges presente nella stazione di Sant’Anastasia, con le relative mappe tattili utilizzabili da non vedenti e ipovedenti.
Il sistema Loges nasce per consentire, a non vedenti e ipovedenti, l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo.
Dal punto di vista pratico consiste in una pavimentazione costituita da una serie di superfici dotate di rilievi, studiate per essere percepite durante la camminata e cromaticamente contrastanti con la pavimentazione esistente.
Inoltre per dare completezza al sistema e garantire al meglio l’orientamento sono state installate mappe tattili, ossia mappe a rilievo con scrittura  Braille. La nostra associazione UICI ha contribuito e collaborato nella realizzazione del progetto, conferendo consigli, esperienza e strategie per meglio capire e soddisfare le esigenze relative alla disabilità visiva.
Si ringraziano inoltre tutti coloro che hanno partecipato e che con il loro contributo hanno realizzato tale progetto: l’importante presenza di Umberto De Gregorio, Presidente dell’EAV, la partecipazione di Enza Amato, consigliere della Giunta regionale Campania per l’Edilizia Pubblica, l’assessore alle politiche sociali Cettina Giliberti del Comune di Sant’Anastasia, Giuseppe Fornaro consigliere nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, il disability manager Anna Sammarruco di EAV e Enrico Mosca vicepresidente UICI della sezione di Napoli; Ferdinando Caprino che ha curato l’opera, il lavoro encomiabile di ingegneri e tecnici dell’EAV; I ringraziamenti vanno anche al nostro amico Raffaele Coccia che ha voluto fortemente e partecipato attivamente alla realizzazione di questo percorso.
Ci rallegriamo per il traguardo raggiunto, in attesa anche della conclusione dei lavori presso la stazione di Madonna dell’arco, per completare e agevolare al meglio la vita dei disabili visivi…

La legge non basta

Autore: Sergio Prelato

La nostra associazione ha contribuito fattivamente a creare la cultura dell’accessibilità per i non vedenti, stimolando studi e promuovendo i percorsi tattili, che peraltro non sono la panacea delle B. A.

Interpretare la normativa e le leggi e i regolamenti attuativi, in modo corretto ed equilibrato, è dovere etico del nostro Ente, per non scaricare sul progettista tutta la responsabilità di possibili mancanze, in un campo in cui solo le persone che hanno esperienza della disabilità visiva, possono fornire adeguati consigli. Le regole tecniche sono più chiare in ambiti di b. a. legate a disabilità motorie.

Nessuno può ridarci la vista, anche progettando al meglio delle conoscenze e pratiche attuali.

L’autonomia anche da parte di persone anziane e non solo giovani o in età lavorativa, è una conquista che si ottiene in primo luogo attraverso percorsi complessi, di motivazioni personali, dipende dal tipo di cecità e patologia e ipovisione.

Tanto per fare un esempio nel caso di alcune degenerazioni retiniche, l’eccessiva illuminazione è deleteria, come per altri tipi lo è il contrario.

Il progettista deve essere e diventare un alleato dei cittadini non vedenti, non sentirsi responsabile della loro patologia.

Gli accorgimenti richiamati genericamente dalla norma, per rendere accessibile un luogo, sono svariati e spesso non sono facili da capire per i tecnici, in quanto non esiste una formazione costante e a livello pre laurea.

La nostra esperienza, unita alla competenza dei tecnici, la nostra responsabilità nel fare applicare in modo ragionevole le normative, la responsabilità dei tecnici di fare il possibile per avvicinarsi ad un risultato soddisfacente e ottimale, sono obiettivi che si possono e debbono raggiungere con il tempo.

Già ora molti uffici, responsabili della realizzazione di molte infrastrutture hanno al loro interno le competenze tecniche per rendere un buon servizio ai viaggiatori e fruitori non vedenti.

I costi di queste politiche di accessibilità, non sempre riescono ad essere coperti da fonti di denaro pubblico sicuri, che vengono utilizzati per emergenze, equilibri di bilancio imposti da regole di contenimento del debito. ecc.

Il privato inoltre deve ottemperare a numerose incombenze e rispetto delle norme, ed è importante far capire quando e se conviene spendere soldi e come spenderli sulle barriere senso percettive.

La mera declinazione standard di regole che valgono sempre e comunque non conviene a nessuno, spesso crea “cattedrali nel deserto” ove un cieco assoluto non si avventurerebbe mai da solo, in nome di una autonomia di tipo formale e nominale doverosamente esplicitata dalla legge, d’altronde non è possibile che una norma non estenda la propria virtuale e ideale influenza in tutti i luoghi previsti dalla vita umana.

Ma sappiamo, in primis noi ciechi e ipovedenti, che non è possibile ragionare in termini assoluti, un po’ come pretendere un ospedale ad ogni angolo di strada.

Insomma, stazioni, metropolitane, banchine delle linee di trasporto, ospedali e altre strutture, un minimo di segnali che avvisino del pericolo durante gli attraversamenti è doveroso pretenderlo.

Ma in altri ambiti bisogna puntare sulla formazione e l’assistenza, come prassi di accessibilità, al pari di un percorso tattile a terra.

L’interpretazione barocca e fuorviante della norma, brandire sentenze di fatti gravi e incresciosi, ancorché fortunatamente rari, non è una prassi saggia.

Se un cieco si fa male per mancanza di accorgimenti, teoricamente non dovrebbe più uscire di casa.

Abbiamo la responsabilità di guidare con razionalità e con una corretta comunicazione, cosa che peraltro avviene già da anni, i Comuni e i privati ad acquisire sempre di più nozioni di accessibilità, ne è uno dei tanti esempi un corso organizzato dal Consiglio regionale del Piemonte dell’UICI, in collaborazione con l’Ancip.

Questo ha prodotto sul territorio piemontese più consapevolezza e contatto, e richieste di consulenza da parte nostra, in occasione di riqualificazioni e progetti.

Il puzzle dell’autonomia non si ottiene solo con percorsi tattili, si ottiene con corsi di orientamento, l’uso del bastone bianco in modo corretto, la presa in carico in caso di ciechi dalla nascita, di prassi precoci di motricità e competenze spaziali.

Trasmettere competenze sul mondo materiale e urbano che consentano l’utilizzo delle guide naturali peculiari sul territorio di residenza, fornire risorse e competenze per riconoscere pericoli e fonti di pericolo, indipendentemente dai percorsi tattili.

I percorsi tattili, come le mappe e targhette braille, sono elementi importanti, ma che fanno parte, appunto, di un puzzle ampio e non sempre scontato, che nessun artificio può, fine a se stesso, rendere veramente autonoma una persona cieca.

Molte persone affette da maculopatia, vogliono diventare autonome, e le risorse da mettere in campo per queste persone sono tante e complesse.

Illudersi che gli accorgimenti siano l’unica ancora di orientamento è scorretto e pericoloso.

Spesso, dipende dalle città e dalle stagioni, le foglie secche, la pioggia che crea allagamenti, vento, la neve, lavori in corso, peculiari condizioni urbanistiche, rendono difficoltoso l’incedere della persona disabile visiva, ostruiscono i percorsi tattili a terra. La cosa più importante è investire, tra le altre cose, in corsi di orientamento e mobilità più moderni e attuali, creando operatori preparati.

L’autonomia è sempre mediata dai percorsi, dalla conoscenza pregressa che nessuna mappa potrà mai sostituire, dalle guide naturali, dalla familiarità, dal saper accettare e chiedere aiuto, sia in modo pianificato, che spontaneo.

Non dobbiamo mai negare a noi stessi che siamo e ciechi e ipovedenti, non siamo super eroi come Dark Devil.

Ciò non ci deve far sentire né umiliati né prigionieri della nostra limitazione, ma ci deve far sempre essere realistici, per una vera autonomia, non dettata da falsi miraggi.

La nostra esperienza unita ad una sana e salda alleanza con chi ha competenze professionali sui temi a noi cari è l’unico traguardo possibile, che si raggiunge non solo con una pista tattile, ma con intelligenza e realismo.

Un punto che deve far riflettere è l’utilizzo di sistemi di orientamento, costosi, complessi, quasi elitari, come bastoni bianchi pesanti e passibili di scarsa precisione, potrebbero rendere cattivo servizio all’autonomia, svariati prototipi in varie nazioni, compresa la nostra, sono in commercio o in comodato d’uso, ma non sembrano affatto convincenti.

Sistemi semplici, applicabili a ciò che si utilizza quotidianamente, può e deve essere utilizzato, ma non deve sostituire l’essere umano e la sua libertà di movimento, legata all’esperienza dell’ambiente e all’istinto e al corretto uso dei sensi vicarianti.

Intasare i canali di comunicazione, come udito, tatto, imponendo una concentrazione multi tasking non è auspicabile.

Armature tecnologiche troppo complesse e costose, allontanano dagli obiettivi sopra esposti.

La libertà di scelta è indispensabile per poter fruire della tecnologia, a costi accettabili, una prerogativa individuale, che può diventare patrimonio collettivo, con il tempo; tale prerogativa non è delegabile a nessuna norma.

L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, ha una grande responsabilità in questi ambiti ed intende esercitarla, senza dogmatismi e senza concedere monopoli.

I percorsi tattili a terra con i sei codici, peraltro validi solo in Italia, in Europa si utilizzano solo due codici, sono accettati da tempo anche dopo gli opportuni miglioramenti.

Ma sono un piccolo sia pur importante, pezzo del mosaico che porta all’autonomia vera e all’esercizio della nostra libertà. La visione progettuale su questi temi cruciali deve affondare le sue radici nella sostenibilità e ragionevolezza, come giustamente richiama la Convenzione Onu sui diritti delle persone Disabili.

Sergio Prelato

Brescia – Semafori per gli ipovedenti. L’UICI promuove il censimento

Autore: Irene Panighetti

Fonte: «Brescia oggi», sez. Cronaca, del 1° Febbraio 2021.

INCLUSIONE. Mentre anche i lavori alle paline contribuiranno a rendere meno difficoltoso il movimento per strada

Entro il 5 febbraio le richieste di segnalatori acustici per stilare un elenco da inviare al Comune in caso di futuri stanziamenti

Sono in corso i lavori per posizionare alle fermate degli autobus «paline intelligenti», come Bresciaoggi ha raccontato qualche giorno fa: un’innovazione che aiuterà anche le persone con disabilità visive, aggiungendosi al servizio di segnalatore acustico ai semafori. Un servizio che c’è da tempo in città e che ogni anno aumenta mediamente di circa 6/7 unità. Oggi c’è un’opportunità in più, quindi il settore comunale apposito ha chiesto la collaborazione all’Unione ciechi (Uici) di Brescia per compilare un elenco di semafori dotabili di segnalatori acustici da inserire in futuri progetti di finanziamento o negli stanziamenti di bilancio comunali. Uici quindi sollecita i suoi soci a inviare le proprie necessità entro il 5 febbraio «motivate da un’effettiva esigenza di mobilità autonoma e sicura – precisa Piera Loda, di Uici – così possiamo collaborare efficacemente con Comune e BresciaMobilità, con i quali da tempo si è instaurato un proficuo scambio». L’utilità del continuo dialogo è confermato anche da BresciaMobilità che dal 2005 si è attivata per posizionare i semafori sonori, i quali ad oggi sono circa un’ottantina, quindi poco meno della metà dei semafori totali. Un numero importante quindi, ma interessante è anche la qualità del servizio: per far attivare la segnalazione sonora non basta che il semaforo sia verde, occorre che ci sia una situazione di totale sicurezza. L’utilità di questi meccanismi è attestata da Loda, che è non vedente e dunque ben conscia della necessità di avere, tutti i semafori dotati di tale strumento. «Per chi non vede il segnalatore acustico è fondamentale per muoversi in autonomia – spiega – sentire l’avviso sonoro, che aumenta di volume in proporzione al traffico, è davvero utile. Dove non c’è è necessario chiedere ai passanti».

Resta però una criticità: indipendentemente dalla presenza o meno del segnalatore acustico, non sempre è facile individuare la presenza di un qualsiasi semaforo: «a Brescia i primi semafori di questo tipo avevano un sistema molto efficace, perché il segnale si attiva prima che si arrivi effettivamente al semaforo e quindi noi sappiamo, mentre camminiamo sul marciapiede, che a breve potremo attraversare. Questi però sono di vecchia generazione e via via che si rompono sono sostituiti con altri senza questo servizio: in pratica il suono si sente dal momento in cui noi attiviamo con la mano il meccanismo, schiacciando un pulsante che si trova sul semaforo. Sarebbe invece utile avere degli indicatori che ci facciano capire prima se c’è un semaforo nelle vicinanze. Per questo ci sono delle mattonelle apposite in terra, ma anche queste al semaforo, mentre sarebbe meglio averle sul marciapiede un poco prima».

Irene Panighetti

Reggio Emilia – Il Consorzio Taxisti Reggiani sostiene non vedenti ed ipovedenti nei loro spostamenti

Firmato un accordo di collaborazione tra UICI e CTR.

Nei giorni scorsi è stato sottoscritto un importante accordo di collaborazione tra la Sezione Territoriale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Reggio Emilia ed il Consorzio Taxisti Reggiani (CTR) Radiotaxi, che consentirà a tutte le persone affette da disabilità visiva grave di poter svolgere, con maggior sicurezza ed autonomia, le proprie esigenze quotidiane, considerando altresì il difficile momento storico che stiamo vivendo.

Tenuto conto degli scopi istituzionali dei due Enti e delle restrizioni alla circolazione dovute all’emergenza sanitaria in atto, il Consorzio Taxisti Reggiani, dallo scorso 1 dicembre, consente a tutti i non vedenti ed ipovedenti d’Italia di utilizzare i propri mezzi per il servizio di trasporto persone usufruendo di uno sconto in percentuale sulle corse a tassametro; infatti, l’accordo prevede che per poter aver diritto agli sconti il disabile visivo mostri la propria tessera di iscrizione ad una qualsiasi delle 108 Sezioni Territoriali UICI italiane, anche se non risiede nella provincia di Reggio Emilia.

Il CTR non si è per altro limitato a consentire un risparmio economico a coloro che usufruiranno della convenzione, ma comprendendo le specifiche necessità delle persone non vedenti, con particolare attenzione ai loro spostamenti, ha anche pensato e proposto di svolgere per questi utenti un vero e proprio servizio di “consegna a domicilio” di spesa, farmaci, documenti, altri beni di consumo, presidi sanitari e qualsiasi altro ausilio utile per migliorare l’autonomia in casa e fuori casa.

“I servizi di trasporto saranno garantiti in maniera fluida e costante 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, svolgendosi con serietà, professionalità ed attenzione particolare da parte di tutti gli autisti” afferma Simone Seligardi, Presidente di CTR Radiotaxi.

I trasporti potranno essere effettuati a chiamata diretta o previa prenotazione telefonando alla Centrale Radiotaxi al numero 0522-452545 e specificando che si desidera usufruire della “Convenzione UICI”.

La Sezione Territoriale UICI si impegnerà a diffondere il contenuto dell’accordo ai suoi associati mediante i diversi sistemi di comunicazione disponibili (notiziario mensile, sito web, pagina Facebook, Whatsapp, SMS, passaparola) e si farà carico di informarli della necessità di avere sempre con sé la propria tessera d’iscrizione debitamente rinnovata per poter usufruire delle scontistiche previste.  

Affinché il servizio possa svolgersi nel modo più fluido possibile, non vedenti ed ipovedenti potranno segnalare, all’atto della prenotazione del servizio, la propria condizione di disabilità visiva e l’eventuale presenza del cane guida.

“L’accordo vuole rispondere alla necessità dei nostri associati di trovare un mezzo di trasporto veloce, sicuro e che abbia le necessarie attenzioni verso il cliente – dichiara la Presidente UICI Chiara Tirelli – soprattutto visto il periodo di degrado dei servizi pubblici, limitati nel numero operativo e nelle capacità di carico dai vari Decreti sul contenimento dell’emergenza sanitaria. Un sentito ringraziamento al Consorzio Taxisti Reggiani per aver compreso le criticità che un disabile visivo deve affrontare ogni giorno ed ha saputo rispondere con soluzioni concrete per facilitarne gli spostamenti”.

Torino – Persona cieca inciampa su monopattino in strada. Ennesimo incidente: urge intervenire

L’Unione Ciechi: “Situazione insostenibile. Grave pericolo per chi non vede”

Quando lo racconta, gli tremano la voce e le gambe. Giovanni Spataro, 63 anni, non vedente, è ancora sospeso tra incredulità e rabbia. Poche sere fa stava camminando lungo via Salbertrand (quartiere Parella). E’ la sua zona: lì vive da tempo, si muove sicuro, ha punti di riferimento e persone che lo conoscono. Una situazione quotidiana, dunque: nulla di inconsueto, né, tanto meno, di pericoloso. All’improvviso, però, proprio a metà del marciapiede, il fedele bastone bianco ha urtato “qualcosa”: un oggetto grosso e pesante. Nemmeno il tempo di reagire e Giovanni si è ritrovato per terra, mentre l’oggetto gli cadeva addosso. Era un monopattino a noleggio, abbandonato in mezzo alla strada da qualche utente incivile, incurante dei gravi danni che la sua leggerezza avrebbe potuto causare. Soccorso da una passante, Giovanni è riuscito, con fatica, a rimettersi in piedi e, recuperato l’orientamento, è rientrato a casa. Nulla di rotto, fortunatamente. L’accaduto, però, ha lasciato uno strascico spiacevole nella quotidianità di Giovanni, che ora non si sente più sicuro e ha paura a uscire di casa da solo.

Da quando sono entrati in servizio biciclette e monopattini “a flusso libero” (che, cioè, possono essere lasciati ovunque, terminato il tempo di noleggio) a Torino gli incidenti ai danni di persone con disabilità visiva sono divenuti frequenti. A giugno – e non era certo il primo episodio – l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del capoluogo piemontese aveva denunciato il caso di una ragazza ricoverata in ospedale per una frattura al polso, dopo essere caduta su un monopattino abbandonato in malo modo, in mezzo alla strada. Ora il copione si ripete. Dall’inizio del 2018 l’associazione ha lanciato l’allarme in tutti i modi possibili: sui giornali e in tv, attraverso i canali social, negli incontri con l’amministrazione comunale (dalla quale però, sono arrivate risposte evasive, o, comunque, non pienamente soddisfacenti).

Solo pochi giorni fa, in una lettera aperta ai quotidiani, il presidente di UICI Torino, Giovanni Laiolo, tornava a sollevare il tema: «Non siamo contrari ai mezzi ecologici – scriveva – ma serve una disciplina, che rispetti le esigenze di tutti. I marciapiedi sono diventati una giungla e, per chi non vede, il rischio di incidenti è alto». Parole, purtroppo, che trovano conferma nell’ultimo episodio. «Evidentemente gli appelli al senso civico non bastano» fanno notare dall’associazione. «L’unico modo per risolvere il problema sarebbe prevedere degli spazi fissi e obbligatori in cui lasciare i veicoli. A questo punto, che cosa aspetta la politica a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?».

Ufficio Stampa:  Lorenzo Montanaro: 333 447 99 48 ufficio.stampa@uictorino.itlorenzo.montanaro@gmail.com

Interrogazione Sutto (Lega) sulla petizione UICI sui monopattini elettrici

INTERPELLANZA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

SUTTO, LOCATELLI, VANESSA CATTOI, PANIZZUT, BOLDI, DE MARTINI, FOSCOLO, LAZZARINI, TIRAMANI e ZIELLO. — /Al Presidente /del/Consiglio /dei/ministri, al Ministro /delle/infrastrutture e /dei//trasporti/, al Ministro /del//lavoro/e /delle// politiche//sociali/, al Ministro della salute./ — Per sapere – premesso che:

negli ultimi mesi, la presenza e la circolazione dei monopattini elettrici nelle strade delle principali città italiane è aumentata vertiginosamente, alimentata anche dall’epidemia da COVID-19, dai bonus promessi dal Governo e dalla maggiore diffusione dei servizi di mobilità condivisa (sharing/mobility/);

per le persone con disabilità e, in particolare, per le persone cieche, con disabilità visiva e con disabilità motoria, per le persone che necessitano di ausili per la deambulazione, ma anche per le persone anziane e per i genitori con carrozzine o passeggini, l’assenza di regole chiare in merito alla sosta e alla circolazione di tali mezzi ha creato seri problemi, sia in termini di sicurezza sia in termini di impedimento alla mobilità;

nel tentativo di ovviare a tali criticità, l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (*Uici*) ha lanciato una petizione online sulla piattaforma /Change.org/ volta a sensibilizzare gli utenti, le istituzioni e le autorità competenti in merito alla necessità di promuovere un utilizzo corretto di tali mezzi;

in particolare, sotto il profilo della sicurezza, l’Uici ha richiesto l’installazione di sistemi di rumore artificiale Avas (/Audible vehicle alert system/) sui mezzi stessi che segnalino il monopattino in movimento «sempre e comunque», per migliorare la sicurezza stradale e tutelare, in particolare, l’incolumità delle persone non vedenti;

si è, poi, rimarcata la necessità di contrastare il fenomeno della sosta selvaggia, intensificando i controlli e individuando dei siti appositi nelle aree cittadine riservati al parcheggio dei monopattini elettrici, in modo da evitare l’abbandono indiscriminato degli stessi che costituisce ormai l’ennesima barriera architettonica con la quale fare i conti quotidianamente;

ad avviso degli interroganti, tali richieste sono di assoluto buon senso e potrebbero avere risvolti positivi non solo sotto i profili sopra evidenziati, ma anche sul decoro dei centri cittadini e sulla sicurezza stradale, considerati peraltro i numerosi incidenti registrati in questi mesi che vedono coinvolti, con frequenza sempre maggiore, proprio i monopattini elettrici –:

quali iniziative intendano adottare, nel campo della micromobilità elettrica, per garantire pienamente la sicurezza, il diritto alla mobilità e l’accessibilità degli spazi in favore delle persone con disabilità, delle persone anziane e dei genitori con carrozzine o passeggini, anche alla luce delle proposte avanzate sul punto dalle associazioni e, in particolare, dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

(4-07135)

http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?idLegislatura=18&sezione=assemblea&tipoDoc=atti_indirizzo_controllo&idSeduta=0409&nomefile=allegato_b&ancora=si.4-07135#si.4-07135

Roma – Divulgazione petizione monopattini, di Giuliano Frittelli

Autore: Giuliano Frittelli

Cari amici,

i monopattini nelle nostre città stanno diventando sempre più  un grosso problema, soprattutto per chi non vede, ma non solo, e questo a causa dello sfrecciare in aree pedonali, del parcheggiare in maniera selvaggia sui marciapiedi, della loro silenziosità,  ecc..

Vista l’importanza della sicurezza stradale nella mobilità autonoma, vi informiamo che la Sezione U.I.C.I. di Roma ha lanciato una petizione sulla piattaforma Change.org, per invitare e raccomandare ad un utilizzo corretto di questi  monopattini.

Pertanto vi chiediamo di dare massima diffusione e visibilità a questa iniziativa.

Vi invitiamo a firmare la petizione cliccando sul seguente link:

http://chng.it/48CbB9Nc

e di condividerla il più possibile sui social e non solo.

Mai come in questo caso l’UNIONE FA LA FORZA!

Ascoli Piceno – UICI e amministratori insieme per realizzare il primo lungomare “per tutti”

Il sindaco Pasqualino Piunti accoglie la richiesta di collaborazione dell’Uici e inserisce un consulente dell’Unione nel team che lavorerà alla riqualificazione. Percorsi tattilo-plantari, semafori acustici e segnaletica al centro dell’incontro che ha visto in città il presidente nazionale Uici, Mario Barbuto

“A livello nazionale ci sono poche realtà davvero accessibili, c’è da lavorare parecchio in questo senso ma ci stiamo muovendo bene. San Benedetto del Tronto si candida a essere tra le prime ed è stato per me un grande piacere verificare i progressi realizzati in una struttura alberghiera accogliente al suo interno e che sta collaborando con la città e con i nostri dirigenti territoriali per realizzare anche una accessibilità e una mobilità indipendente fuori dall’albergo e su questo bellissimo lungomare”.

Il presidente nazionale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, Mario Barbuto, ha aperto così l’incontro che ieri sera ha visto riuniti allo chalet Sabbia i dirigenti marchigiani dell’Unione per un incontro-confronto con l’amministrazione comunale sui lavori di rifacimento del lungomare e sulle opere necessarie a rendere accessibile a tutti il luogo turistico per eccellenza della città.

Presenti con Barbuto, i componenti della direzione nazionale Linda Legname e Adoriano Corradetti, la presidente regionale Alina Pulcini, la presidente Uici di Ascoli Piceno e Fermo Gigliola Chiappini, la presidente Uici di Macerata Jenny Lancellotti e l’ex presidente Uici di Ascoli e Fermo Cristiano Vittori che aveva avviato la collaborazione con l’amministrazione comunale.  Sullo stesso tavolo, a parlare di semafori acustici, percorsi tattilo-plantari e insegne in evidenza, il sindaco Pasqualino Piunti e l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni.

“Abbiamo chiesto al sindaco di avere come interlocutore privilegiato l’Unione italiana ciechi e ipovedenti e di verificare con i suoi esperti l’efficacia delle soluzioni tecniche che vengono proposte per la mobilità – racconta Mario Barbuto -. Abbiamo sottolineato l’importanza dei semafori acustici, dei percorsi pedonali riconoscibili col bastone e col piede, dei contrasti maggiori nei colori, di una segnaletica più visibile e di tutto quello che consente a una persona che non vede, o che vede poco, di muoversi in autonomia”.

“Dobbiamo lavorare affinché San Benedetto del Tronto sia in grado di accogliere ogni persona e garantire servizi idonei per ogni tipo di disabilità – spiega la presidente Uici di Ascoli e Fermo, Gigliola Chiappini -. Sia per i residenti che per aprire a una fascia turistica molto importante che si sta già affacciando sulla nostra città grazie al Bolivar, il primo ‘hotel per tutti’ inaugurato un anno fa e che sta registrando già ottimi numeri in fatto di presenze”.

“Il primo ringraziamento – ha detto il sindaco Pasqualino Piunti – va a chi ha voluto, con lungimiranza, passione e amore, fornire questa città di un albergo che rappresenta un’eccellenza nazionale. Ora emerge la necessità di coniugare le iniziative di una città importante come San Benedetto, terza in Italia per accoglienza turistica, con i suggerimenti che l’Unione può darci in termini di mobilità. E l’opera più rilevante in questo momento è la riqualificazione del lungomare che vedrà da via Pola fino al Las Vegas un cantiere a partire già da ottobre. Accolgo con piacere il suggerimento di inserire un rappresentante dell’Unione nel team di esperti nel momento in cui inizieranno le opere. Tra l’altro, come assessore ad interim ai Lavori Pubblici, ho inserito nel piano delle opere pubbliche anche un percorso per persone non vedenti nella zona del Paese alto, sostenuto da una cifra importante”.

“Sarebbe bello – ha proposto Gigliola Chiappini – dedicare questo percorso a Louis Braille, inventore del codice per la scrittura e la lettura utilizzato da chi non vede”.

“Grazie alla nuova offerta in termini di accessibilità abbiamo ampliato in tutto l’arco dell’anno la nostra proposta turistica – ha sottolineato l’assessore Carboni –, destagionalizzando anche i flussi e questo rappresenta una grande risorsa per tutta la città. Andiamo fieri di questo hotel, secondo in tutta Italia, e come amministrazione restiamo a disposizione per tutte le richieste dell’Unione a cui cercheremo in ogni modo di dare seguito”.

“Dove vive bene una persona con disabilità – ha concluso il presidente nazionale Mario Barbuto – vivono meglio anche tutti gli altri”.

Foto di gruppo

Sardegna – Vocalizzazione delle fermate negli autobus

Arriva il plauso dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti e dell’amministrazione Comunale di Sassari in visita in azienda

Il vocalizzatore che indica la prossima fermata, installato negli autobus in servizio a Sassari e già in funzione in città, trova il plauso dell’Amministrazione Comunale cittadina e dell’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti della Sardegna.

Questa mattina una rappresentanza di Palazzo Ducale e ii vertici dell’UICI sarda hanno visitato l’azienda e, insieme al Presidente di Atp S.p.A. Paolo Depperu e al Direttore Generale Roberto Mura, hanno potuto testare personalmente il nuovo importante servizio.

Sono saliti a bordo di uno dei mezzi messi a disposizione per l’occasione il Presidente del Consiglio Comunale Maurilio Murru, il Vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Manutenzioni, Infrastrutture e Traffico Gianfranco Meazza, l’Assessore alle Politiche Sociali Antonello Sassu, la consigliera componente della Commissione Disabilità Laura Useri, insieme al Presidente Regionale UICI Rosa Pintor, quello Provinciale Franco Santoro oltre ad una rappresentanza degli associati.

Attraverso un breve giro in città, le due delegazioni hanno sperimentato ciò che da qualche mese l’azienda è riuscita a mettere in campo: grazie all’impegno dei reparti tecnici si è riusciti a far dialogare al meglio il sistema AVM, la centrale informatica che gestisce e monitora gli spostamenti degli autobus nell’intera rete di mobilità urbana ed extraurbana cittadina,  e la dotazione tecnica installata su ciascun autobus, arrivando ad un risultato ottimale dopo una sperimentazione avvenuta nel periodo di lockdown.

L’azienda non si è mai fermata e grazie all’impegno di tutti e alla collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e l’Amministrazione Comunale siamo riusciti a mettere a segno un altro importante passo: il nostro obiettivo – ha sottolineato il Presidente  di Atp S.p.A. Paolo Depperu è quello di puntare sempre di più verso un servizio di trasporto pubblico più inclusivo e efficiente, che metta nelle condizioni tutti i cittadini e le cittadine – specialmente se con disabilità – di potersi muovere autonomamente e al meglio all’interno della città. Con il servizio di vocalizzazione che avverte i passeggeri su quale sarà la prossima fermata ci attestiamo sempre di più verso standard qualitativi a livello europeo”.

Tra i prossimi passi che Atp S.p.A. ha già in cantiere c’è l’implementazione delle funzioni dell’App ATP Sassari che diventerà “parlante” proprio per essere facilmente utilizzabile anche da chi ha una disabilità.

Per dimostrare la propria gratitudine per la sensibilità dimostrata all’ascolto e al dialogo, la Presente Regionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti ha donato all’azienda, consegnandola nelle mani del Presidente Paolo Depperu, la medaglia d’oro realizzata per celebrare i cento anni dalla fondazione della UICI.

Articolo sull’edizione online del quotidiano L’Unione Sarda https://www.unionesarda.it/video/video/cronaca-sardegna/2020/08/11/sassari-ecco-i-vocalizzatori-sui-bus-per-aiutare-i-non-vedenti-52-1048795.html

Articolo in formato PDF accessibile de “La Nuova Sardegna”

Torino – Ragazza non vedente inciampa in un monopattino abbandonato in strada

L’Unione Ciechi: “Situazione pericolosa. Urge intervenire”

Nei giorni scorsi, a Torino, una ragazza non vedente che camminava per strada è inciampata in un monopattino abbandonato in mezzo al marciapiede ed è caduta per terra. Costretta a ricorrere al soccorso dei sanitari, la ragazza ha riportato una contusione guaribile nel giro di qualche giorno. Ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi. E l’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) del capoluogo piemontese torna a lanciare l’allarme: «Servono provvedimenti urgenti. Che cosa aspetta la città a intervenire? Che qualcuno si faccia male “seriamente”?».

In effetti il problema si trascina da tempo. Dall’introduzione a Torino dei cosiddetti mezzi a flusso libero (biciclette, monopattini e scooter elettrici), che possono essere noleggiati e poi lasciati in qualsiasi punto della città, l’UICI ha già più volte richiamato l’attenzione della collettività e delle istituzioni politiche, sottolineando quanto questa gestione “selvaggia” sia pericolosa per le persone con disabilità visiva. «La nostra – sottolinea Giovanni Laiolo, presidente UICI Torino – non è assolutamente una presa di posizione contro la mobilità alternativa. Anzi, comprendiamo il valore di questi mezzi versatili e non inquinanti. Il problema è che serve una disciplina».

«Purtroppo, gli appelli al senso civico non bastano – aggiunge Christian Bruno, referente del Comitato Autonomie e Mobilità UICI Torino – A nostro avviso, l’unica soluzione davvero efficace sarebbe quella di istituire spazi appositi in cui i mezzi vadano lasciati dopo l’utilizzo. Al momento in città vige il caos più assoluto. Biciclette e monopattini vengono abbandonati ovunque: a ridosso dei muri, in mezzo ai marciapiedi, in prossimità degli attraversamenti. Insomma, una giungla! Riteniamo che una gestione più ordinata sarebbe utile a tutta la cittadinanza (pensiamo, ad esempio, alle persone anziane o a chi ha bambini nel passeggino). In particolare, per le persone cieche e ipovedenti, muoversi in città è diventato problematico e a volte rischioso».

«Dopo l’incidente di pochi giorni fa, ultimo di una serie di segnalazioni, abbiamo nuovamente sollecitato un incontro con l’amministrazione comunale – conclude il presidente Laiolo – Chiediamo di essere ricevuti dall’assessore comunale alla mobilità, dott. Maria Lapietra. A lei illustreremo i problemi e i rischi cui in questo momento vanno incontro le persone con disabilità visiva. E ci auguriamo di poter trovare, insieme, una soluzione di buon senso».

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