Calabria – Seminario “Orientamento e Mobilità: alla ricerca della completa autonomia” del 27 ottobre 2017, di Annamaria Palummo

Autore: Annamaria Palummo

Nella giornata del 27 ottobre 2017, presso la Sala Oro della Cittadella Regionale di Germaneto – Catanzaro, s’è svolto il Seminario dal tema “Orientamento e Mobilità: alla ricerca della completa autonomia”, a conclusione del Progetto Regionale UICI “Corso di Orientamento e Mobilità”, finanziato dall’UICI Nazionale. Tale progetto ha avuto l’obiettivo di iniziare un’azione concreta verso il bisogno di autonomia dei ciechi e degli ipovedenti della Calabria, attraverso un training mirato ed effettuato da esperti istruttori di orientamento, mobilità e autonomia personale; purtroppo, i pochi fondi hanno permesso di attivare nelle varie sedi provinciali dei minicorsi di poche ore, a cui hanno potuto partecipare pochi associati. Convenendo con tutti i rappresentanti dell’Associazione, guidati dai Presidenti provinciali, Luciana Lo Prete (CZ), Pino Bilotti (CS), Franco Scicchitano (vicepresidente KR), Paolo Marcianò (RC) e Rocco De Luca (VV), dal Presidente Regionale Pietro Testa e dalla sottoscritta Annamaria Palummo, delegata dal Presidente Nazionale Mario Barbuto, sulla necessità d’investire nella sfera dell’autonomia, con interventi mirati e continui, al fine di recuperare il potenziale derivante dagli altri sensi vicari, a compensazione e a superamento del limite prodotto dalla barriera della cecità, nonché a coronamento di un percorso avente nella salvaguardia del diritto alla Libertà l’orizzonte di riferimento della persona cieca, degli operatori del settore e degli attori istituzionali, è stato evidenziato, nel corso dei lavori e delle relazioni degli esperti intervenuti, quali Paola Cataneo, Giovanni Visalli e Annunziato Denisi, che la scienza può aiutare effettivamente i ciechi e gli ipovedenti ad essere liberi, a essere cittadini del mondo. Chiaramente, tale assioma trova possibilità d’esplicazione attraverso un lavoro sinergico e integrato tra varie agenzie, essendo l’associazione un soggetto privato che vive di fondi limitati, con poche risorse a disposizione, sia di provenienza pubblica (in misura esigua), sia privata, e tanti bisogni cui far fronte; bisogni continui, legati alle fasi evolutive della persona e impattanti con i diversi ambiti della vita quotidiana (famiglia, scuola, lavoro, ambienti esterni), per far fronte ai quali, questa Associazione, pur lavorando da 97 anni, sulla base del principio della sussidiarietà, da sola non riuscirebbe a intercettare e soddisfare tutti i bisogni dei ciechi e degli ipovedenti. In questo quadro sinottico, gli Enti come la Regione, hanno, a parere della sottoscritta, un dovere non solo istituzionale, ma soprattutto morale, di supportare le nostre azioni, laddove l’obiettivo è il recupero funzionale della persona Cieca e ipovedente, così da rendere il predetto diritto alla Libertà un diritto effettivo e non sospeso, per come lo si è percepito fino a oggi in Calabria. In tal senso, la presenza al seminario del Presidente della Regione, onorevole Mario Oliverio, e del Consigliere Regionale onorevole Arturo Bova, potrebbe risultare foriera di una positiva evoluzione delle nostre istanze, presentate da tanti mesi, in primis, presso il Dipartimento Regionale alle politiche sociali, essendo esso l’assessorato di riferimento per le nostre questioni, e anche all’intero Consiglio. Istanze, queste, afferenti alle seguenti necessità: formare gli istruttori di orientamento e mobilità, assenti in Calabria; trovare la strada per rendere erogabile il servizio riabilitativo dei non vedenti; portare avanti la proposta di legge dei pluriminorati, verso i quali va prestata un’attenzione peculiare, da tradursi in interventi ancora più mirati e specifici, essendo la pluriminorazione una condizione di svantaggio derivante non solo dalla compromissione del senso visivo, ma anche di quello uditivo e, sovente, di altre funzioni, come quelle motorie o cognitive; accedere ai fondi sulla non autosufficienza, concernenti la pianificazione di progetti mirati al miglioramento della quotidianità dei non vedenti, garantendo la linearità e la rapidità dell’iter burocratico; dare stabilità, integrandola, alla legge regionale 44/2002, che stabilisce finanziamenti per il funzionamento delle cinque sedi territoriali, nonché di quella regionale; finanziare la legge sul cane guida, altro insostituibile elemento di autonomia, come il bastone bianco e l’accompagnatore. Tutte necessità, queste, rispetto a cui l’onorevole Bova ha manifestato sensibilità, attenzione e disponibilità a veicolarle e a inserirle nell’agenda delle attività presso il Consiglio, mentre il Presidente Oliverio, con grande sentimento e partecipazione, ha dichiarato che, presso l’Istituzione regionale, c’è la possibilità di venire incontro alle nostre richieste, dal momento che sono stati superati alcuni impedimenti di contingenza. Riaffermando il principio della responsabilità istituzionale e la convinzione secondo cui il grado di civiltà di una società si vede nella capacità delle istituzioni di mitigare le difficoltà delle categorie più deboli, Oliverio ha manifestato la volontà di aprire una fase di operatività, di crescita, di fattiva collaborazione, volta a creare una rete di servizi, ove la gestione delle risorse veda impegnati i territori. Nel sottolineare l’importanza della nostra funzione e la validità dei nostri progetti, ci ha incoraggiato a non perdere la fiducia e ci ha invitato a interagire direttamente con lui, attraverso l’elaborazione di un documento scientifico compendiante le tematiche del seminario, nonché un cronoprogramma, con funzione propulsiva, degli impegni rimasti sospesi, secondo le nostre richieste. Insomma, il Presidente, parlando anch’egli, come noi, il linguaggio della verità e della responsabilità, s’è impegnato a promuovere personalmente la risoluzione delle nostre problematiche, ovviando alle distorsioni generatesi a seguito dei ritardi, dovuti a una situazione critica generale, e a imprimere un’accelerazione rispetto alla concretizzazione di un’assunzione di responsabilità condivisa, verso cui noi ci volgiamo con serenità e rinnovata fiducia.