Bruna Malnati: un’intera esistenza spesa a favore dei ciechi, di Ettore Bianchetti

Bruna Malnati si è spenta il 23 giugno 2019 all’età di 94 anni circondata dal calore e
dall’affetto dei suoi cari.
Era nata il 14 marzo del 1925 nella sua Varese, città dalla quale non si è mai allontanata.
Sempre accompagnata dalla infaticabile sorella Maria Luigia, (meglio conosciuta come
Rosanna), ha dedicato tutta la sua vita alla causa per l’emancipazione delle persone non
vedenti.
Perse la vista in giovanissima età, ma non si scoraggiò: frequentò a Milano il corso per
centralinisti che successivamente le assicurò un lavoro all’Enel della sua città.
Di carattere sensibile, decisa ad affrontare la sua nuova condizione si adoperò sin da
subito per perorare la causa di tutte quelle persone che avendo perso la vista vivevano
isolate ai margini della società
Non siamo in grado, proprio per la sua riservatezza, ed anche per la scarsa
documentazione a nostra disposizione di tracciarne una biografia esaustiva, ma un
significativo profilo della sua personalità si può riassumere in fatti ed avvenimenti ai quali
Bruna ha partecipato in prima persona e di cui lo scrivente ed altri ne sono stati testimoni:
E fu, proprio agli inizi degli anni 60, quando Bruna Malnati assieme a Nereo Melchiori ed
angela Mazzetti costituì a Varese l’allora sezione provinciale dell’Unione Italiana dei
Ciechi, (conosciuta oggi come Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), in quello che
era uno stabile di un asilo da poco dismesso sito in via Mercantini 10.
Le basi erano gettate, e, grazie alla costanza, alla perseveranza ed alle convinzioni di
Bruna la sezione mosse i primi timidi passi.
Accompagnata dal neo eletto presidente Paolo Bianchi cominciò a girare per la provincia
di Varese per incontrare i ciechi giovani ed anziani ai quali desiderava dare un avvenire
migliore.
Eletta poi, a sua volta, presidente del sodalizio non si risparmiò, e con la sorella sempre
accanto, dedicò anima e corpo per il bene dell’associazione
Aveva un rapporto capillare con tutti i soci e non mancava di dare consigli, si interessava
anche dei componenti famigliari avendo una buona parola per tutti. Era un punto di
riferimento per le istituzioni con le quali Bruna trattava in maniera cordiale ed il più delle
volte riusciva ad essere un passo avanti rispetto ad altre sezioni provinciali.
Proprio per queste sue doti fu notata ed entrò a far parte della commissione per le
pluridisabilità dell’Unione Italiana dei Ciechi della Regione Lombardia.
Nell’era del primo boom economico che spazia tra gli anni 60 ed 80 del secolo scorso,
possiamo affermare con certezza che in Varese e provincia Bruna Malnati ha collocato al
lavoro tutti i ciechi dei quali era a conoscenza, e, particolare non indifferente, iscritti o no
all’associazione.
Partecipò al fianco dei presidenti nazionali: Giuseppe Fucà, Roberto Kervin e Tommaso
Daniele, alle più grandi battaglie per il riscatto dei ciechi quali: il diritto all’istruzione,
l’indennità di accompagnamento, l’autonomia personale ed altro portando in piazza e a
Roma, se necessario, moltissimi disabili visivi con i loro accompagnatori. Seguì da vicino
le attività ricreative dei soci, e a tale proposito si può leggere sul sito dei Ciechi Sportivi
Varesini:
“…Nel lontano 1990, Gianni Gucciardo diede vita ufficiale e autonoma al gruppo sportivo
che fin dal 1987 con la Presidente U.I.C. Bruna Malnati ed i Lions Club Europae Civitas
cominciava a prendere il volo sulle nevi della baita Sci Clu di Cunardo…”
Di profonda fede cattolica rivestì per un certo periodo la carica di presidente del
“Movimento Apostolico Ciechi” accompagnando in più occasioni i suoi iscritti in
pellegrinaggi religiosi che hanno riscosso sinceri apprezzamenti.
Delle sue onorificenze non ha mai parlato apertamente, ma noi sappiamo che il titolo di
Cavaliere della Repubblica le fu conferito negli anni migliori della sua attività e la Girometta
d’oro le fu data dalla città di Varese per la sua opera a favore dei ciechi.
Anche nel suo ultimo periodo che trascorreva in una casa di riposo, Bruna Malnati, a chi
andava a renderle visita, chiedeva sempre dell’associazione.
Si è spenta così: con l’associazione nel Cuore, e chi la conosciuta lo sa.
È forse l’unica donna, “Bruna Malnati” che ha sacrificato i propri affetti famigliari in
assoluto per il sodalizio; e non si pecca di orgoglio se si afferma che se per il Santo Padre:
la Chiesa è la sua Sposa, per la signorina Bruna Malnati: l’Unione Italiana dei Ciechi, ed
ora anche degli Ipovedenti, è stata e sarà anche lassù la sua casa.