Attività del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti delle Marche

Autore: Armando Giampieri

L'ente Regione Marche è sempre stato l'interlocutore principale di questo Consiglio Regionale associativo il quale, specialmente dopo la presentazione all'assemblea Legislativa di una proposta di legge sull'assistenza scolastica e domiciliare agli studenti marchigiani, in sostituzione di una normativa confusa ed eterogenea gestita dalle province, ha accentuato i contatti istituzionali non soltanto con i 43 consiglieri, ma soprattutto con alcuni assessorati ed i servizi ad essi facenti capo.

Le criticità, infatti, vissute dai non vedenti di questa Regione, riguardano i trasporti pubblici che sono regolati da una legge sulle agevolazioni ai disabili che noi definiamo farraginosa e tutta orientata a disincentivare la fruizione delle agevolazioni da parte degli stessi.

La sanità, assolutamente determinata a realizzare il contenimento della spesa, non riesce ancora ad accettare le nostre proposte di stabilire tavoli di confronto sul problema della riabilitazione e dell'accesso agli ausili del Nomenclatore, poiché anche in questa materia esiste rilevante disomogeneità di comportamenti tra le varie zone territoriali dell'"ASUR" azienda sanitaria unica regionale.

L'assessorato al lavoro ed alla formazione professionale non riesce ancora, dopo oltre un anno di pressioni ed insistenze, a concretizzare con una delibera regionale ed altre forme di intervento sulle province, l'applicazione delle disposizioni ministeriali sulle professioni equipollenti, così necessaria per i nostri giovani disoccupati.

L'assessorato ai Servizi sociali, specialmente dopo la presentazione della proposta di legge sull'assistenza scolastica e domiciliare agli studenti, ha limitato al massimo il confronto con la nostra associazione e si è messo in testa di restringere i contenuti di questa proposta riducendoli a qualche articolo da inserire in un progetto di riforma della legge regionale N° 18/1996 sull'assistenza gestita dai comuni.

Un progetto da noi presentato in base ad una normativa che prevede interventi a favore di proposte operative ad opera di Associazioni di promozione sociale e destinato ad oltre 80 studenti di tutte le province, finalizzato ad esperienze di aggregazione e di formazione presso fattorie didattiche e presso il Museo Tattile Statale Omero, è stato approvato ma ridotto di oltre il 90% del suo importo.

Mi rendo perfettamente conto che questo scritto è una relazione e non un articolo, ma assicuro ai lettori che ciò che scrivo rappresenta fedelmente la realtà di questa Regione nella quale sembra di avere di fronte, più che amministratori eletti dai cittadini, gente che cerca di nascondersi e di evitare l'interlocuzione, persone esclusivamente intenzionate a tagliare, ridurre, cancellare.

Noi ed i nostri soci ripetiamo spesso che è proprio nei periodi difficili che diviene indispensabile la presenza dell'Unione, quando sembra che nulla sia più fattibile. A questo punto, però, oso pensare che qualcuno debba aiutare noi dirigenti a non cadere nella depressione.