Assetto territoriale delle nostre sezioni: stato dell’arte, di Massimo Vita

Autore: Massimo Vita

Vorrei poter raggiungere tutti i soci delle provincie di Siena, Arezzo e Grosseto per spiegargli come mai io ho proposto la riunione delle tre sezioni per costruirne una più grande e più forte oltre che meno dispersiva.
Spero che tramite la stampa associativa questo mio messaggio possa arrivare ai più.
Quando un anno fa ho proposto l’accorpamento delle sezioni della Toscana sudest, anche nella sezione di Siena si è aperto un dibattito profondo perché la novità spaventava soprattutto per le dimensioni molto grandi del territorio.
Poi abbiamo dialogato, ci siamo confrontati e prima in consiglio, poi in assemblea, abbiamo approvato a stragrande maggioranza la proposta da inviare al consiglio regionale della Toscana.
Il Consiglio regionale ha deciso, come giusto, di far pronunciare le assemblee delle altre sezioni interessate e adesso nelle imminenti assemblee si dovrà affrontare il tema.
Spero che i colleghi dirigenti non si arrocchino su posizioni di difesa dello status quo ma si dimostrino aperti e che consentano un dibattito aperto.
Questo assetto territoriale sarebbe adeguato all’assetto socio sanitario del territorio ma soprattutto ci permetterebbe di avere più spazio di manovra perché non avremmo bisogno di tre presidenti, di tre vice e di tre delegati e non dovremmo trovare 15 consiglieri.
Anche la parte burocratica legata alle norme sul terzo settore ne risulterebbe semplificata.
Auspico che anche altre realtà si adoperino in tal senso per costruire in Toscana un quadro più forte anche a livello regionale.
Sarebbe poi, di grande interesse, capire se questa fase porti a dei risultati anche in altri territori dove esistono micro realtà territoriali e regionali che hanno poco motivo di essere nell’attuale configurazione.
A metà del cammino verso il congresso del centenario, dobbiamo accellerare il nostro processo organizzativo per affrontare meglio le sfide che ci attendono.
La stessa ristrutturazione organizzativa dovrebbe riguardare l’I.Ri.Fo.R. soprattutto in vista del dispiegarsi delle nuove norme del codice del terzo settore.
Tali normative, se da un lato offrono nuove opportunità, dall’altro presentano difficoltà soprattutto dal punto di vista normativo dato che siamo in attesa dei decreti attuativi.
Sono certo che la sfida sia grande ma, se lavoriamo di squadra, possiamo vincerla confortati dalla nostra storia associativa che ci fa forti e gloriosi.
Massimo Vita