Assemblee UICI Marche

Autore: Armando Giampieri

Le Assemblee  UICI delle Marche riunitesi nei giorni 14 aprile – Ancona, 15 Aprile Ascoli Piceno – Fermo, 22 Aprile Macerata e Pesaro , hanno approvato di sottoporre ai Consigli degli Enti locali del territorio una mozione a difesa dell'indennità di accompagnamento dei disabili da portare a conoscenza di tutti i parlamentari eletti nella nostra regione.

In qualità di Presidente Regionale ho illustrato questa iniziativa al Consiglio Nazionale UICI tenutosi a Tirrenia lo scorso 20-21 aprile.

Nella convinzione di fare cosa utile affinché tutte le Sezioni UICI ed i Consigli Regionali che lo riterranno, possano adottare iniziative simili, allego a questa nota il testo della mozione e la lettera di accompagnamento alle autorità locali.

Invio cordiali saluti

Il Presidente Regionale UICI Marche

Armando Giampieri

Gentile…

l'assemblea dei soci di questa sezione U.I.C.I. riunitasi a ………. il giorno ……….. ha approvato la risoluzione di sottoporre ai consessi democraticamente eletti degli enti locali di questo territorio una mozione che impegni i parlamentari eletti nella nostra regione a sostenere in parlamento, in occasione del varo dei decreti attuativi dell'art. 5 della legge 214 meglio conosciuta come "Decreto Salva Italia", la necessità inderogabile di difendere le indennità di accompagnamento corrisposte ai disabili al solo titolo della minorazione.

Ove ciò non avvenisse, gli enti locali sarebbero i primi sui quali si riverserebbero i disagi dei cittadini disabili e delle famiglie colpite dai tagli previsti.

La presidenza di questa associazione confida nella capacità da parte dei rappresentanti di tutte le forze politiche che amministrano i nostri enti locali, di valutare con realismo la situazione e di anteporre alla logica dei tagli quella della solidarietà e della civiltà del diritto.

Il Presidente della Sezione UICI di…………….

MOZIONE
sull' indennità di accompagnamento proposta ai Consigli degli Enti Locali affinché la facciano propria
Il CONSIGLIO … DI…,
CON RIFERIMENTO all'Art. 5 della L. 214 del 22.12.2011 ( che ha convertito il D.L.: 201 del 6.12.2011) che prefigura la possibilità dell'agganciamento al reddito ISEE per l'assegnazione delle indennità di accompagnamento degli invalidi civili, attualmente concesse al solo titolo della minorazione,
PRESO ATTO che anche dal punto di vista giuridico l' indennità di accompagnamento s'ispira al dettato costituzionale (art. 3, 2° Comma) mirando a garantire ai disabili pari opportunità in funzione di un'effettiva uguaglianza, indipendentemente da qualsiasi estrazione economico/sociale al fine di integrazione dei disabili nel tessuto sociale stesso.
CONSIDERATO che il riferimento al reddito familiare, se da un lato carica le famiglie anche del peso non  indifferente (e non solo economico) della disabilità, determinerebbe comunque conseguenze disastrose dal punto di vista sociale ed umano in tutti i casi in cui la famiglia, pur esistendo sul piano formale, risultasse disgregata e/o incapace di assicurare al disabile l'assistenza necessaria, aggravandosi tale situazione in assenza di sostegno economico.
TENUTO CONTO che, se l'indennità fosse agganciata al reddito personale del disabile, porterebbe risultati insignificanti sul piano finanziario se fosse scelto un tetto di reddito elevato, o effetti devastanti se il tetto si attestasse su un livello medio; infatti, nel secondo caso, il costo reale della minorazione abbasserebbe il reddito effettivo del soggetto a una condizione  di vera e propria povertà,
CON LA CONSAPEVOLEZZA che, nella seconda ipotesi sopra prospettata, buona parte dei disabili lavoratori perderebbero l'indennità e, in molti casi, la stessa possibilità di recarsi al lavoro, in aggiunta al gravissimo disagio sociale, con danni all'economia e in tal modo violando il principio cardine della nostra Costituzione ove si definisce l'Italia quale Repubblica democratica fondata sul lavoro.
CONSIDERATO infine che, in un momento in cui tutta la società italiana è chiamata a sostenere gravi sacrifici a causa della difficilissima congiuntura economica, non si può chiedere ai disabili di aggiungere ulteriori sacrifici a quelli già sostenuti anche da essi in quanto cittadini, molte altre gravi limitazioni da parte degli Enti Locali e di altre istituzioni, tutti impegnati in una politica di tagli alla spesa che riducono anche gli interventi assistenziali e le agevolazioni previsti per i disabili,
TUTTO CIO' PREMESSO, RIVOLGE UN PRESSANTE APPELLO al Governo affinché, d'intesa con il Parlamento, in fase di emanazione dei Decreti Delegati,
1. tenga conto del particolare disagio che la presente situazione di crisi economica determina nella condizione sociale ed umana delle persone affette da disabilità;
2. consideri l'importanza di non disincentivare l'impegno lavorativo delle persone disabili come fattore di promozione umana, di integrazione sociale ed anche di risparmio economico per una società altrimenti costretta ad intensificare gli interventi assistenziali;
3. valuti l'importanza sociale dell'indennità di accompagnamento  che non può essere considerata come un reddito, ma come un vero e proprio strumento di libertà e di uguaglianza per i disabili in molte funzioni della vita quotidiana e delle relazioni sociali;
4. ascolti con spirito costruttivo le indicazioni fornite in proposito dall'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti ONLUS e dalle altre  associazioni dei disabili che testimoniano la profonda preoccupazione dei loro associati;
5. garantisca pertanto alle persone affette da grave disabilità l'indennità di accompagnamento al solo titolo della minorazione in quanto diritto sancito dalla Costituzione e concreto fondamento della loro dignità di uomini e di cittadini.