Abruzzo: Quel meraviglioso Castello…

Autore: Rocco Velli

Oggi, in Abruzzo i minorati della vista dispongono di tutta una serie di servizi sociali e possono aderire ad una molteplicità di iniziative ludiche,culturali e formative, resi possibili dalla politica associativa che l'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti ha condotto negli anni ed in particolare  dalla sua presenza capillare sul territorio e dall'impegno dei suoi dirigenti.
E' vero che il Consiglio regionale dell'unione può contare sulla grande attenzione da sempre mostrata dalla Regione Abruzzo che garantisce annualmente un discreto contributo per il funzionamento degli uffici e per qualche altro servizio e che tutte le quattro Sezioni provinciali stipulano da anni convenzioni con le rispettive Amministrazioni provinciali, soprattutto in materia di assistenza domiciliare scolastica e assistenza ai ciechi pluriminorati. E' altrettanto vero però che il Consiglio regionale e le Sezioni provinciali, grazie ad un organico lavoro di squadra, mettono a frutto le risorse a disposizione trasformandole in progetti prima ed in servizi concreti poi, grazie anche all'impiego  di risorse aggiuntive provenienti da quote associative e  da trasferimenti  della Sede nazionale oppure  da cofinanziamenti provenienti dagli Enti collegati all'Unione quali l'IRIFOR (Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione), la IAPB Italia-onlus (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità) e la Biblioteca italiana per i ciechi o anche da privati.
I risultati di questo intenso e continuo lavoro sono straordinari, basti ricordare alcune, le più significative, delle tante iniziative oggi a disposizione dei minorati della vista Abruzzesi; vedi la possibilità di leggere quotidianamente, in piena autonomia  ed in maniera del tutto gratuita "Il Centro d'Abruzzo" cioè il quotidiano più diffuso della regione; vedi la possibilità di avere un computer ogni tre anni pagando solo il 10% del costo per gli studenti o solo il 30% per i lavoratori ed i pensionati; vedi la possibilità per gli studenti di disporre in maniera assolutamente gratuita sia dei testi scolastici in braille per i ciechi che dei testi a caratteri ingranditi per gli ipovedenti; vedi la possibilità di disporre,sempre gratuitamente,  oltre che del menzionato "Giornale elettronico" di L'Aquila anche della rivista in nero "Orizzonti" di Pescara, della rivista parlata "Audiopress" di Chieti  e della "Stamperia braille" di Teramo; vedi la collaborazione tra il Comitato regionale IAPB e la clinica di eccellenza in oftalmologia dell'Università di  Chieti-Pescara che ha portato alla creazione del "Polo unico regionale di Riabilitazione ipovisiva" e alla dotazione del camper "Salvalavista" attrezzato per visite oftalmologiche, di imminente donazione; vedi la realizzazione, proprio in Abruzzo, in collaborazione con l'Università telematica Leonardo da Vinci di Chieti, del primo  "Master in scienze tiflologiche" al quale hanno partecipato 50 laureati provenienti da tutta Italia; vedi anche l'organizzazione dell'ultimo convegno  dal titolo "Il processo di riabilitazione funzionale e sociale delle persone con minorazione visiva attraverso gli ausili tifloinformatici" tenuto a Pescara e che ha registrato la presenza di oltre 200 partecipanti fra oculisti, ortottisti e soci interessati.
Dopo aver scritto queste semplici considerazioni , mi viene naturale pensare che i ciechi Abruzzesi sono ciechi fortunati, ciechi  molto vicini ad una reale integrazione sociale; è come se in Abruzzo l'Unione stesse per consegnare ai ciechi qualcosa di bello, imponente e considerato dai più irraggiungibile, una sorta di  castello, penso ad un meraviglioso Castello sociale. Allo stesso tempo però,consapevole del grave pericolo che corrono in questi giorni tutti i disabili italiani, mi rendo conto che sul nostro meraviglioso Castello già incombe un evento catastrofico. Non si tratta di un terremoto,come verrebbe da pensare di questi tempi , ma della reale possibilità per i ciechi Italiani di perdere l'indennità  di accompagnamento. Nel caso si verificasse questa assurda ipotesi, avremmo cancellato la più bella legge scritta dal Parlamento italiano nel sociale, svanirebbe la madre degli interventi sociali a favore dei disabili gravi, verrebbe a mancare l'unico indennizzo previsto per la condizione di disabilità e crollerebbero anche le fondamenta stesse del meraviglioso Castello sociale che avevo appena sognato per i ciechi Abruzzesi e che, in una società che si definisce civile, tutti i ciechi dovrebbero possedere per sempre.
Un evento sismico, proprio perché imprevisto e imprevedibile, non sarebbe imputabile a nessuno invece legare l'indennità di accompagnamento a qualsivoglia forma di bisogno e non in maniera univoca alla disabilità, oltre ad una profonda lacerazione dei diritti umani sanciti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione dell'ONU sulle persone disabili, comporterebbe un premeditato disastro sociale e, cosa molto più grave, questo disastro sarebbe imputabile alla mano dell'uomo , di quegli uomini che eletti per salvaguardare  l'applicazione dei principi Costituzionali, si rendono disponibili ad interpretarli pur di perseguire un fine diverso , magari per recuperare risorse economiche.
Tutte le associazioni italiane di disabili e non solo, sono ovviamente sul piede di guerra.
L'unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti non solo è presente  ma, come sempre in questi casi, si è già conquistata un ruolo di protagonista nella serrata trattativa in corso tra Governo e Associazioni. Tutta l'Unione è in fibrillazione;  Una valanga di circolari on-line ci tiene aggiornati  costantemente su ogni passo del Governo, i Quadri dirigenti ed i Presidenti regionali vengono convocati, sempre on-line, ogni qualvolta si debbano prendere decisioni importanti e le Sezioni provinciali sono tutte allertate e pronte per convogliare centinaia di autobus di soci su Roma.
Anche noi Presidenti Abruzzesi siamo a disposizione e pronti con i nostri autobus per non mancare ad eventuali manifestazione di massa; vi parteciperemmo con il nostro consueto entusiasmo e con lo stesso orgoglio che provammo in occasione della Marcia di Assisi quando da un autobus a due piani scese, alla partenza di Perugina, una valanga bianca di 75 Abruzzesi tutti rigorosamente vestiti con maglietta bianca e scritta "Giù le mani dalla indennità di accompagnamento".

Rocco Velli