23 ottobre 2016, assemblea regionale dei quadri dirigenti della Lombardia: convenzione onu sui diritti delle persone con disabilità e nuovi statuti e regolamenti associativi: quali prospettive?, di Massimiliano Penna

Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità e nuovi Statuti e Regolamenti associativi. Sono stati questi i temi che hanno animato il confronto in occasione dell’Assemblea Regionale dei Quadri Dirigenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, svoltasi lo scorso 23 ottobre.
Alla presenza di circa 50 Dirigenti provenienti da tutto il territorio regionale, nell’arco delle 2 sessioni di lavoro sono stati sviluppati temi che, nei loro rispettivi ambiti, assumono un’importanza fondamentale in quanto disciplinano le varie azioni da porre in essere per la promozione dei diritti delle persone con disabilità.
I lavori si sono aperti con un’ampia e approfondita relazione esposta dal Prof. Rodolfo Cattani, Segretario Generale del Forum Europeo sulla Disabilità, Presidente del Forum Italiano sulla Disabilità e Presidente Onorario del Consiglio Regionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della Lombardia, nella quale sono stati tratteggiati gli aspetti più importanti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. Approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, la Convenzione attualmente è stata ratificata da ben 166 dei 194 Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, fra i quali tutti quelli appartenenti all’Unione Europea. In Italia la Convenzione è stata ratificata con la legge n. 18/2011.
Grazie al suo articolato ampio e dettagliato, la Convenzione si presenta come uno strumento dalle enormi potenzialità, poiché con la sua ratifica gli Stati si impegnano ad adottare tutti quei provvedimenti necessari a favorire la piena integrazione sociale delle persone con disabilità. Non a caso essa sancisce l’obbligo per gli Stati parti di rispettare i diritti umani fondamentali, ovvero quell’insieme di diritti che consentono alle persone con disabilità di prendere parte attivamente e in condizioni di uguaglianza alla vita politica, economica e sociale (dal diritto all’istruzione al diritto al lavoro, passando per il diritto al pieno accesso alla cultura, al diritto alla piena partecipazione attiva in condizioni di eguaglianza alla vita politica, al pieno accesso all’elettorato attivo e passivo, al diritto al pieno accesso agli atti amministrativi e giudiziari ecc.).
Se da un lato la Convenzione sancisce in maniera esplicita ed inequivocabile i suddetti diritti, la realtà è ben diversa e le persone con disabilità sono costrette a fronteggiare quotidianamente una moltitudine di problemi che rendono la predetta integrazione un vero e proprio “percorso ad ostacoli”.
Di ciò si è avuto conferma in occasione dell’esame a cui l’Italia è stata sottoposta dall’apposito Comitato delle Nazioni Unite chiamato a vigilare sull’applicazione della Convenzione. A conclusione dei lavori svoltisi a Ginevra alla fine del mese di agosto, è emersa una situazione tutt’altro che confortante. Le osservazioni avanzate dalle organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità, presentate nel rapporto alternativo, sono state tutte accolte dal Comitato. In queste ultime vengono identificate alcune aree di criticità, che viste nel loro insieme fanno ben capire quanta strada l’Italia debba ancora percorrere per giungere all’effettiva attuazione dei principi sanciti dalla Convenzione.
Innanzitutto la definizione di “disabilità” contenuta nei diversi provvedimenti legislativi si ispira ad una concezione esclusivamente clinica, mentre la Convenzione è chiaramente orientata verso un’idea di disabilità dovuta all’ambiente circostante e alle barriere in esso presenti, che non consentono alla persona una piena interazione sociale.
Per quanto concerne il rispetto dei diritti umani delle persone con disabilità, si rileva l’assenza in Italia di un organo nazionale indipendente che vigili e provveda alle eventuali sanzioni e si constata l’insufficienza dell’unico organo attualmente deputato a svolgere una funzione di vigilanza, che è un comitato interministeriale (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani).
Si registra inoltre l’assenza di sanzioni a chi non provveda al cosiddetto “accomodamento ragionevole”, ovvero all’eliminazione di tutte quelle barriere che impediscono alla persona con disabilità la piena espressione delle proprie inclinazioni (postazioni non adeguate sul posto di lavoro, aule scolastiche non attrezzate per far fronte alle diverse esigenze, ecc.).
Si rileva, poi, un’eccessiva disparità di trattamento nelle diverse realtà regionali e, conseguentemente, si vede gravemente compromessa quella fondamentale uniformità dei servizi su tutto il territorio nazionale.
Il Comitato ha però evidenziato anche alcuni aspetti positivi: nel 2010 l’Italia ha approvato il Piano d’azione sulla disabilità ed è stata inoltre ratificata la Convenzione contro la violenza sulle donne.
Concludendo la propria relazione il prof. Cattani, pur evidenziando ulteriormente il peggioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità avutosi negli ultimi anni a causa di politiche poco attente, ha altresì auspicato, da parte delle diverse organizzazioni rappresentative delle stesse persone con disabilità, un’azione il più possibile coesa e coordinata, così da potersi porre come validi interlocutori in occasione delle rivendicazioni nei confronti delle istituzioni.
Successivamente, l’Assemblea ha esaminato il nuovo Statuto Sociale dell’Unione approvato dal 23° Congresso lo scorso anno, prendendo atto delle nuove disposizioni.
Per quanto concerne la bozza di Regolamento Generale che verrà discussa dal Consiglio Nazionale che si riunirà il 26 novembre, l’Assemblea ha espresso una certa preoccupazione per la presenza di alcune disposizioni che, da una prima lettura, parrebbero limitare l’autonomia dei Presidenti Regionali e dei Presidenti delle Strutture territoriali, laddove sono previsti una serie di poteri attribuiti dal Presidente Nazionale a mezzo di procura speciale. Una certa perplessità è inoltre emersa in riferimento alla discrezionalità lasciata alle Strutture territoriali circa la nomina del Collegio dei Sindaci Revisori. Nella ferma convinzione dell’estrema importanza del suddetto organo data la sua funzione di verifica, pur nel rispetto della piena autonomia delle singole Strutture, l’Assemblea ha espresso un orientamento operativo che vede la presenza del Collegio dei Sindaci Revisori in tutte le Strutture.
È stato altresì dato mandato alla Presidenza Regionale di sostenere in sede di Consiglio Nazionale le posizioni emerse e le Strutture Territoriali si sono impegnate a far pervenire alla Presidenza Regionale tutte le eventuali osservazioni inerenti la bozza di Regolamento Generale in oggetto, affinchè queste siano trasmesse all’apposita Commissione.
Quanto al nuovo Statuto e al nuovo Regolamento Generale dell’I.RI.FO.R. (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione), la Presidenza Regionale ha raccomandato i Dirigenti territoriali di prendere atto con celerità delle novità operative introdotte da questi ultimi.
Dichiara il Presidente Regionale Nicola Stilla «grazie al clima sereno ed al confronto pacato che hanno caratterizzato i lavori, la presentazione delle nuove norme statutarie e dei nuovi Regolamenti è stato un momento formativo di estremo valore. Oltre che udire una mera illustrazione, infatti, i Dirigenti presenti hanno potuto approfondire in maniera adeguata le diverse disposizioni che disciplineranno l’operato dell’Unione».
A conclusione dei lavori, il Segretario Regionale Aroldi ha brevemente illustrato le novità contenute nella bozza di Regolamento di gestione finanziaria che verrà esaminata dal Consiglio Nazionale. Dall’esposizione è emerso che, per quanto concerne l’Unione della Lombardia, non dovrebbero esservi particolari problemi, dal momento che il software in dotazione al Consiglio Regionale è compatibile con le linee operative contenute nella bozza di Regolamento. Non appena verrà predisposto il nuovo software da parte della Sede Centrale, poi, verrà organizzato un apposito incontro formativo rivolto ai Consiglieri Delegati delle diverse Strutture territoriali e ai dipendenti che si occupano della gestione contabile di queste ultime.