2012. L’anno dedicato all’anziano

Autore: Cesare Barca

Accade con frequenza che titolazioni ed etichette nascondano in realtà più le intenzioni e non tanto le azioni e i contenuti. Volendo comunque sperare che la dedica produca effetti positivi per le persone avanti negli anni, dobbiamo necessariamente riflettere sull'attuale situazione della persona anziana e verificare, almeno teoricamente, la possibilità che la situazione sociale attuale possa produrre alcuni degli effetti positivi nei confronti di persone, uomini e donne, della terza e quarta età, che sono sempre in attesa di poter godere di una vita migliore.
Secondo le previsioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2020 l'aspettativa di vita nei paesi Europei aumenterà del 20% e gli ultra sessantacinquenni raggiungeranno il 10% della popolazione mondiale.
L'obiettivo fondamentale rimane tuttavia quello di raggiungere almeno il 20% degli ottantenni con una situazione di salute psicofisica che permetta di vivere la loro esistenza in autonomia.
Su questa base l'O.M.S. sostiene perciò l'urgenza di una rivalutazione della persona anziana introducendo il concetto di invecchiamento attivo. Afferma quindi con forza che gli anziani siano considerati realmente una risorsa per la società e non un peso. Pertanto è necessario che si sappia garantire la piena integrazione sociale, economica, culturale e civile delle persone avanti negli anni.
La Carta dei Diritti degli Anziani nata nel 1995 sotto l'egida del Presidente della Repubblica precisa i diritti degli anziani e i corrispondenti doveri sociali per la loro realizzazione.
In particolare la società ha il dovere di:
– rispettare l'individualità di ogni persona anziana evitando nei suoi confronti interventi decisi solamente in funzione dell'età anagrafica;
– rispettare credenze, opinioni e sentimenti sforzandosi di cogliere il significato profondo della evoluzione culturale della popolazione;
– rispettare le modalità di condotta delle persone anziane riconoscendone il valore individuale;
– consentire e favorire che la vita dell'anziano si svolga nel proprio domicilio o, in caso di assoluta impossibilità, possa usufruire di soluzioni nelle quali l'individuo possa ritrovare almeno alcuni aspetti della sua abitazione forzatamente abbandonata;
– favorire in ogni modo la convivenza con i propri familiari e stimolare ogni possibilità di integrazione e in caso di malattia ridurre il più possibile i periodi di ospedalizzazione, fornendo ogni trattamento ritenuto utile;
– evitare nei confronti dell'anziano ogni forma di ghettizzazione che gli impedisca di interagire con la parte più giovane della popolazione.
Inoltre sarà necessario attuare per gli anziani che presentano deficit, alterazioni o limitazioni funzionali ogni forma possibile di riattivazione, riabilitazione e socializzazione coinvolgendo anche i suoi familiari e/o gli operatori socio-sanitari.
Naturalmente queste rappresentano soltanto alcune delle indicazioni fornite dalla Carta dei Diritti dell'Anziano.
Deve restare fermo il principio fondamentale per cui la loro non sia una sopravvivenza, ma piuttosto un'esistenza attiva evitando, nei loro confronti, ogni forma di sopraffazione e di prevaricazione verificando che, in qualunque situazione si trovino, siano ad essi dedicati tutti gli interventi che possano attenuare la loro sofferenza e migliorare la loro condizione esistenziale.
Sarà infine necessario che, nei casi fisicamente o psichicamente meno fortunati siano potenziate le facoltà residue e venga realizzato un clima di accettazione, di condivisione e di solidarietà.
Insomma dobbiamo tener presente che, perché l'anno dedicato agli anziani abbia una valenza concreta, si dovrà fornire ad ogni persona che invecchia la possibilità di conoscere e di attuare le proprie attitudini consentendogli di poter continuare a realizzare se stessa malgrado l'avanzamento dell'età, mettendola nelle condizioni di esprimere la propria emotività, fonte di quella creatività da cui trae origine l'energia necessaria per continuare la propria esistenza.
Oggi vivono in Italia oltre 10 milioni di ultra-sessantacinquenni. Al Nord il 10% della popolazione ha più di 75 anni. Sappiamo altresì che l'attesa attuale di vita media è di 75 anni per l'uomo e 81 per la donna. Ma l'aumentata longevità non coincide sempre con un accettabile stato di salute e una soddisfacente qualità di vita. Sappiamo bene che per invecchiare correttamente è necessario curare l'alimentazione, tenersi in forma fisica con il movimento, partecipare alla vita sociale di relazione. E ancora sappiamo quanto sia utile coltivare interessi nei vari settori in cui sia possibile realizzare almeno un minimo delle proprie aspirazioni.
Si dirà che queste sono considerazioni ovvie, consigli scontati, eppure spesso non vengono messi in pratica e assistiamo frequentemente al rifiuto dell'anziano di accogliere e partecipare alle diverse iniziative che vengono suggerite.
Non dobbiamo demordere di fronte al loro eventuale diniego a percorrere o a sperimentare situazioni nuove rispetto alle loro abitudini, ma senza forzare la loro volontà dobbiamo esercitare con cautela un'azione di convincimento.
Anche per questo abbiamo la responsabilità sociale di saper informare ed educare i giovani per favorire il conseguimento di queste finalità, facendo loro comprendere soprattutto che la vecchiaia non è il termine di un percorso ma un dono da coltivare e da conquistare.
Ancora qualche considerazione sul benessere che deve conquistare gradualmente ogni persona man mano che avanza negli anni. Non è più esaustivo l'antico detto latino "mens sana in corpore sano". Dovendo raggiungere uno stato di benessere generale è necessario conquistare un sufficiente equilibrio psicofisico che viene decisamente favorito dalla tranquillità interiore, fondamento per sentirsi in pace con se stessi e con il piccolo o grande mondo che ci circonda e con il quale siamo chiamati ad interagire sia virtualmente che concretamente. Quindi un po' di movimento quotidiano, una leggera attività sportiva, aiuta a prevenire cardiopatie e molte altre malattie derivanti dall'eccessiva sedentarietà. Tuttavia se l'attività fisica migliora il tono dell'umore accrescendo la propria autostima, il conseguimento del benessere deve tenere conto anche della nostra situazione interiore ed è, a mio avviso, proporzionale alla qualità dell'amore che sappiamo esprimere e ricevere. In ciascuno di noi c'è un'esigenza struggente di amare e di sentirci amati. Tutti, per così dire, siamo contrassegnati dall'amore e vibriamo interiormente come un'arpa birmana al suo minimo tocco. Se il corpo ha bisogno del pane, la nostra interiorità ha bisogno dell'amore perché si accenda almeno un piccolo arcobaleno in un cielo spesso troppo grigio della nostra esistenza.
Vivere ed esternare i propri sentimenti, a qualsiasi età, comporta la moltiplicazione di energie, sviluppa la nostra interiorità e ci consente di conquistare un maggior grado di umanità. Tutto ciò che esiste tende a proiettarsi oltre, a maggior ragione l'animo umano che, come dice Leopardi, ha sempre sete di infinito.